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Amatrice Patria mia diletta

Il terribile terremoto che il 24 agosto 2016 ha devastato il Centro Italia, squarciando e divorando interi paesi del Lazio, delle Marche e dell’Umbria, ha cancellato anche la bella città di Amatrice.

 

Questo ridente borgo appenninico, ricco di storia, di arte e di cultura, e immerso in un ambiente grandioso e suggestivo alle pendici dei Monti della Laga nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nel 2015 era entrato a far parte dei “Borghi più belli d’Italia”.

La notte del 24 agosto, il sisma ha distrutto la magnifico borgo appenninico, divorando vite umane, riducendolo in uno straziante accumulo di macerie. 

Il video documenta lo straziante scenario apocalittico con le drammatiche immagini  della distruzione, accompagnate dalle note dolenti "AMATRICE PATRIA MIA DILETTA” dilaniata da sisma composte dal M° Camillo Berardi su versi di Monsignor Luigi Aquilini, illustre storico amatriciano e cultore della montagna.

Amatrice Patria mia diletta

Versi di Monsignor Luigi Aquilini

Musica di Camillo Berardi

 

 

 O Amatrice, patria mia diletta,

 tu che grandeggi per le glorie avìte,

 deh! Ora ascolta quel che il cuor mi detta! 

 Voi tutti amici miei udite udite!

 

Cara chiesetta amena della Croce!

Domini solitaria sull'altura

 ove il pastor con l'eco della voce

invita il gregge suo alla pastura.

 

 De la Matrice Tu sei la vedetta!

 Dacci tu, sempre, segnali d'amore!

 O Croce santa ovunque benedetta

 a Te sia lode, gloria e tanto onore!

 

                Non conoscesti Giotto, né il gran Santo,

                ma i natali desti a un grande artista

                che a la Matrice donò lustro e vanto

                di Roma andando pure a la conquista!

 

 Nicola Filotesio e poi Cappelli

 esaltaron la terra amatriciana

 affascinati dal pittor Crivelli

 poi che lasciò la patria veneziana!

 

                Un cappuccino vedesti poi santo:

                fu dal sultan dei turchi al gancio appeso!

                Lo liberò il Signor come d'incanto

                Sì da tornare ad Amatrice illeso!

 

 La pastorella giù tra i boschi in fret-ta

 Raduna il gregge incontro alla collina

 ignara del mister che già l'aspetta;

 attratta dal fulgor la fronte china!

 

                Tra lo stupor dei dodici estasiati

                ascende Cristo al cielo, vera luce;

                qui sulla terra come figli amati

                per man sua Madre ancora ci conduce!

 

 Per voi difesi dalle antiche mura

 ora propongo una meta ardita:

"Amate il cielo azzurro e l'aria pura,

cercate di salir tutta la vita!"

Ultima modifica il Lunedì, 05 Dicembre 2016 17:52
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