"Zavorra” di Vincenzo Mineo.

Stampa

Cinema

Pescara. Domenica 19 maggio 2013 alle ore 17.30 proiezione del film documumentario "Zavorra” di Vincenzo Mineo. Al termine incontro con il Regista. Il documentario ha vinto il Miglior Film Sezione "Human Rights Doc" al V Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli / Rassegna Nazionale.Venerdì 7 e sabato 8 giugno 2013 presso l’Aurum di Pescara le serate conclusive con i documentari del Concorso Internazionale Tematico VISTI DA VICINO e le premiazioni dei vincitori.

 

 

Proseguono le proiezioni delle opere selezionate per la quinta edizione del Festival del documentario d’Abruzzo, sezione "Concorso Panorama Italiano", in corso di svolgimento presso la libreria la Feltrinelli di Pescara in via Milano.

Regia, Soggetto e sceneggiatura sono di Vincenzo Mineo e i protagonisti assoluti del documentario sono gli anziani presenti in uno ospizio siciliano, a Trapani. Nel 1800 le navi che arrivavano nel porto di Trapani scaricavano la “zavorra” nei pressi delle saline. La “zavorra” è la terra, cioè i sacchi di terra che le navi usavano per tenersi in equilibrio. Su quella terra un secolo più tardi è stato costruito un ospizio per anziani.

L’idea del documentario è quella di dare voce agli anziani che vivono in un centro che li cura e li ospita. Ampliare la “loro voce“, far sentire all’esterno delle quattro mura dell’ospizio, le parole, le testimonianze e i ricordi. Un’idea della loro condizione è facile carpirla: basta vederli semplicemente nel silenzio di questo momento della loro esistenza, fatta anche di malattia, solitudine, preghiera, abitudine a vivere i giorni spesso oramai sempre uguali a loro stessi. Documentario incentrato sulla riflessione della condizione umana? Assolutamente si, verrebbe da dire. Le persone anziane vivono in isolamento, ai margini di una condizione sociale e affettiva, e gli ospizi sono un grande aiuto in questo senso, perché offrono loro sostegno e cure, la possibilità di avere compagnia e conforto.

Offrire loro la dignità dei nostri sguardi, il rispetto dei nostri gesti è sintomo di attenzione “a ciò che è stato”, ad una sorta di memoria storica a cui non sempre poniamo le dovute accortezze.

Miglior Film Sezione "Human Rights Doc" al V Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli La Giuria Ufficiale composta da Francesca Amitrano, Angelo Curti, Antonietta De Lillo, Luca Rossomando e Florencia Santucho ha assegnato i seguenti premi: Sezione "Human Rights Doc" Per la capacità di raccontare un contesto di grande sofferenza e disagio con un approccio lucido e rispettoso, costruendo un racconto corale commosso e a tratti poetico, in cui la ricchezza delle singole vite si illumina attraverso pochi ma precisi dettagli. Per aver messo in luce l'umanità delle relazioni dietro la cortina dei luoghi di ricovero, svelando omissioni e responsabilità di noi che ne restiamo fuori.