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Che fine ha fatto la genitorialità?

Laboratorio Psicopedagogico

a cura della dott.ssa Claudia Circi

"La personalità umana è un’organizzazione di modi di essere che conserva sempre la sua unità, nel suo farsi costante. Quando questa unità, che collega le diverse esperienze personali del presente e del passato, viene meno, si ha la dissociazione psichica, la malattia, l’anormalità" (Umberto Tenuta).

Anche se l’uomo può essere “uno, nessuno e centomila”, egli si avverte sempre nella sua identità personale di un solo o di centomila personaggi.

 

 

Oggi, gli studi dell’età evolutiva non vengono concepiti come, cambiamenti totali, passaggi bruschi da un modo di essere ad un altro. Come affermava il Comenio,”natura non facit saltum”. In effetti, scrive l’Oerter,”in natura ogni processo vitale si svolge con continuità. Anche nei casi in cui avvengono apparentemente mutamenti improvvisi come nello sviluppo dell’insetto (uovo-larva-crisalde-insetto) i veri e propri processi di crescita si svolgono progressivamente[…]la maggior parte delle caratteristiche rilevate dalla teoria delle fasi è di natura tale da permettere senz’altro l’ipotesi che si tratta di passaggi fluidi da un grado all’altro[…]Lo stesso cambiamento di forma dell’intelligenza, sembra essere un processo continuo”.
Ogni tipo di società richiede un certo modo di atteggiarsi della personalità (personalità di base); questa assume accentuazioni soggettive che variano da individuo a individuo, manifestandosi con caratteristiche determinate che ne fanno una “organizzazione unitaria e stabile dei vari modi di reagire dell’uomo, per il fatto che egli vive in una società di altri uomini”.

Tutte le organizzazioni sociali hanno una propria cultura, costituita da determinati valori, tecniche, conoscenze, che le diverse istituzioni educative (famiglia, scuola, chiesa, associazioni…) si incaricano di far assimilare alle nuove generazioni. L’unità della persona si realizza attraverso la continuità del sostegno al processo di sviluppo e di formazione.

Anche a livello biologico, lo sviluppo si realizza solo nella misura in cui viene assicurata la continuità dell’alimentazione. Ove le sostanze nutritive  non fossero assicurate con continuità, lo sviluppo dell’organismo fisico verrebbe ostacolato e danneggiato.
Tuttavia è il caso di evidenziare che,mentre l’organismo è geneticamente dotato di meccanismi che gli consentono di assimilare i cibi più diversi, purché non contegano sostanze tossiche; invece a livello psichico, nei primi anni di vita, l’individuo è ancora privo della capacità di selezionare ed organizzare autonomamente gli stimoli culturali che promuovono la piena ed equilibrata formazione della sua personalità.
Il bambino rimane certamente disorientato in un ambiente che si presenta estremamente contraddittorio dal punto di vista emotivo, affettivo e sociale.
Quando i contributi personali dei vari operatori educativi sono opportunamente  programmati si possono offrire ai bambini le sollecitazioni necessarie sia ad acquisire conoscenze che a precisare e sviluppare atteggiamenti e comportamenti positivi come  interiorizzare norme di condotta e valori. Quello che appare purtroppo evidente è che nell’educazione intesa come principio sociale ci sono contraddizioni nel suo stesso esistere.

Spesso si perde di vista che le idee acquisite da un individuo in età adulta sono il risultato di un processo di evoluzione che nulla hanno  a che vedere con le idee di una mente infantile.

Accade che l’adulto educatore, proietti  nel bambino le proprie artistiche  prospettive pretendendo dall’infante atteggiamenti già adulti.
Il bambino che, non vuole deludere, tralascia i suoi diritti psichici  ed asseconda l’adulto di riferimento che andrebbe, secondo me, arrestato in quanto socialmente pericoloso.
La pigrizia nello sforzo richiesto per coordinarsi per le azioni educative,nell’interesse delle nuove generazioni, la si può facilmente individuare anche nella continuità che la scuola richiede alla famiglia.
Molti genitori oggi, credono di essere ancora in qualche modo “figli” ( questo è un altro aspetto dell’allungamento della vita).
Con il fatto che le persone sono mediamente più longeve, molti quarantenni   facendo affidamento sulla salute dei genitori, si sentono ancora  in diritto di essere ragazzini, e si comportano come tali pur avendo dei figli realmente ragazzini.
Ecco che in un nucleo familiare di quattro persone (madre, padre, due figli) ci sono quattro ragazzini rancorosi con la società che non appaga i loro capricci.
I nonni alcuni emotivamente forti altri meno, cercano di non far mancare nulla a nessuno:
si  prestano  ad accompagnare i nipoti a scuola, a calcio, a danza, a catechismo. Nei casi più gravi sono i nonni a  presenziare al  colloquio scuola- famiglia, e nel frattempo danno i soldi ai figli per pagare le bollette e/o i mutui. Poiché nelle priorità dei genitori/figli ci sono l’irrinunciabile cena con gli amici, il cellulare molto fico, la lampada per non sembrare “anemici” e la macchina, per non parlare del note-book e del computer .
Poi non contente, perché “tutto gli è dovuto”, queste persone soffrono, sognano una vita libera senza responsabilità da cui sfuggire, allora ecco che si separano moglie e marito perché entrambi  sono incapaci di organizzare una famiglia, sottoponendo i figli a torture psicologico-emotive che poi molto probabilmente,in età adulta, si tradurranno in sensi di colpa e paura di amare.
Molti operatori conoscono l’importanza di orientare le azioni formative alle stesse finalità ,anche agendo in ambiti diversi.
Anche se ogni istituzione offre uno specifico apporto allo sviluppo della personalità,  questa però non può risultare frammentata, parcellizzata, a se stante, attribuendo ad ogni istituzione un aspetto specifico educativo; sia perché la persona è unica e si ritrova nella sua interezza in ogni sua funzione (concezione olistica della personalità) sia perché le diverse azioni educative fanno sempre riferimento a tutta la personalità.
Pertanto, pur considerando gli apporti specifici delle varie istituzioni educative, è opportuno, nei limiti del possibile, mirare ad  un loro coordinamento, in modo particolare la famiglia e la scuola.
Come osserva la Montessori  “non tutti gli insegnanti sono genitori, ma tutti i genitori sono insegnanti”.
Un invito dunque alle    persone che stanno perdendo il loro tempo migliore: quello che  può concedere l’età adulta, siate responsabili.
(Claudia Circi)

Bibliografia
OERTER R., La psicologia moderna dello sviluppo, Paoline, Roma, 1971
ANCONA L., La personalità, ERI, Torino, 1964
Cfr.: TENUTA U., Non <<radiografia>> dell'alunno ma <<cartella pedagogica>>, in "Scuola Italiana Moderna", La Scuola, 1978
Stefanini L., Elementi in psicologia,SEI, 1950, Torino
Sitografia
www.edscuola.it

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