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Racconti

Jesahel

Racconti/

di  Luigi Casale

Proveniente da Napoli, dopo un viaggio lungo quanto la nottata passata in treno, arrivai a Verona la mattina del 14 febbraio del 1972, per iniziare il lavoro nella nuova qualifica ferroviaria, di grado superiore a quella da me ricoperta nei circa due anni dalla mia assunzione, nel settembre del 1969, presso la stazione di Napoli Centrale. In effetti era una promozione: conseguita però per pubblico concorso, o concorso esterno, come preferivamo dire; per non confondere quel passaggio di carriera col meccanismo del concorso interno, che a sua volta sanzionava, con una formalizzazione concorsuale falsamente selettiva, il passaggio di grado per anzianità (da cui eravamo esclusi noi giovani per motivi anagrafici).

Storie fantastiche dal cratere aquilano: L’ANGELO AZZURRO

Racconti

di Luigi Fiammata

Il sole, in settembre, poco dopo l’alba a L’Aquila, rompe l’aria tagliente, un po’ a destra del Gran Sasso, quando lo si guardi. Il grigio della notte, e del silenzio della città, si spezza di arancio, di rosa, e bordeggia le nuvole; e i raggi di sole, lasciano una leggerissima traccia dorata sui fili d’erba che rompono l’asfalto.

Crisi, critica, criterio, ipòcrita, crivello

Racconti/linguistica

di  Luigi Casale

Quante volte al giorno, di questi tempi, sentiamo o usiamo la parola crisi?

PER IL NEONATO: L'INIZIO di UNA VIA CRUCIS O UN INVITO AL BANCHETTO DELLA VITA?

Racconti/riflessioni sulla vita

di Enrico Gambacorta
Il problema è esistenziale. Esso non va affrontato con i “bollenti spiriti ed i giovanili ardori”. Certo festeggiare una nascita con la proiezione di una via crucis non è auspicabile. E' meglio accogliere il bambino con un invito al banchetto della vita. Perché non volersi bene e, quindi, non cimentarsi in proposito?

Storie fantastiche dal cratere aquilano L’OSPITE

Racconti

di Luigi Fiammata

Del sole restava un riflesso rosa ferro sulle nuvole, lontane, fin dove lo sguardo si fermava sulla montagna alta.La sera era diventata fredda e le ombre allungavano il buio.

Il doppio-senso, ovverossia un errore di segmentazione

Racconti

di Luigi Casale

Quando mi scrivono, mi dicono: “Caro Luigi” oppure “Caro professore”.

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