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Femen contro repressione donne arabe, "nostre tette più forti delle loro pietre"

La protesta

"International Topless Jihad Day" oggi la protesta delle "Femen", il gruppo di attiviste a seno nudo nato in Ucraina, contro quella che viene da loro definita la "repressione" dei diritti delle donne arabe. A Berlino, Parigi, Kiev, Bruxelles e Milano in difesa di Amina Tyler, prima attivista tunisina, slogan come "Seni nudi contro l'islamismo" o "No Sharia".

Un corteo organizzato in stile femen, a tette fuori, per sostenere l'attivista tunisina Tyler, che a marzo ha postato una sua foto nuda in rete con le scritte sui seni "Il mio corpo mi appartiene" (My body belongs to me) o "Fanculo la vostra morale" ("Fuck your morals) e ora rischia di essere processata.

"Siamo libere, siamo nude, è il nostro diritto, è il nostro corpo, le nostre regole, nessuno può usare la religione o altre cose sacre per maltrattare o opprimere le donne", ha dichiarato l'attivista Alexandra Shevchenko, durante la dimostrazione davanti a una moschea di Berlino, con temperature vicino allo zero. "Lotteremo contro di loro. Le nostre tette saranno più forti delle loro pietre", ha aggiunto.

La polizia a Kiev ha arrestato due giovani attiviste con scritto "Free Amina" sul petto, subito dopo il loro arrivo all'unica moschea della città. Una ventina circa di femministe in topless hanno tentato a Parigi di raggiungere l'ambasciata tunisina, ma sono state bloccate dagli agenti appena fuori dall'uscita della metropolitana. A Bruxelles, un piccolo gruppo di donne si è spogliato di fronte alla Grande Moschea, al grido di "Fuck your morals" e "Free Amina".

Anche a Milano tre attiviste di Femen hanno protestato davanti al consolato tunisino.

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