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Ue, procedura infrazione, a rischio “riduzione sovranità” Italia

Patto di stabilità pienamente rispettato e debito soddisfacente, afferma Padoan. "Abbiamo ricevuto la risposta italiana e ora ne valuteremo i contenuti, affermano da Bruxelles." Intanto Gentiloni rassicura: 'Siamo fuori da procedure di infrazione'.



"Nessuna manovra estemporanea: riduciamo il debito nel nostro interesse con una strategia che protegge la crescita". Così, in un tweet, il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan definisce la strategia di finanza pubblica portata avanti finora dall'Italia e illustrata nella lettera di risposta inviata ieri alla Commissione Ue.

Intanto alla presentazione del suo libro 'S'il est minuit en Europe' il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha detto l'Italia "faccia quello che deve fare, che riduca il deficit è indispensabile, mentre altri Paesi con surplus devono usarlo per investimenti". Moscovici ha ribadito che "il debito italiano è elevato, ci sono delle regole ma vogliamo che l'Italia resti un Paesi credibile e solido". E finora "abbiamo sempre cercato soluzioni comuni, sia con Padoan che col Governo", ha aggiunto. "E' da cinque anni che sono all'Eurogruppo, prima come ministro e poi come commissario, e posso dire che il suo obiettivo è evitare procedure", non aprirle:  ha proseguito il commissario rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia rischia una procedura per debito.

Sovranità a rischio

Padoan, in aula semi vuota, ha parlato di riduzione di sovranità se verrà aperta la procedura d'infrazione con sottrazione di risorse per la crescita e l'occupazione.

Il ministro dell'Economia, riferendosi  all'aggiustamento dei conti pubblici al question time al Senato, sottolinea che "le misure verranno adottate al più tardi entro fine aprile, presumibilmente anche prima" della presentazione del Def. La Commissione si aspettava maggiori dettagli, fanno sapere fonti Ue.

La lettera inviata all'Ue è sulla linea secondo cui "l'Italia rispetta le regole ma senza decisioni che possano avere effetto negativo, depressivo sull'economia. E' il momento, penso che tutti se ne rendano conto in Europa, di accompagnare la crescita e prendere quindi nel rispetto delle regole europee le misure nei modi e nei tempi che consentano di accompagnare la crescita e avere effetti contrari". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi. 

Ancora una volta, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, difende di fronte all'Europa la strategia di finanza pubblica portata avanti finora dall'Italia, definendola completamente rispettosa del Patto di stabilità. La risposta al commissario Pierre Moscovici e al vicepresidente Valdis Dombrovskis consiste in una lunga lettera corredata da un apposito "rapporto sui fattori rilevanti" che incidono sull'andamento del debito pubblico italiano. Un documento dettagliato in cui i risultati di contenimento del debito e la traiettoria di discesa indicata per il futuro vengono giudicati "più che soddisfacenti" per un Paese come il nostro, a dispetto dei rilievi evidenziati dalla Commissione poco più di due settimane fa.

L'aggiustamento di circa 3,4 miliardi di euro (pari allo 0,2% del Pil) richiesto da Bruxelles per rispettare le tappe di avvicinamento all'obiettivo di medio termine di deficit strutturale (elemento su cui il debito ha il suo peso specifico), viene considerato eccessivo. Anche perché, scrive Padoan, una correzione troppo rapida dei conti, così come l'Europa vorrebbe, non farebbe che danneggiare la ripresa, proprio ora che l'economia italiana sta dando segnali superiori alle aspettative. L'allerta deve essere massima di fronte all'accresciuta incertezza finanziaria e geopolitica che il mondo sta di nuovo attraversando. Brexit e Trump hanno evidentemente il loro peso e stringere ora ulteriormente le maglie potrebbe essere controproducente per lo stesso percorso di consolidamento dei conti, fino a diventare "autolesionista". Fin qui la controffensiva. Ma per evitare il muro contro muro e dimostrare di poter meritare la fiducia europea, il governo promette di proseguire nello sforzo di riforma strutturale portato avanti dal precedente esecutivo e di rilanciare le privatizzazioni, nonostante il recente stop dovuto a condizioni di mercato sfavorevoli.

Nel Def verrà poi messa a punto di una strategia rafforzata di tagli alla spesa, accompagnata da un potenziamento della lotta all'evasione (grazie anche all'estensione della reverse charge sull'Iva) e da nuove entrate fiscali.

Padoan parla di possibili a ritocchi di accise e tassazione indiretta. La regina delle imposte indirette sarebbe l'Iva, ma Matteo Renzi ha più volte negato l'intenzione di aumentare l'aliquota dopo lo sforzo fatto nella legge di bilancio per disinnescare le clausole di salvaguardia. Più probabile quindi che si possa andare a toccare imposte come quella di bollo o di registro, il cui impatto mediatico è sicuramente meno forte. Ogni decisione è comunque rimandata ai prossimi mesi. Il Def non sarà infatti scritto prima di aprile e comunque, per definizione, il Documento di economia e finanza è per l'appunto un documento programmatico, che necessita poi di provvedimenti di legge per essere attuato. Il governo punta peraltro a raggiungere nel 2016 una crescita del Pil maggiore dello 0,8% stimato fino ad ora ed anche pochi decimali potrebbero rimescolare in parte le carte in tavola. Padoan mette infine le mani avanti sulle spese per il terremoto. Difficile quantificare ora l'effetto finanziario della tragedia che ha sconvolto il Centro Italia, ma l'impatto potrebbe andare ben oltre il miliardo di euro. Cifra che sarà stanziata con un Fondo ad hoc.

fonte ansa

Ultima modifica il Venerdì, 03 Febbraio 2017 18:26
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