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Principessa Conny - IL mare -di Silvio Madonna

 

IL MARE è il capitolo numero 16 del libro per bambini in 30 capitoli, dal titolo Principessa Conny, scritto da Silvio MAdonna, di Montesilvano, in esclusiva sul nostro giornale, illustrazione originale. (Scaricabile stampabile in PDF - icona accanto a stampante)

 

La concentrazione palpabile di dover apprendere senza esitazione quei nomi, l’emozione tangibile di essersi potuti rivedere, fecero si che il tragitto volasse via in un baleno. Non ammirarono il panorama che sfrecciava dalle vetrate del pullman, non si dilungarono in banali chiacchierate o in oziose dormite: si applicarono sui volti, sui nomi, sulle particolarità di ciascuno, in questi guidati abilmente dall’acume del giovane Miki.

Quando l’autista improvvisamente annunciò che stavano entrando nel porto di Genova un silenzio greve scese: quella crociera, per tanto tempo solamente idealizzata, stava per concretizzarsi.

Il conducente abilmente infilò il suo bestione gommato nel parcheggio: da lì, una volta a terra, ordinati come soldatini avrebbero fatto la coda per imbarcarsi sulla Principessa Conny.

Ma prima occorreva sfidare con gli occhi e la mente il mare, senza far sembrare quel gesto come una novità epocale. Miki sapeva che quello sarebbe stato il primo duro assalto emotivo da fronteggiare, la madre di tutte le guerre che si sarebbe trovato a combattere: gli abitanti di Surely conoscevano l’acqua, avevano dimestichezza con i ruscelli, persino con un laghetto che lui non aveva visto, ma del quale, durante il viaggio, suo cugino gliene aveva parlato. Ci navigavano sopra su dei tronchi scavati, spingendosi con dei rami che fungevano da remi, per arraffare trote e carpe da gustare nei giorni di festa arrostite sui bracieri fumanti.

Ci pensò Mariella, di fatto la voce sul campo di Miki, a introdurre quella visione.

“Fra poco scenderemo e avremo di fronte a noi il Tirreno. Lo dico agli amici di Surely, ma lo ricordo anche a tutti noi: il mare, questo enorme catino di acqua salata, a volte immobile, a volte sconvolta dal vento e dalla burrasca, è un qualcosa di sbalorditivo, ed è un vero peccato che sino ad oggi voi non abbiate potuto goderne! E’ una forza della Natura, probabilmente la prima forza in assoluto: ammirarlo, credetemi, sarà per voi un’emozione intensa, come lo è per noi ogni volta anche se lo conosciamo sin dalla nascita. Se permettete, prima che ci volgiate lo sguardo, vorrei declamarvi una piccola poesia che ho scritto pensandolo, desiderandolo, amandolo.”

Un si convinto, cui si aggiunse anche il sempre più stralunato autista, accolse quella timida richiesta.

Il mare è qualcosa di grande,

lo guardo e mi lascia incantata.

Non cambia, è sempre lo stesso,

eppure, ogni volta è diverso.

A volte si arrabbia,

si increspa,

si imbroglia; sembra quasi voler tracimare.

Poi col tempo, seguendo il suo umore,

torna al suo posto,

al suo stare regale.

Il mare mi aiuta a pensare:

mi dice che è tutto,

e il contrario di esso.

Mi mostra l’orizzonte,

mi mostra il suo finire,

come un punto di arrivo,

come un punto di partenza.

Il respiro sospeso di ciascuno segnò la fine di quella lirica: poi un frenetico battimani le diede il tributo che meritava. Quell’abisso era già nei loro cuori, ora non restava che poterlo davvero fissare. E così fecero, trepidanti, alla ricerca di quella emozione che ormai sentivano già sotto la pelle. Tenendosi per mano si avviarono verso la banchina: sullo sfondo la nave che li avrebbe ospitati, la grande casa come la definì acutamente Gilbert, e sotto di essa l’acqua che la sosteneva. Bluastra, immobile, misteriosa. Il mare che si propagava dal porto difeso da robuste scogliere di pietra: un catino senza confini. S’irrigidirono nel contemplarlo ripensando alle parole che Mariella aveva appena detto: un punto di arrivo e un punto di partenza. Parve più affascinante anche agli abitanti di Scandicci: vederlo spesso ne aveva azzerato ingiustamente quel sapore di forza celeste che lo animava. E invece era proprio un prodigio di Dio, da poter toccare con mano: come la terra, l’aria, la montagna, i boschi, la vita. Don Gianni strinse le mani al petto e recitò assorto una breve preghiera sottovoce che sapeva di benedizione il gruppo intero: Angelo Creato sorrise serafico.

Quella navigazione ora poteva davvero cominciare.

CAPITOLI

1 - Siamo grandi

2 - Strade segnate

3 - Il segreto

4 - Il suggerimento

5 - Effetto Titanic

6 - Documenti

7 - Tecnologie moderne

8 - Gli eletti di Scandicci

9 - Gli eletti di Surely

10 - Giacomino in missione

11 - A saperlo

12 - Ultimi si

13 - Tormenti

14 - Bus a noleggio

15 - Cambio d’abito

16 - Il mare

17 - Che paura!

18 - Prime spese

19 - Cena di gala

20 - Infermeria

21 - Festa a sorpresa

22 - Jamme jamme

23 - Miss Crociera

24 - Amunì amunì

25 - Colpo grosso

26 - Nozze a sorpresa

27 - Calma piatta

28 - La Serenissima

29 - La Festa del Grano

30 - Estate fuggevole

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