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Principessa Conny. "SIAMO GRANDI" di Silvio Madonna

"Siamo grandi" è il primo capitolo del libro per bambini in 30 capitoli, dal titolo Principessa Conny, scritto da Silvio MAdonna, di Montesilvano, in esclusiva pubblicato sul nostro giornale. (Scaricabile stampabile in PDF - icona accanto a stampante). In esclusiva per il nostro giornale un delizioso racconto per bambini, illustrazione originale.

 

Il tempo vola quando si è giovani…

Quante volte lo aveva sentito bofonchiare da suo padre mentre si radeva insaponato sino agli occhiali con le sembianze del volto di Babbo Natale: quasi che guardandosi obbligatoriamente allo specchio per non tagliarsi fosse costretto a fare i conti con gli anni che galoppavano spietati.

Tra le tante frottole che il Marchese Padre era solito propinargli (unicamente per il suo bene, naturalmente!) quella Miki aveva imparato a considerarla come una rara pillola di saggezza popolare: sembrava ieri che con i suoi amici aveva faticosamente varcato i confini inesistenti del Paese di Altrochè, e solo un’ora fa il Natale convulso vissuto a Scandicci per sdebitarsi con gli abitanti di quel posto fantastico della loro generosa ospitalità! Eppure l’anno era volato, e con esso conclusa la parentesi delle scuole medie.

Tutti promossi nella sua classe, e con giudizi affatto male! Un bel gruppo il loro, che si era fatto onore, e che ora, nelle sue singolarità, si sarebbe smembrato alla ricerca di obiettivi diversi: per alcuni il proseguo nello studio, per altri la ricerca di un lavoro che li avviasse ad un sicuro mestiere.

Così è la vita…

Altra semplice verità che cominciava a comprendere nel pieno del suo incontrollabile significato.

Lui sarebbe uscito dal paesino per andare a Pisa, in un collegio condotto dai severi quanto dotti Salesiani, per impegnarsi nel Ginnasio prima e nel Classico poi: suo padre lo vedeva già avvocato

- sicuramente penalista di grido - ma se avesse studiato da dottore – luminare della medicina - non ne avrebbe fatto un affare di stato.

A sua madre, donna tutta d’un pezzo, all’antica, che stravedeva per lui a prescindere di cosa sarebbe un giorno diventato, tutto andava bene, purché fosse un uomo felice!

Era il suo unico figlio, e se le avesse confessato che avrebbe voluto fare il ricamatore all’uncinetto gli avrebbe teneramente sorriso e passato una mano sulla fronte per dirgli si!

Era il primo giorno di luglio, gli esami conclusi da appena due giorni, e la voglia di vivere l’estate irrefrenabile: ma con la mente agitata di chi sente che la sua vita è a un bivio, che un periodo, fantastico e incosciente, è alle spalle, e che una nuova fase, impegnativa e formativa, si sta aprendo.

Miki sentiva la responsabilità di quel passo: andare al liceo, allontanarsi dal paese, dagli amici, dalle abitudini. Cambiare vita, mentalità, dare un ordine diverso al proprio modo di vedere l’esistenza. Partendo dalle piccole cose per avviarsi alla maturità, al divenire uomo.

Con le mani in tasca, la gomma tra i denti a rovistare nella bocca serrata, il passo deciso, si avviò come suo solito verso la Piazza che ospitava il Monumento ai Caduti della Grande Guerra: il covo, insostituibile, dove incontrare i suoi amici.

E come un capo, anche se mai nominato, li trovò ad attenderlo: taciturni, anche loro coscienti che quelle giornate sarebbero state le ultime di un periodo irripetibile.

Seduti a semicerchio all’ombra del cippo, accovacciati sul ghiaietto da cui spuntavano ciuffi ribelli di erba senza sapore. Nessuno fiatava, ma gli occhi lo pungevano con forza.

“Che fiacca ragazzi…tutto bene?”
Un si moscio e collettivo sfiorò la risposta.

“Mamma mia che facce! Su, si sta per aprire una nuova pagina. E poi mica è detto che già domani dobbiamo decidere cosa fare a settembre? Godiamoci il risultato conquistato, che, permettetemi se lo ricordo a voce alta, è stato il migliore che una classe ha raggiunto unitariamente da quando la gloriosa Scuola Media Mazzini ha aperto i battenti a Scandicci. Parola del preside, mica la mia!”

Non rise nessuno, ma ci aveva provato lo stesso.

“Vuoi proprio sapere una cosa Miki?”
Mariella irruppe nel suo incitamento con la semplicità di chi è donna oltre che ragazzina.

Scosse la testa, curioso di sapere cosa avesse da dire.

“Siamo grandi, e questo non ce lo aveva detto nessuno che sarebbe accaduto!”

Si mise le mani sul volto e cominciò a piangere: l’imbarazzo scese gelido sui ragazzi. Sembrava un cosa bellissima diventarlo, avevano atteso quel momento dalle prime corse in bicicletta o sui pattini, e ora che in parte ci erano riusciti ne coglievano anche il lato b: il doversi separare, il dover scegliere strade diverse, il dover affrontare la vita senza più ridere scanzonati.

CAPITOLI

 

1 - Siamo grandi

2 - Strade segnate

3 - Il segreto

4 - Il suggerimento

5 - Effetto Titanic

6 - Documenti

7 - Tecnologie moderne

8 - Gli eletti di Scandicci

9 - Gli eletti di Surely

10 - Giacomino in missione

11 - A saperlo

12 - Ultimi si

13 - Tormenti

14 - Bus a noleggio

15 - Cambio d’abito

16 - Il mare

17 - Che paura!

18 - Prime spese

19 - Cena di gala

20 - Infermeria

21 - Festa a sorpresa

22 - Jamme jamme

23 - Miss Crociera

24 - Amunì amunì

25 - Colpo grosso

26 - Nozze a sorpresa

27 - Calma piatta

28 - La Serenissima

29 - La Festa del Grano

30 - Estate fuggevole

Principessa Conny. "Strade Segnate." Di Silvio Madonna

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