Confindustria: indagine semestrale sull'industria abruzzese
Le previsioni nel 2010 del rapporto della confindustria evidenziano il tentativo di trasformare una tragedia in un'opportunità: "Nell'Aquilano, gli interventi connessi con la ricostruzione, porteranno una quantità di lavori con ripercussioni, si spera, positive, anche sugli aspetti organizzativi delle imprese edili. Per quanto riguarda le altre aree abruzzesi, il tessuto imprenditoriale e quello delle imprese edili in particolare, si dovrebbero avere ricadute positive." E inoltre, aggiunge: "Fenomeni di "emigrazione" dalla città dell'Aquila potrebbero innescare nuova domanda di immobili nelle città della costa abruzzese".
Proprio oggi è stata pubblicata l'indagine del secondo semestre 2009 sull'industria abruzzese condotta dal Centro Studi di Confindustria Abruzzo, effettuata attraverso interviste a diversi imprenditori.
Ovviamente il quadro non è prospero, ad una crisi globale si aggiungono le conseguenze del Terremoto dell'Aquila. Nonostante questo Confidustria fa sapere che "l'unica nota paradossalmente positiva sono i dati relativi alla provincia di L'Aquila, che si caratterizza per previsioni generalmente migliori rispetto alla media regionale".
Le previsioni nel 2010 del rapporto della confindustria evidenziano il tentativo di trasformare una tragedia in un'opportunità: "Nell'Aquilano, gli interventi connessi con la ricostruzione, porteranno una quantità di lavori con ripercussioni, si spera, positive, anche sugli aspetti organizzativi delle imprese edili. Per quanto riguarda le altre aree abruzzesi, il tessuto imprenditoriale e quello delle imprese edili in particolare, si dovrebbero avere ricadute positive." E inoltre, aggiunge: "Fenomeni di "emigrazione" dalla città dell'Aquila potrebbero innescare nuova domanda di immobili nelle città della costa abruzzese". Due notizie sono preuccupanti: il primo posto guadagnato dall'Abruzzo per ricorso alla cassa integrazione guadagni e la crisi dell'esportazioni con un calo del 30% ( la terza peggior performance nazionale).
Il rapporto ha eveidenziato le proposte raccolte dagli imprenditori e auspicabili dalla confindustria stessa al fine di rendere maggiormente competitive le imprese locali in minor tempo possibile, favoriti dal fatto che "diversi imprenditori confermano la volontà – ma anche lareale possibilità - di ritornare a crescere, specialmente sul mercato interno"
Nel rapporto si parla di incentivi finanziari e supporti che possano migliorare la situazione dell'Abruzzo.
Si parla di supporto alla domanda interna e per fare sì che avvenga, secondo Confindustria, è necessario che "si supporti la capacità di spesa delle famiglie, anche riducendo il cuneo fiscale, che appesantisce i redditi da lavoro dipendente." Si auspicano supporti alla crisi occupazionale con ammortizzatori sociali in deroga (concessi dalla Regione) e finanziamenti per "progetti di riqualificazione del personale".
Si chiedono finanziamente e sblocco dei fondi per aprire subito piccoli cantieri che potrebbero fare da volano all'economia del settore costruzioni anche esso in grave crisi.
E poi le proposte di supporto all'industria per uscire fuori dalla crisi sono: "sostegno all'innovazione", "riduzione della spesa pubblica improduttiva", in particolar modo sanitaria," sopprimere gli sprechi.
In merito agli sprechi e alle inutilità, nel rapporto viene proposta l'apertura di "un'Agenzia di Sviluppo Economico Regionale che promuova e supporti l’evoluzione competitiva del sistema produttivo abruzzese e riorganizzi organicamente alcune questioni di comune interesse per il sistema produttivo, quali l’innovazione ed il trasferimento tecnologico, le aree produttive e la finanza per lo sviluppo d’impresa." Una proposta che, per quanto possa giovare all'Abruzzo, rappresenta una spesa in più in questo momento di crisi.
In ultimo si propongono politiche di intervento riservate ai sistemi integrati di imprese, che dovranno evolvere da configurazione dei distretti industriali a quelle più moderne di distretti produttivi, cluster e reti d’impresa.
E poi ci sono i consigli d'impresa per la zona del cratere. La Confindustria sollecita la "realizzazione di un indissolubile legame tra la fase di ricostruzione e quella di sviluppo, nell’ambito delle quali sia esaltata la centralità dell’impresa ed in particolare dell’Industria (grande, media e piccola), che – nonostante la drammatica crisi dell’ultimo anno - contribuisce ancora alla gran parte del PIL e dell’occupazione regionale." In particolare si spinge per puntare su "investimenti esogeni quanto al supporto a quelli endogeni, in modo da trasformare l’evento sismico in una nuova opportunità di sviluppo, come è avvenuto nel caso del terremoto del Friuli Venezia Giulia e di Marche ed Umbria" In fine viene auspicata, "supportata sempre da idonee risorse" la "rapida attivazione delle zone franche urbane di Pescara, che potrà costituire un motore di sviluppo per l’area della costa, e di L’Aquila. Questo il quadro e le proposte di confindustria per l'Abruzzo.
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