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Abruzzo, legge di riconversione di ex fabbriche in centri commerciali

Pettinari: "grave rischio di danno al tessuto economico"

 

"La proposta di legge del centro destra che prevede la riconversione di ex fabbriche per creare nuovi centri commerciali rappresenta l'ennesimo duro colpo all'economia locale. L'Abruzzo è fatto di piccoli centri, con commercianti che, tra mille sacrifici, tirano su le saracinesche ogni mattina, custodendo le peculiarità della nostra regione. Sono loro a dover essere protetti. Invece la maggioranza preferisce creare le condizioni per isolarli definitivamente, col rischio di causare un grave danno al nostro tessuto economico". Lo afferma il Vice Presidente del Consiglio Regionale Domenico Pettinari a seguito della proposta di legge presentata dal centro destra.

"Per anni – prosegue – ci siamo battuti per ottenere una moratoria contro l'apertura di nuovi centri commerciali, grandi o piccoli che fossero, dal momento che hanno già adesso un'alta incidenza nella nostra regione. Fin che si trovavano all'opposizione erano concordi anche gli esponenti del centro destra a portare avanti questa nostra battaglia. Peccato che adesso, al governo dell'Abruzzo, si stiano comportando in maniera diametralmente opposta, contraddicendo ciò che hanno ripetuto per mesi persino nel corso della campagna elettorale". "Oltretutto questa proposta arriva senza lasciare spazio a un doveroso contraddittorio, con le associazioni di categoria che, a quanto si apprende dalla stampa, non sono state contattate per poter essere audite in commissione. Per il momento gli unici ad essere convocati sono gli organi regionali, dall'assessore competente al Dipartimento Sviluppo economico, passando per l'Arap e l'Anci. Ho potuto però registrare tutta la perplessità del responsabile commercio di Confartigianato in merito a questa proposta di legge, ed è dovere della maggioranza ascoltare tutte le parti in causa, soprattutto i piccoli imprenditori che ne subiranno sulla propria pelle le conseguenze". "Il rischio – conclude – di colpire i nostri commercianti è troppo alto. Qui nessuno si dice contrario alla riconversione di strutture abbandonate, le vecchie fabbriche e gli opifici, ma lo si deve fare attraverso soluzioni sostenibili, non con la creazione di nuovi centri commerciali che già adesso sono troppi. Piuttosto il centro destra si impegni a sostenere i nostri centri commerciali naturali e i bellissimi borghi abruzzesi, che con questa legge rischierebbero di spopolarsi ulteriormente. Una regione come la nostra non può permetterselo".

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