Cronaca Estera
Uno dei piu' celebri scultori siriani, Wael Qastun, e' stato torturato a morte dagli sgherri del regime di Bashar al-Assad in un centro di detenzione a Homs, la cita'-martire della Siria centrale: lo ha denunciato tramite un comunicato la Coalizione Siriana degli Artisti per la Liberta', un'organizzazione oppositrice di categoria, senza precisare quando e' avvenuto il decesso. Nella nota ci si limita a riferire che Qastun e' "morto sotto tortura", e che la sua salma e' quindi stata "trasferita all'Ospedale Militare di Homs". Nuovi combattimenti ad Aleppo, dove alcuni quartieri ribelli sono stati mitragliati dagli elicotteri delle forze governative
Dopo la morte "la famiglia e' stata informata del suo martirio". Ai funerali della vittima, che lascia moglie e due figli, "ha partecipato una folla enorme". Lo scultore, che era famoso soprattutto per le opere dedicate al tema della femminilita', e' soltanto l'ennesimo artista a cadere nelle grinfie del regime di Damasco senza piu' poterne uscire. Prima di lui il caso piu' noto era quello riguardante Ibrahim Qashush, un cantautore di protesta originario di Hama, sempre nel centro del Paese, che fu arrestato e trucidato un anno fa. I suoi aguzzini gli avrebbero estirpato la laringe: questa la punizione per aver composto un brano dal tono sarcastico intitolato 'Yalla irhal ya Bashar', tradotto dalla lingua araba 'Forza, Bashar, Vattene'. L' ente umanitario americano 'Human Rights Watch', riferisce che in Siria esisterebbe un vero e proprio "arcipelago della tortura", 27 carceri segrete sparse sull'intero territorio nazionale, dove migliaia di detenuti sarebbero sottoposti a bastonature, elettroshock, pestaggi e altre sevizie.
Intanto nuovi combattimenti ad Aleppo, dove alcuni quartieri ribelli sono stati mitragliati dagli elicotteri delle forze governative: in totale almeno 26 persone sono state uccise oggi in tutto il paese, secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano sui diritti umani. Tra le vittime figurano anche sei bambini che hanno perso la vita nei bombardamenti di Hirak, nella regione di Deraa.
Il Consiglio Nazionale siriano (Cns, principale organo dell'opposizione siriana)ha fatto sapere che rifiuta un governo di unità nazionale presieduto da un membro del regime di Bashar al-Assad: lo ha dichiarato uno dei portavoce del Cns, Bassma Kodmani, contraddicendo quanto affermato inizialmente dal collega George Sabra, che si era detto favorevole all'ipotesi.
fonti Agi e tmnews