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"Luigi Tenco", non è detto che si suicidò. Parla il fratello di Dalida

Una storia con tutte le fasi della vita del cantautore “per fugare i dubbi creati dai numerosi racconti fatti da tanti altri individui in molti casi assenti durante il Festival di gennaio del 1967”

 

 

Nelle pagine del libro di Michele Piacentini, che fa riferimento unicamente alle notizie certe, si possono trovare le risposte a tanti di questi dubbi e le indicazioni per rimanere vicini agli avvenimenti verosimili partendo dalla fondamentale puntualizzazione riguardo il suicidio: non è detto che il cantante si suicidò ma è documentato che la Procura della Repubblica decretò il suicidio soltanto alla chiusura delle indagini avvenuta cinque mesi dopo, a fine giugno del 1967.

 

"Luigi Tenco" (Imprimatur Ed.) è il titolo della biografia scritta da Michele Piacentini, portavoce ufficiale della famiglia Tenco, che ripercorre in 160 pagine tutte le fasi della vita del cantautore per fugare i dubbi creati dai numerosi racconti fatti da tanti altri individui che, in molti casi assenti durante il Festival di gennaio del 1967, hanno deciso di dedicarsi a ricostruzioni di pura fantasia.

 

Il libro, che tende a ricostruire soprattutto il percorso umano e artistico di Luigi Tenco, riporta anche alcuni titoli di giornali sul Festival del 1967 ed uno fra tanti, per sottolineare la pacata partecipazione del cantautore, cita un "Tenco senza rabbia". A questo proposito riferisce anche la ferma dichiarazione di Orlando, il fratello di Dalida, che nonostante i cinquant'anni trascorsi conserva di Luigi un bellissimo ricordo:

Il mercoledì 25 scorre con altrettanta apparente serenità del giorno precedente. Al Casinò si svolgono le prove dei cantanti che si dovranno esibire nella seconda serata della gara. Nessuno vede i due cantanti in giro per la cittadina nonostante i fotografi cerchino Dalida per farle qualche scatto. Lei è la diva del Festival.

Luigi si reca alla vicina stazione ferroviaria per accogliere il fratello e la cugina di Dalida. Vuole portare le loro valigie e li accompagna all’Hotel Savoy. «Luigi era un buono! Nessuno lo dice mai! Era un buono e questo i giornalisti italiani devono saperlo!» dirà, cinquant’anni dopo allo scrivente e con grande determinazione, proprio il fratello di Dalida, Bruno detto Orlando, ricordando quel suo semplice gesto di altruismo.

Un'altra parte della ricostruzione del Festival del 1967 è contenuta nel film "Dalida", diretto dalla regista Lisa Azuelos, in cui l'emozionante Sveva Alviti incarna la vita tormentata dell'icona internazionale della musica, Dalida.

Il film, che verrà presentato sul palcoscenico dell'Ariston l'8 febbraio proprio dalla bellissima Sveva Alviti, andrà in onda in prima serata su Rai1 il 15 febbraio celebrando così il romantico ricordo dei Giulietta e Romeo del mondo della musica, Dalida e Luigi Tenco.

 

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