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Robert “Charles” Venturi: una delle “leggende viventi” dell’architettura mondiale

è di origini abruzzesi. Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame” ne ricorda la storia

 

Il padre era nato, nel novembre del 1881, ad Atessa (CH).  Un suo pensiero: «Mi piace che l’architettura sia complessa, contraddittoria e basata sulla ricchezza e sulla ambiguità della vita moderna».

 

 

 

Robert Venturi è nato a Philadelphia, il 25 giugno 1925, da Roberto (nato ad Atessa (Ch)  il  15 novembre del 1881 ed arrivato negli Stati Uniti, partendo dall’Abruzzo, quando aveva solo 9 anni) e Vanna. Robert Venturi  è sicuramente tra  i principali esponenti della “corrente postmoderna”. La sua nuova concezione architettonica, che mette in primo piano il colore e la decorazione, lo ha portato a recuperare anche disinvoltamente forme e stili del passato. Sin da piccolo mostrò una straordinaria capacità di cogliere ogni particolare. Intelligente e sempre voglioso di realizzare. Scelse, appoggiato dai genitori, la strada dell’architettura. E questa scelta fu la sua fortuna.

Nel 1947 conseguì  la laurea all’Università di Princeton. Nei primi anni ’50 ebbe l’occasione di collaborare con l’architetto e scultore Oskar Stonovor. Successivamente vinse una borsa di studio dell'Accademia Americana di Roma e per due anni, dal 1954 al 1956, tornò nella terra dei suoi genitori. Nella capitale ebbe l’occasione di un ulteriore arricchimento culturale. Fu collega di studio di Louis Isadore Kahn e del finlandese Eero Saarinen.

Nel 1958 decise di aprire un proprio studio. Nel 1964 nacque la collaborazione con John Rauch e successivamente con Denise Scott Brown (sua moglie). Nel 1989 abbandonò la collaborazione con Rauch per aprire un proprio studio il “Venturi, Scott Brown & Associates.”

Ha ottenuto , nel 1991, il prestigioso Premio Pritzker.

Ha insegnato in numerose università quali Yale, Harvard, UCLA e Princeton. L’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze lo ha designato “Accademico d’onore”.

I suoi insegnamenti teorici  hanno avuto grande influenza.  

Sono numerosi gli edifici che recano la sua “firma”.

Nel1962 la madre volle che lui realizzasse una casa per lei. Da qui  l’idea del “Vanna Venturi House” che gli valse i maggiori riconoscimenti internazionali e che, molti anni dopo, nel 1989 gli regalò la soddisfazione di ricevere  il prestigioso “Twenty-five Year Award”.

Tra le opere più significative di Venturi: Guild House, Philadelphia 1960-63; Lewis Thomas  laboratories of molecular biology della Princeton University (1983-88); Sainsbury Wing della National Gallery di Londra(1986-90); Seattle art museum (1986-92); Hôtel du département de la Haute-Garônne a Tolosa (1992-99); The Anlyan center for medical research and education della School of medicine della Yale University  (2003); ristrutturazione della Schlesinger library del Radcliffe Institute for advanced study della Harvad University (2004); Lehigh Valley hospital - Muhlenberg (2005).

Tra le pubblicazioni: Complexity and contradiction in architecture (1966); Iconography and electronics upon a generic architecture. A view from the drafting room (1996); Architecture as signs and systems. For a mannerist time(con D. Scott Brown, 2004).

 

 

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