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Abruzzo in ripresa economica.

L'analisi Economica Cresa tratteggia, dopo anni di difficoltà, l'immagine di un Abruzzo che si sta incamminando sulla strada del superamento del periodo di crisi che ha interessato l'economia nazionale e internazionale negli ultimi anni, sebbene i segnali siano ancora deboli e non consolidati.

 

Secondo le stime dell'Istituto Tagliacarne, in Abruzzo nel 2018 l'attività economica è cresciuta moderatamente ma sembra in fase di recupero rispetto agli ultimi anni considerando che l'incremento del valore aggiunto è stato dell'1,5%, più contenuto rispetto all'aumento medio nazionale (+1,7%), ma migliore dell'andamento medio rilevato a partire dal 2010.

Anche il sistema imprenditoriale sembra mostrare segnali di recupero considerando che per la prima volta dopo sei anni le imprese attive riprendono ad aumentare (+0,2%) arrivando a 127.122 unità. Tale andamento conferma le previsioni effettuate lo scorso anno sulla base del favorevole andamento delle iscrizioni e delle cancellazioni osservato nel 2017. Allo stesso modo, i risultati positivi delle iscrizioni (+2,2%) e delle cancellazioni (-3,2%) del 2018 ci permettono di ipotizzare con una certa fiducia un miglioramento della dinamica imprenditoriale anche per il 2019. Continua la diminuzione delle imprese nella quasi totalità dei settori di attività economica, ad eccezione soprattutto dei servizi non commerciali, in particolare quelli turistici (+1,2%), così come perdura il processo di rafforzamento del sistema imprenditoriale attraverso la flessione delle imprese giuridicamente meno strutturate (imprese individuali: -0,8%; società di persone: -2,7%) e il consolidamento di quelle più strutturate e concorrenziali sui mercati internazionali (società di capitali: +5,5%). I dati Istat riguardanti le esportazioni confermano che la regione sta attraversando una fase positiva. Nel corso dell'anno il commercio estero dell'Abruzzo ha visto attestarsi intorno agli 8,7 miliardi di euro il valore delle esportazioni, con un incremento del 3,9% rispetto all'anno precedente (Italia: +3,1%). Nonostante tale buona performance, l'apporto delle vendite estere regionali sul totale nazionale resta stabile rispetto all'anno precedente e si conferma al 2%.

Le forze di lavoro ammontano a 559 mila unità, 3 mila in più rispetto all'anno precedente. Esse sono costituite da 499 mila occupati (8 mila in più rispetto all'anno precedente) e da 60 mila disoccupati (-5.000 rispetto al 2017). Il tasso di occupazione è del 58% (56,8% nel 2017), quello di disoccupazione del 10,8% (11,7% nel 2017).<p< La società regionale risulta composta al 31 dicembre 2018 da 1.311.580 residenti, 3.616 in meno rispetto all'anno precedente cui corrisponde un decremento rispetto al 2017 del 2,7‰ quale risultato di una dinamica naturale negativa (-4,4‰) e di una crescita migratoria lievemente positiva (+1,7‰). Gli stranieri rappresentano il 6,8% del totale dei residenti (Italia: 8,7%). Gli indicatori di struttura della popolazione indicano un peggioramento della situazione con un aggravio del carico sociale ed economico riconducibile all'aumento della popolazione anziana.

La parte relativa alla società regionale, oltre alla descrizione del profilo demografico, approfondisce il ruolo della cultura nell'economia regionale e il livello di benessere di tipo equo e sostenibile di cui godono i cittadini abruzzesi.

La cultura svolge un ruolo importante ma non fondamentale nello sviluppo economico abruzzese, meno incisivo di quanto osservato mediamente in Italia e molto in ritardo rispetto ai territori eccellenti. Il peso della componente culturale rispetto al sistema delle imprese (4,0%), all'occupazione (4,6%), al valore aggiunto prodotto (4,2%) e alla spesa turistica (37,4%) colloca la regione tra quelle meridionali.

La misura del benessere equo e sostenibile (BES) pone l'Abruzzo in una posizione di vantaggio rispetto alle regioni del Mezzogiorno, collocandosi alla 14° posizione della graduatoria nazionale. Il nostro territorio emerge in particolare per ambiente, innovazione ricerca e creatività.

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