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Hotel Rigopiano. vitalizi Inail a famiglie lavoratori deceduti, si interroga il ministero

Melilla chiede “un provvedimento che consenta all’Inail di indennizzare tutte le famiglie dei lavoratori deceduti sotto la valanga dell’Hotel Rigopiano ed evitare che famiglie già duramente colpite dalla tragedia subiscano ulteriori, gravissimi danni.”

 

 

 

Gianni Melilla interpella il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in merito ai vitalizi lnail per le famiglie dei lavoratori deceduti nel crollo dell'Hotel Rigopiano.

 

Nel crollo dell’Hotel Rigopiano, comune di Farindola (L’Aquila), travolto da una valanga il 18 gennaio scorso, sono perite 29 persone, tra queste figurano 11 dipendenti dell’albergo, undici lavoratori deceduti, alcuni risultavano essere coniugati con figli. L’Inail corrisponde alle famiglie un reddito di sussistenza. Melilla fa presente invece, altri lavoratori deceduti vivevano con le famiglie di origine. ln questo caso, sempre ai sensi dell’articolo 85 del DPR 1124/65, combinato all’articolo 106 del medesimo DPR, l’Inail dovrà procedere alla valutazione dell’apporto economico del figlio perso alla sussistenza familiare.

 

Nell’ambito dei soggetti beneficiari della rendita: mentre infatti coniuge, figli fino al compimento del diciottesimo anno di età e figli inabili di qualsiasi età hanno diritto alla rendita in ogni caso, gli ascendenti, gli adottanti, si legge nell'interrogazione, i fratelli e le sorelle sono tenuti a dimostrare la sussistenza dell’ulteriore requisito della cosiddetta vivenza a carico, per provare ciò è sufficiente che il lavoratore abbia contribuito con regolare continuità ad assicurare all’ascendente i mezzi di sussistenza anche oltre lo stretto necessario.

 

La proposta del deputato SI è “determinare una diversità di trattamento da parte di Inail nell’erogazione della rendita, trattandosi di lavoratori coniugati e con figli e di lavoratori che con il loro impiego contribuivano al sostentamento della famiglia d’origine (genitori e fratelli),

per alcune delle famiglie superstiti sarà necessario passare il vaglio dell’Inail e dimostrare che l’apporto economico del familiare deceduto era fondamentale ai fini del mantenimento di condizioni quasi certamente di mera sopravvivenza, infatti, il contesto economico nel quale vivono queste famiglie è caratterizzato da famiglie monoreddito, oppure molto spesso, a causa della grave crisi economica in atto, da disoccupati o occupati in attività saltuarie, appare chiaro, pertanto, che un giovane figlio occupato risulta essere molto spesso l’unica fonte certa di reddito”

 

Rammenta inoltre che il 16 gennaio 2017 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con proprio decreto ha determinato, per l’esercizio finanziario 2016, gli importi dei benefici del Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro, Melilla informa di essere cofirmatario di una proposta di legge (n. 2917) con la quale “si vuole superare, anche, l’ingiustizia legata alla rendita attualmente riconosciuta ai superstiti di lavoratori deceduti giovani e con contratto precario”

 

 

 

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