Racconti

NOZZE A SORPRESA è il 26° capitolo del libro per bambini in 30 capitoli, dal titolo Principessa Conny, scritto da Silvio MAdonna, di Montesilvano, in esclusiva sul nostro giornale, illustrazione originale. (Scaricabile stampabile in PDF -
La mattina dopo, a differenza delle altre, non si ritrovarono puntuali nella sala delle colazioni: il Marchese Padre malignò dentro di se che ormai i suoi ospiti avevano cominciato a perdere i colpi, e che la stanchezza accumulata in quei giorni senza fine, superata la fase della pura emozione, stesse giocando un brutto scherzo a tutti. Era al tavolo con sua moglie Rosa, Gilbert, Lara, Don Gianni e la perpetua Manuelita, che fu avvicinato da una cortese hostess: costei, esibendo un sorriso conturbante che fece andare di traverso il cornetto alla sua sempre vigile metà, gli chiese se gentilmente poteva seguirla, con i commensali presenti, presso la Sala Arcobaleno, per delle comunicazioni importanti da parte della Direzione. Sorpresi da quella vaga preghiera non si fecero pregare, e come scolaretti ubbidienti la tallonarono ansiosi: potevano essere mille le giustificazioni di tale insolita richiesta, non ultima quella che qualcosa sulla nave non stava andando per il verso giusto e così, per non creare allarme, la Comandante aveva preferito avvisare i suoi ospiti a piccoli gruppi. Maledetto Titanic… biascicò a mezza bocca curvato su un orecchio di sua moglie come se stessero già colando a picco in acque infestate da feroci squali! Lei lo fissò sconsolata: il suo uomo non sarebbe mai cresciuto!
Ala prima guida se ne aggiunse dopo qualche metro un’altra, e ad un passo dall’ingresso del salone altre due fecero ala. Don Gianni ridacchiò palesemente, e questo suo insolito atteggiamento fece salire la mosca al naso al Marchese Padre che, insieme a suo cugino Gilbert, cominciava davvero a credere che qualcosa di strano fosse veramente accaduta.
Si arrestarono davanti alla porta, ben chiusa, che tratteneva ogni luce e suono.
“Signori potete entrare: vi stanno aspettando!”, dichiarò sorniona in un italiano molto britannico una delle accompagnatrici.
“E chi ci sarebbe qui dentro ad aspettarci?”, ringhiò forte Gilbert.
“Per cortesia: entrate e lo scoprirete!”, nulla di più misto ad sorrisetto malizioso. Le quattro damigelle sparirono leste e loro si trovarono al bivio: girare i tacchi o infilare i volti curiosi in quel vuoto da scoprire.
“Io direi di fare come la gentile signorina ci ha suggerito: se ci hanno chiesto la cortesia di venire qui sarà per una cosa seria!”
L’esortazione ferma la pronunciò Don Gianni, l’unico a sapere cosa veramente li attendesse.
Nessuno volle contraddirlo e così Marino Ramaudo ruotò la maniglia: dentro un’inquietante oscurità contrastava forte con l’appellativo - Arcobaleno - del salone. In lontananza dei contorni di teste che si stagliavano sullo sfondo: prima lui, poi gli altri e a chiudere Manuelita. Il tempo di fare l’ultimo passo e la porta sbattè metallica alle loro spalle.
Contemporaneamente una luce violenta li accecò e un urlo da stadio esplose prepotente. Nel salone, immenso gli inviatati, tutti in piedi, in gran lustro, si stavano spellando le mani a più non posso. Sul palco la Comandante, i suoi primi ufficiali, e Mario Bacchetta con un gruppo di orchestrali.
La sfavillante padrona di casa azzittì energica con un cenno della mano la scatenata platea e, scesa dal podio affrontando sicura dei ripidi gradini, affrontò il sestetto completamente in bambola: afferrò decisa la mano di Lara e quella di Gilbert, e li trascinò sotto gli sguardi spiritati degli astanti sul palco. A seguirla, ubbidienti ad ogni suo gesto eloquente più di mille parole, solo i Marchesi, perché il prete e la perpetua erano come evaporati.
La Comandante impose sul palco le quattro sagome rigide come baccalà e ordinò al folto pubblico di accomodarsi ai loro posti.
“Signore e signori, questo come sapete è il viaggio battesimale della Principessa Conny, e non c’era modo migliore che mitizzarlo con una cerimonia che farà storia. Quando Don Gianni, Miki Ramaudo e Angelo Creato me ne hanno parlato ho approvato subito con trasporto: come avrei potuto sottrarmi? I documenti in ordine, le motivazioni forti, e poi per me, e forse per la Marina Civile tutta, sarebbe stata la prima volta: l’occasione, lasciate che sgrovigli il mio ego, per restare nel tempo la madrina di un tale evento!”
Di nuovo un boato, e i faretti che inquadravano una ad una le facce sottosopra dei quattro sul palco.
Per mille sforzi che facessero non stavano capendo un’acca di cosa quella donna stesse, con un sorriso smagliante, discorrendo. Senza contare, mistero nel mistero, la presenza di Mario Bacchetta con i suoi musici e di uno stuolo di camerieri a guardia di una sfilza di vassoi fumeggianti.
“Signore e signori voi sarete graditi testimoni del primo evento su questa imponente nave da crociera: e quale poteva essere il più sontuoso… il più appetibile… il più desiderato… il più coinvolgente se non un matrimonio?”
Di nuovo grida tipiche di ogni continente rappresentato, e lancio di cappelli in aria in segno di giubilo. Nella baraonda incontrollabile si materializzarono sul palco Alida Tombolo e Giulia Merletti: tra le loro mani due mantelle color porpora, finemente ricamate in oro, con le iniziali G e L in bella vista.
“Che le indossino!”, annunciò perentoria la Comandante
Una scese dolcemente sulle spalle di Gilbert, la seconda su quelle di Lara.
“Evviva gli sposi!!!”
L’incitamento di Flavio echeggiò furioso, e mille altri lo imitarono in un’eco assordante.
Solo in quel preciso istante gli eterni fidanzati afferrarono quanto stava accadendo: quel sogno d’amore, rimandato da sempre per quella maledetta paura che potesse ripetersi quanto la legenda diceva fosse accaduto mille anni addietro, stava per farsi realtà. Gilbert Obnubilo, dalle sue parti il Marchese Filosofo, avrebbe impalmato Lara Vamp, la plebea Cortigiana del Sonno, senza per questo dover rinunciare, come accade purtroppo al suo trisavolo, alle agiatezze del suo rango, e nascondersi dalla sua gente.
Testimoni degli sposi i Marchesi Ramaudo di Scandicci sul Tanaro. Damigelle per la sposa Virginia e Roberta, per lo sposo i valletti Carlo e Armando.
“Che la cerimonia, come prevede il Diritto Internazionale della Navigazione, possa iniziare!”
La Comandante si bloccò sul suo ordine e fissò la platea pretendendo la giusta attenzione. Poi infilò la sua domanda: “Tra voi qui presenti c’è forse qualcuno che a questo matrimonio possa opporsi? Se si lo faccia ora, o mai più!”
Un nooooo grosso come un palazzo seppellì quell’inutile richiesta.
E così, nel silenzio laico di quel salone, i due promessi sposi, traballanti non per la sorpresa quanto per quel passo che ormai credevano impossibile da percorrere, si strinsero per mano e risposero alle domande di rito che furono loro rivolte.
“Volete diventare marito e moglie?”, domandò la Comandante, e poi, a seguire, Don Gianni e Angelo Creato. A tutti e tre risposero si, e ad ogni monosillabo giù un botto di applausi da capogiro condito da fischi di ammirazione.
La Marchesa Rosa non lesinò le sue calde lacrime, e anche suo marito, più per il dispiacere di perdere per sempre quella donna che ebbe una sola notte come amante, non nascose gli occhi umidi
Ma chi frignò senza ritegno alcuno fu Armando: Lara, sua madre, non gli aveva mai voluto rivelare chi fosse il suo papà. E anche se in cuor suo sentiva che non era Gilbert, ora poteva finalmente dire senza abbassare gli occhi di averlo. Mario Bacchetta, da par suo, intonò una marcia nuziale, e un battimani ritmato sostenne gli orchestrali.
Il tempo di scambiarsi gli anelli, e di porgere un commosso inchino ai presenti, e Miki afferrò il microfono: il silenzio si fece soffocante, e gli occhi di tutti si appuntirono sulla sua figura esile.
“Le chiedo scusa Comandante se le rubo la scena per un attimo, ma i festeggiamenti vorrei che non finissero qui: abbracciamo gli sposi con affetto, e auguriamo loro mille anni di felicità. Ma vorrei anche che una benedizione speciale ricadesse su chi, anche se non proprio oggi, ha raggiunto il traguardo delle venticinque primavere!”
Si stava emozionando, e ci volle lo sguardo intenso di Mariella per fargli riprendere fiato.
“I miei amati genitori, che celebrano in questo mese le loro nozze d’argento!”
Un lancio di petali di rose e di confetti, abilmente studiato nei tempi e nei modi da parte dei suoi amici, colpì i Marchesi di Scandicci sul Tanaro: impacciati come due ragazzini cercarono di farsi coraggio prendendosi per mano. Un coro di bacio, bacio, bacio li schiacciò come una valanga: confusi, eccitati, pur sapendo che il loro rango non lo avrebbe mai permesso quel momento d’intimità in pubblico, si lasciarono andare e, come due colombi nel loro nido, si presero tra le labbra sorridenti.
Una scarica di flash li infiammò da capo a piedi: quelle foto sarebbero state mostrate da ciascun crocerista in casa propria per aprire nel modo migliore la pagina di quella traversata. E una, quella ufficiale, avrebbe albergato nella stanza della Comandante come un trofeo.
Nel parapiglia che seguì - tra infiniti baci e abbracci - Ugo Stringa, il Marchese Ciabattino, trovò la forza ti sussurrare ti amo alla sua Duchessa Sarta, Giulia Merletti, e Marta di baciare Armando che oltre ad un padre ora sapeva di aver trovato anche la fidanzata.
Il buffet sparì in un baleno e solo alla conclusione la Comandante lanciò il suo asso nella manica.
“Signore e signori, nel ringraziarvi della vostra graditissima presenza a questa festa senza eguali, voglio concludere dicendo che non abbiamo dimenticato di omaggiare come si deve gli sposi: ne ho parlato con la Direzione della Compagnia, e non hanno posto alcuna obiezione alla mia richiesta, mostrandosi entusiasti. Il dono che a nome di noi tutti voglio offrire a Lara e Gilbert è una crociera di quindici giorni sulla Regina Carlotta, che solcherà i mari del Nord Europa a fine agosto. L’augurio è che possiate viverla con gioia, e magari all’arrivo brindare ad una nuova vita!”
Ci misero un attimo a cogliere l’auspicio per un figlio da far nascere, e un sacco di tempo a liberare il salone dalla loro presenza: gli sposi stretti stretti furono scortati nella suite all’ultimo piano della nave, lasciata libera dalla Direzione per i grandi eventi, e quindi tutta per loro!
CAPITOLI
5 - Effetto Titanic
26 - Nozze a sorpresa
27 - Calma piatta
28 - La Serenissima
29 - La Festa del Grano
30 - Estate fuggevole



