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Abruzzo/imprese.Lenta ripresa tessile, trasporti e cibo, giù elettronica

Cresa: produzione +2,4% fatturato +5,5% export +8,4% occupazione +1,4% - Studio Confartigianato: bene Teramo (46,9%), malissimo il Chietino (7,6%)

 

L’indagine CRESA su un campione di 448 imprese con almeno 10 addetti, nel III trimestre 2016, dice che, seppure a ritmi più contenuti, la fase di ripresa dell’industria manifatturiera regionale.

L’attività produttiva ha registrato un aumento del +2,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, scaturito da dinamiche positive ascrivibili, in particolare, ai mezzi di trasporto, al comparto alimentare e, in parte minore, al tessile abbigliamento. Contrazioni marcate dell’attività si rinvengono nell’elettronica e nella lavorazione dei minerali non metalliferi, il comparto chimico-farmaceutico ha fatto registrare una leggera flessione.

In espansione ordinativi, domanda estera e interna, un aumento delle vendite e della produzione che, in analogia con i periodi precedenti, è stato più pronunciato per le imprese di maggiore dimensione (+5,5%) fa pensare a una ripresa.

Nei primi nove mesi dell’anno la produzione industriale è aumentata del 5,2% rispetto al periodo corrispondente, le imprese con più di 250 addetti hanno trainato il sistema produttivo regionale (+9,3% rispetto ai primi tre trimestri del 2015) ma è il rafforzamento della positiva dinamica delle imprese di minori dimensioni a richiamare le maggiori attenzioni.

Nel trimestre di riferimento gli ordini dall’estero rivolti alle piccole imprese sono cresciuti dell’11%, accompagnati da un aumento delle vendite e della produzione (+4,3% e +5,9% rispettivamente). Se tali tendenze verranno confermate anche nella fase finale dell’anno, il 2016 potrebbe concludersi per le piccole imprese con un risultato complessivo superiore a quello dell’anno precedente.

Nel terzo trimestre 2016 l’attività produttiva delle medie imprese (50-249) ha mostrato una leggera contrazione (-0,9%) che si presenta come momento finale di un processo di progressivo rallentamento nel corso dell’anno.

Dopo un secondo trimestre negativo gli ordini dall’estero sono tornati a crescere a ritmi sostenuti (+8,7%); se le attuali tendenze saranno confermate anche nel prossimo trimestre gli ordini dall’estero potrebbero chiudere l’anno corrente sostanzialmente in linea con il 2015 o, tutt’al più, in leggera decelerazione. Viceversa, la domanda interna nella media annua si rivelerà probabilmente più contenuta rispetto al 2015 e meno diffusa settorialmente.

La dinamica occupazionale resta debole fatta eccezione per i mezzi di trasporto (+12%) - ma è significativo il suo grado di diffusione tra i settori. Dalle informazioni disponibili sembrerebbero emergere segnali incoraggianti rivelatori, se non di una vera e propria inversione di tendenza, almeno di un d’arresto della intensa tendenza declinante che perdura ormai da sette anni.

Il clima d’opinione degli imprenditori ha una intonazione complessivamente positiva, seppur non estesa a tutti i settori. Al di là della conferma di alcune aspettative (positive per alimentare ed elettronica, negative per i mezzi di tra-sporto) tra gli imprenditori sembra prevalere una certa mutevolezza di giudizio che rende di difficile interpretazione il clima d’opinione in questa fase dell’anno.

Le micro e piccole imprese abruzzesi soffrono ancora, valore export e’ solo il 15% del totale

 

 

Pescara, 19 dicembre – La dinamica delle esportazioni nei settori delle micro e piccole imprese, in Abruzzo, nei primi nove mesi del 2016, registra un incremento del 3,2%, superiore alla media nazionale (+1,2%). L'export delle MPI (micro e piccole imprese), però, rappresenta solo il 15% del totale regionale, dato che colloca la regione al quattordicesimo posto della graduatoria nazionale. Se la crescita più consistente si registra nel Pescarese (+15,2%), la prima provincia abruzzese in classifica è quella di Teramo, mentre la situazione peggiore è nel Chietino, agli ultimi posti della graduatoria. E' quanto emerge da un'elaborazione che Confartigianato Abruzzo ha condotto su un'indagine del centro studi della Confederazione nazionale.

L'export nei settori delle MPI, in Abruzzo, da gennaio a settembre di quest'anno, raggiunge i 910 milioni di euro, pari al 15% del totale delle esportazioni (6 miliardi di euro; +12,1%).

A livello territoriale, in testa c'è la provincia di Teramo, dove l'export nei settori delle MPI, in crescita del 3,2%, è pari a 422 milioni di euro, cioè il 46,9% del totale, dato che colloca il territorio al ventisettesimo posto della classifica nazionale. Segue, in cinquantasettesima posizione, il Pescarese, con un incremento del 15,2% ed un valore di 113 milioni, pari al 28,8% del totale. Subito dopo, ma nella parte bassa della classifica, al novantottesimo posto, c'è la provincia dell'Aquila, con il +6,9%, un valore di 42,5 milioni, pari al 10,8% del totale. Negativa, almeno per le MPI, la situazione nel Chietino, territorio che, grazie alla presenza del polo automotive, spinge verso l'alto il totale delle esportazioni regionali: la provincia di Chieti fa registrare una flessione dell'1,2% e si posiziona 101esima, con un valore di 331 milioni di euro, pari al 7,6% del totale (4,3 miliardi).

“Le micro e piccole imprese – dice il presidente di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco – sono quelle che notoriamente hanno più difficoltà ad esportare e ad aprirsi ai nuovi mercati, per questo chiediamo alla Regione di procedere al più presto con la pubblicazione dei bandi sull’internazionalizzazione che siano, però, di reale accompagnamento e supporto soprattutto alle micro e piccole imprese abruzzesi che, ricordiamo, sono  il 99,5% delle imprese presenti in Abruzzo”-

Ultima modifica il Lunedì, 19 Dicembre 2016 17:43
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