Taranto libera. Corteo contro il Salva Ilva.

Stampa

La protesta

ilvaAlcune migliaia di persone hanno sfilato in corteo stamattina nel centro di Taranto per protestare contro la legge cosiddetta "Salva Ilva", contro l'inquinamento della fabbrica siderurgica e per manifestare sostegno all'opera del gip Patrizia Todisco e della Magistratura di Taranto.

 

 

Rispetto alla manifestazione del 15 dicembre, il corteo di oggi ha senz'altro registrato una minore partecipazione, ma, secondo i movimenti ambientalisti che l'hanno organizzato, si e' comunque trattato di "una mobilitazione imponente e di un successo importante". Il corteo di oggi a Taranto contro la legge "Salva Ilva" e contro l'inquinamento era aperto da una folta rappresentanza di medici, pediatri, farmacisti e infermieri. Tutti con camice bianco per evidenziare la loro presenza ma sopratutto per sottolineare quanto l'inquinamento, come hanno accertato anche le perizie disposte dalla Magistratura di Taranto nell'inchiesta giudiziaria sull'Ilva, sia causa di gravi malattie tumorali e anche di decessi.

Il corteo era molto eterogeneo nel senso che hanno sfilato cittadini di tutte le eta', intere famiglie con bambini al seguito, tantissimi giovani. Assenti rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze politiche e delle organizzazioni sindacali. Non ha partecipato al corteo nemmeno il movimento "Cittadini liberi e pensanti" protagonista in queste mesi di diverse proteste sul caso Ilva. "Taranto libera" e' stato fra gli slogan piu' scanditi dai manifestanti. "Todisco, Todisco, Todisco" con riferimento appunto al giudice delle indagini preliminari, Patrizia Todisco, che con l'inchiesta sull'Ilva ha disposto il sequestro degli impianti dell'area a caldo nonche' l'arresto di diversi esponenti della proprieta' e della dirigenza dell'azienda siderurgica. Tanti i cartelli e gli striscioni issati: "Taranto e' una minera di diamanti ricoperta di mondezza", "Dall'Ilva non farti ingannare la salute devi tutelare" (questo, in particolare, era portato dagli operatori sanitari), "Taranto senza Ilva". In corteo anche una croce nera in ricordo delle vittime del lavoro e la scritta: "Per non morire". Un altro cartello, poi, richiamava Papa Francesco con una doppia dicitura: da un lato "Taranto era bella, ora e' povera perche' martire e santa" e dall'altro "Vieni Francesco".

Un altro cartello faceva poi riferimento all'Autorizzazione integrata ambientale (in sigla Aia) rilasciata all'Ilva dal ministero dell'Ambiente lo scorso 26 ottobre con la scritta: "Voi con il boia con la mannA.I.A". A giudizio dei promotori della manifestazione di oggi, l'Aia concessa all'Ilva non tutela infatti adeguatamente la salute dei cittadini e l'ambiente. Ma nel corteo c'erano anche molti richiami alla Corte Costituzionale che nell'udienza pubblica del 9 aprile dovra' decidere se la legge sull'Ilva, la 231 del 24 dicembre scorso, e' costituzionale o meno. Si tratta della legge che consente all'Ilva di Taranto di continuare a produrre e di commercializzare i prodotti messi sotto sequestro dalla Magistratura. Diverse eccezioni di costituzionalita' hanno presentato alla Consulta sia il gip Patrizia Todisco sia il Tribunale dell'appello di Taranto e su queste, adesso, la Consulta e' chiamata a pronunciarsi martedi' prossimo. "Corte Costituzionale ricordati di me" si leggeva su diversi cartelli.
Su alcuni c'era anche una freccia sotto la scritta riferita alla Consulta e questa indicava il bambino che sfilava sotto il cartello. La manifestazione si e' conclusa in piazza della Vittoria dove ai lati erano state sistemate delle sagome di cartone che volevano simboleggiare tutti coloro che sono morti o si sono ammalati a causa dell'inquinamento. (AGI) .