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Howard Gardner. Dall’intelligenza unitaria all’intelligenze multiple.

Dajalumi

Laboratorio psicopedagogico - A cura della dott.ssa Claudia Circi

Esclusiva

Howard Gardner. Dall’intelligenza  unitaria all’intelligenze multiple. Che cosa è l’intelligenza? Come si può misurare? Perché la si vuole misurare, e  come? L’intelligenza è la capacità dell’individuo di modificare a suo favore l’ambiente circostante. La possibilità dell’uomo di capire, comunicare con se stesso e con gli altri, formulare delle ipotesi, correggere eventuali errori, tramandare le proprie esperienze,  proiettare un concetto concreto  in un simbolo astratto, combinare in maniera  originale gli elementi che ha a disposizione. Tutto questo, ed altro ancora, è sintetizzabile con  un numero? Perché si cerca di gerarchizzare le persone con  la misurazione dell’intelligenza? Perché deve esserci  la persona con un’intelligenza superiore ed un’altra dall’intelligenza inferiore?

 


L’astrazione dell’intelligenza come entità singola, la sua collocazione dentro al cervello, la sua quantificazione in un numero per ogni individuo e l’uso di questi numeri per classificare le persone in una unita di valore, che spieghi invariabilmente che gruppi di individui oppressi e svantaggiati sono innatamente inferiori.[…] La scienza affonda le radici nell’interpretazione creativa. I numeri suggeriscono, costringono e confrontano: essi non specificano,di per sé, il contenuto di teorie scientifiche. Le teorie sono costruite sull’interpretazione dei numeri e gli interpreti sono spesso intrappolati dalla loro stessa legittima convinzione.


Il  XIX  secolo si concentrò sulla misurazione fisica dei crani, sia dall’esterno  (con riga e compasso, e con la formulazione di diversi indici e proporzioni  per le forme e le misure delle teste), sia dell’interno (con semi di senape o pallini di piombo per riempire il capo e misurare le misure della scatola cranica). Il XX secolo si spostò sul metodo, presunto più diretto , consistente nel misurare il contenuto del cervello sottoponendolo a test d’intelligenza.
Successivamente, Cesare Cornoldi suggerisce che “la teoria unitaria dell’intelligenza, riferibile del fattore ‘g’ e ad  un uso non decomposto del Quoziente d’Intelligenza, incontra molti problemi e in particolare si dimostra incapace di spiegare le diversità delle menti, i deficit specifici, le scarse correlazioni fra differenti prove cognitive.  E’  quindi necessario riconoscere che la mente è articolata in diverse funzioni”.


Verso la fine del novecento si comincia a guardare l’intelletto da una prospettiva rivoluzionaria: studiare l’intelligenza  non più come una capacità di elaborazione , ma come un insieme di elaborazioni complesse che interagiscono fra di loro.

Un importante contributo a questa nuova concezione è la teoria triarchica dell’intelligenza di Stenberg.
Questa teoria prende in considerazione 3 tipi di intelligenze presenti  in ogni individuo:
-L’intelligenza analitica: capace di analizzare, suddividendo le parti e scendendo nei dettagli; essa permette buoni risultati scolastici tradizionali.
-L’intelligenza creativa: legata all’intuizione si realizza nell’inventare, nell’ipotizzare, di operare confronti tra elementi diversi.
-L’intelligenza pratica: addetta ad applicare procedure, porre in atto progetti, saper organizzare e pianificare.
Una ben più articolata concezione di una intelligenza formata da intelligenze multiple la si può riconoscere nella  straordinaria pubblicazione di Howard Gardner: Formae Mentis.
In questo libro l’autore accompagna il lettore in una riflessione  che comincia con l’osservare le forme di autismo  che rendono le persone geniali  in un solo ambito ma assolutamente, all’apparenza,  incapaci di comprendere tutto il resto.
Classico esempio è il personaggio interpretato da Dustin Hoffman nel film: “Rain Man”, questa persona era in grado di contare gli stuzzicadenti mentre cadevano, di contare le carte durante una complessa  partita a tavolino, fra più di due giocatori. Questo individuo era evidentemente dotato di  una intelligenza logico- matematica.


Si pensi poi ad altre persone che riescono a suonare magnificamente  (intelligenza musicale) , o a muovere  il loro corpo  in maniera straordinaria per correre e giocare a ping-pong  come  Forrest Gump (intelligenza cinestetica).
Osservando anche soggetti colpiti da ictus che dimostravano di aver conservato alcun precise abilità  e di averne assolutamente perdute altre, Gardner riesce ad identificare sette differenti tipologie di intelligenza:

1) Intelligenza logico-matematica: è  implicata nel confronto e nella valutazione di oggetti concreti o astratti.
2) Intelligenza linguistica: si esprime nell’uso dei simboli lessicali, nella padronanza della sintassi e nella capacità di adattare il tutto alla natura del compito.
3) Intelligenza spaziale: consente di percepire e rappresentare gli oggetti visivi.
4) Intelligenza musicale: permette di analizzare la composizione di brani musicali, nonché la capacità di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi.
5) Intelligenza cinestetica: è la possibilità di controllare e coordinare i movimenti del corpo e la possibilità di manipolare degli oggetti  per fini funzionali o espressivi.
6) Intelligenza interpersonale:è l’  abilità di interpretare le emozioni e lo stato d’animo degli altri.
7) Intelligenza intrapersonale: è la  capacità di comprendere le proprie emozioni e di realizzarle in forme socialmente accettabili.


Successivamente sono state aggiunte dall’autore l’ intelligenza naturalistica che permette di riconoscere e classificare gli oggetti naturali e l’intelligenza esistenziale che è l’attitudine al ragionamento astratto per le forme di concetti  universali.



La teoria delle intelligenze multiple (TIM) insegna che i diversi fattori intellettivi siano presenti in tutte le menti umane e che la differenza tra gli individui, nelle loro prestazioni,  vada ricercata nelle differenti combinazioni di flusso.

Se riuscissimo ad applicare una didattica multipla capace di interagire con le varie attitudini degli individui potremmo insegnare le varie discipline da diverse prospettive.
Già dalla scuola dell’infanzia , per proseguire poi, durante il percorso scolastico,. insegnanti e genitori si trovano di fronte a bambini con presunti “ritardi cognitivi”, i quali vengono spesso classificati con ritardo del linguaggio, ritardo motorio, apatia, disturbi caratteriali, difficoltà di attenzione per non parlare poi dei vari iperattivi motori.
In queste situazioni,  può capitare che gli insegnanti “alzino le mani”, in segno di resa, e che i genitori si disperino  affranti da sensi di inadeguatezza  e di colpa.


Al di fuori di quelli che sono problemi oggettivamente riconducibili ad aspetti neurologici, personalmente ritengo che il ritardo o la mancata acquisizione di abilità da parte del bambino possa dipendere dal modello educativo applicato.
Non dovrebbe essere necessaria una ricognizione dei cervelli presenti in un gruppo classe, basterebbe conoscere più metodi di insegnamento ed applicarli affinchè  tutta la classe possa arrivare allo stesso livello di competenze e quindi affrontare lo step successivo.

L’obiezione potrebbe essere quella che denuncia la mancanza di tempo .
Potrei suggerire di sacrificare il tempo solitamente dedicato al ripasso che si concretizza nel ripetere la stessa cosa nello stesso modo. Al posto di questa  azione, si potrebbe spiegare di nuovo lo stesso argomento in un modo diverso.
E se i bambini si confondono?
Di quali bambini stiamo parlando ,di quelli a cui non è stata data alcuna possibilità di accesso alla conoscenza o di quelli a cui verrà insegnata un’altra strada per raggiungere uno stesso posto?

Bibliografia
-Stephen Jay Gould, THE MISMEASURE OF MAN, Published by arrangement with W.W. Norton &Company, Inc., New York ( Ed. Italiana, INTELLIGENZA E PREGIUDIZIO, il Saggiatore S.p.a. Milano)
-R.J. Sternberg,BEYOND IQ:  A TRIARCHIC THEORY OF HUMAN INTELLIGENCE. Cambridge University Press  (1985)
-Robert Stemberg, PSICOLOGIA COGNITIVA, Piccinin, Padova, 2000
-Howard Gardner, FORMAE MENTIS. SAGGIO SULLE PLURALITA’ DELL’INTELLIGENZE,(1983), Feltrinelli, Milano, 1987
- Howard Gardner, L’EDUCAZIONE DELLE INTELLIGENZE MULTIPLE, Anabasi, Milano, 1984
- Howard Gardner, EDUCAZIONE E SVILUPPO DELLA MENTE. Intelligenze multiple e apprendimento. Ericson, Trento, 2005

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