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Abruzzo. Bocciato l'emendamento m5s sul taglio degli stipendi dei consiglieri regionali

Il consiglio regionale di oggi. Il Def non passa, Febbo e Sospiri: Altra brutta figura della squadra di D’Alfonso.

 

Oggi in consiglio regionale maretta e battaglie, momento delicato, il Def non passa, bocciato il taglio degli stipendi, fino a 2500 euro al mese proposto dai 5stelle.

 

Di Nicola: “Colmato vuoto normativo con legge approvata su concessioni acque”

“Con l’approvazione in Consiglio Regionale del Progetto di Legge a mia firma, che introduce, in materia di ricerca, coltivazione e utilizzazione delle acque minerali e di sorgente, la possibilità di mancata concessione o revoca del permesso di concessione alle aziende che commettono gravi violazioni in materia fiscale e previdenziale, si colma un vuoto normativo in Regione Abruzzo.” Il Presidente della I Commissione Maurizio di Nicola fa sapere “Si tratta di norma equa, pensata per offrire maggiori garanzie sia ai lavoratori dell’impresa concessionaria, che alle pubbliche amministrazioni, le quali avranno maggior facilità nel vedersi corrisposte le tasse e i tributi da parte soggetto a cui la Regione Abruzzo concede il servizio di gestione, ma soprattutto si tratta di una norma con la quale si andrà a tutelare con maggior forza un bene comune della collettività quale è l’acqua.”

 

Non passa Def.

“La maggioranza di centrosinistra continua ad allungare la serie delle brutte figure in Consiglio regionale e anche questa sera non si è smentita su un provvedimento fondamentale”. E’ quanto dichiara il presidente della Commissione di vigilanza, Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri commentando i lavori odierni. “Anche oggi – sottolineano Febbo e Sospiri  - la squadra del presidente D’Alfonso ha collezionato una pesante debacle addirittura sul Def 2017, il Documento di Economia e Finanza, il principale atto di programmazione regionale, perché ancora una volta è mancato il numero legale. Ritengo che se queste sono le premesse in sede di approvazione di bilancio ne vedremo delle belle e la maggioranza di centrosinistra sarà chiamata all’ennesima prova del nove che metterà in evidenza, ne sono certo, le sempre evidenti spaccature all’’interno della coalizione”.

Bocciato taglio stipendi politici

Torna alla carica il M5S sulla riduzione dei costi della politica, che ieri durante il consiglio regionale non si fa sfuggire l'occasione di inserire all'interno della modifica alla legge n. 40 in materia di indennità e vitalizi, un emendamento per la diminuzione degli stipendi per il consiglieri regionali che oggi, tra tutte le voci che lo compongono, possono raggiungere i 13mila Euro mensili.
“Abbiamo proposto che l'indennità, lo stipendio per capirci, di un consigliere regionale non superasse i 5mila euro LORDI e che i rimborsi spese fossero ridotti, dagli attuali 4.100-4500, a 2500 euro” commenta Sara Marcozzi firmataria dell'emendamento “Benché il M5S si sia speso molto per il NO alla riforma Renzi-Boschi-Verdini, da sempre ci battiamo per la diminuzione degli emolumenti dei politici. I consiglieri regionali del M5S hanno rinunciato, infatti, fino ad oggi, a oltre 400mila euro dei loro stipendi creando un fondo di gara nzia per le PMI abruzzesi. I tagli proposti , sono in linea con quanto propagandato durante la campagna referendaria dal PD, che addirittura si era detto pronto a modificare la Costituzione pur di tagliare i costi della politica."
Il risparmio stimato per le casse regionali, dunque per i cittadini abruzzesi, dall'approvazione dell'emendamento sarebbe consistito in una riduzione media di € 3.600,00 per consigliere al mese che corrisponde ad una riduzione che oscilla da un minimo di € 110.000,00 ad un massimo di € 140.000,00 mensili e, quindi, da un minimo di € 1.300.000,00 ad un massimo di € 1.750.000,00 annui. Circa il 7% della spesa complessiva dell'intero consiglio regionale.
"Purtroppo, alla prova dei fatti, la maggioranza di Governo regionale dimostra la oramai comprovata ipocrisia e vota contro" dichiara Marcozzi "È l'ennesima prova, se ancora ve ne fosse bisogno, che la riforma costituzionale di Renzi e sodali mirava solo alla riduzi one della sovranità dei cittadini italiani e non anche alla riduzione dei costi della casta politica".

 

La maggioranza approva la legge sugli annessi rurali, Mercante e Ranieri : Mariani distorce la realtà.

 

L’Aquila, lì 14.12.2016 - “Piuttosto che perdere tempo in inutili elogi, il Capogruppo del PD, Sandro Mariani, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alla legge sugli annessi rurali viste le imprecisioni contenute nelle sue dichiarazioni “. Questo il commento dei Consiglieri regionali del M5S, Riccardo Mercante e Gianluca Ranieri, che hanno così proseguito: “Mariani dimentica, innanzitutto di dire che si tratta di una legge che nulla va ad aggiungere al quadro delle prescrizioni regolate a livello statale per le aree terremotate, visto che le opportune misure di aiuto e sostegno ai cittadini ed alle imprese colpite dal sisma dello scorso agosto sono già previste. Ma soprattutto afferma falsamente che la possibilità di realizzare i nuovi manufatti sarà concessa solo a quelle imprese e privati che siano stati effettivamente danneggiati dal sisma qua ndo, invece, sa bene che le nuove disposizioni daranno tale opportunità a qualsivoglia soggetto e, per di più, in barba a qualunque programmazione o prescrizione in materia di edilizia e senza neppure l’obbligo della rimozione al termine del periodo emergenziale.

Se è vero che l’intento della maggioranza era solo ed esclusivamente quello di aiutare privati ed imprese colpiti dal terremoto, allora il Capogruppo del PD farebbe bene a spiegare perché la maggioranza ha ostinatamente bocciato più volte, sia in commissione che in Consiglio, gli emendamenti proposti dal M5S, visto che erano diretti proprio ad evitare un abuso ed una applicazione distorta delle nuove disposizioni, circoscrivendo le opportunità previste dalla legge solo ai soggetti effettivamente danneggiati  e limitandole al periodo emergenziale. 

Delle due, quindi, l’una – hanno concluso Mercante e Ranieri – o Mariani e gli altri Consiglieri di maggioranza non hanno letto bene il testo di legge e non ne hanno compreso il significato, oppure siamo di fronte all’ennesimo tentativo di raggiungere, facendo appello ad una situazione di emergenza, ben altre finalità”.

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