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Abruzzo/Piano cave. Mazzocca: "risolte le pendenze. con il prae, si conclude l'annosa questione"

 "L’annosa questione del 'Piano Cave' è giunta al termine". Questo è il commento a caldo del Sottosegretario Regionale con delega alle Cave e Torbiere Mario Mazzocca.

“Con specifico provvedimento del 9 ottobre scorso” continua Mazzocca, “l’esecutivo regionale ha risolto tutte le pendenze relative ai precedenti affidamenti per la redazione del Piano Cave ed ha contestualmente e riaffidato l’incarico alla società 'Abruzzo Sviluppo spa'. Quest’ultima, il 30 dicembre scorso, ha trasmesso il "Piano Regionale per le Attività Estrattive" (PRAE), un risultato raggiunto grazie alla stretta collaborazione tra la detta Struttura Operativa e il Servizio regionale preposto”.

Vale la pena di ricordare come l’importante attività subì l’ultimo lungo ‘stop’ a causa di un contenzioso giudiziario generato a seguito della tanto farraginosa quanto improvvida scelta del gruppo di lavoro coordinato da Marco Sertorio, allora presidente di Assomineraria, che dal 2010 in poi ha contribuito di fatto a determinare un congelamento dell’attività pianificatoria di interesse strategico per l’Abruzzo.

Il PRAE è uno strumento di regolamentazione, mira al conseguimento di un migliore livello di sostenibilità ambientale sociale ed economica delle attività estrattive e quindi persegue il contenimento del consumo del territorio, la redazione delle metodologie di coltivazione, la qualificazione dei recuperi ambientali e la valorizzazione dei prodotti di cava/miniera. Mira a:

1) limitare l’apertura e l’estrazione di nuove cave o miniere il cui l’approvvigionamento sia assicurato dalla attività estrattiva in esercizio nel rispetto dei vincoli di mercato e di sostenibilità dei flussi di trasporto;

2) privilegiare nei procedimenti autorizzativi il completamento delle attività esistenti rispetto all’apertura di nuove attività estrattive;

3) incrementare il numero e la qualità degli interventi di recupero ambientale delle cave dismesse e non recuperate;

4) incrementare nell’esercizio delle attività estrattive il ricorso alle “buone pratiche” di coltivazione mineraria e recupero ambientale che migliorino il livello qualitativo di recupero ambientale;

5) incentivare il ricorso alle certificazioni ambientali delle attività estrattive;

6) promuovere nel settore estrattivo lo sviluppo economico di filiera.

“A giorni la sua presentazione in Regione» chiosa Mazzocca, «mentre entro il corrente mese di gennaio sarà avviata la necessaria fase di consultazione con i portatori di interesse generale soprattutto in ordine ai criteri posti a base per la redazione del PRAE, quali sostenibilità, qualità progettuale, compatibilità delle attività estrattive in funzione della vincolistica, criteri di coltivazione e recupero ambientale con riguardo al riutilizzo di materiali alternativi alle risorse non rinnovabili”.

Ultima modifica il Martedì, 05 Gennaio 2016 11:05
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