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Darwin Day 2017, tartarughe marine dell'Adriatico protagoniste

Torna nell’Auditorium del Museo in piazza Trento e Trieste a Chieti, martedì 14 alle 9:30 l’iniziativa di WWF, Museo Universitario, SHI e Liceo “Masci”. Relatore il biologo marino Sergio Guccione del Centro Studi Cetacei

 

 

 

Torna puntuale l’ormai tradizionale appuntamento con il Darwin Day che il WWF Chieti-Pescara propone ogni anno - insieme alla Sezione Abruzzo e Molise della Societas Herpetologica Italica (SHI), al Museo universitario dell’ateneo “G. d’Annunzio” e al Liceo Scientifico “Filippo Masci” – per ricordare il “compleanno” dell’illustre naturalista (nato il 12 febbraio 1809).

La giornata sarà incentrata sulla relazione “Tartarughe marine in Adriatico …e il naufragar m’è dolce in questo mare?” affidata al biologo Sergio Guccione, che opera presso il Centro di Recupero e Riabilitazione Tartarughe Marine “Luigi Cagnolaro” di Pescara ed è membro del Consiglio Direttivo del Centro Studi Cetacei ONLUS.

I saluti istituzionali sono affidati al delegato del Rettore al Museo universitario prof. Enrico Miccadei e al coordinatore della Sezione SHI Francesco Di Toro mentre condurrà i lavori la presidente del WWF Chieti – Pescara Nicoletta Di Francesco.

È prevista la partecipazione degli studenti delle seconde classi del Liceo scientifico “Masci”.

Le testuggini (specie terricole e palustri) e le tartarughe (specie marine) sono comparse sulla Terra oltre 200 milioni di anni fa e dal Triassico a oggi sono sempre state presenti sul pianeta con pochissime modifiche nel loro aspetto, segno di una struttura vincente. Sergio Guccione ne illustrerà la attuale situazione, in particolare nel Mare Adriatico, che ben conosce grazie anche alla sua quotidiana attività presso il Centro di recupero nel quale ogni anno vengono ricoverate e curate decine e decine di tartarughe, quasi tutte della specie Caretta caretta, ferite in mare o trovate in difficoltà spinte sulle spiagge dalle mareggiate. Molte, con l’aiuto di esperti veterinari, guariscono e, dopo qualche tempo, vengono restituite al loro ambiente naturale. Altre non ce la fanno e pagano nella maniera peggiore lo scotto dell’incontro con l’uomo che ha invaso il mare ignorando a volte l’esistenza delle altre forme di vita. Il sottotitolo scelto per l’intervento del biologo marino – l’ultimo verso de L’infinito di Leopardi al quale è stato aggiunto un significativo punto di domanda – dà proprio il senso di quel che potrebbe essere, e purtroppo spesso non è, un mare vissuto e proficuamente utilizzato nel segno del rispetto e della conoscenza e non di un cieco maltrattamento.

Gli argomenti di interesse insomma certamente non mancano, per chi studia l’evoluzione ma anche semplicemente per chi sia animato da curiosità e voglia di sapere. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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