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Il capo dei servizi segreti Canadesi è Abruzzese. In Italia per una promessa fatta alla mamma.

Un uomo di successo, cordiale e sorridente nonostante il dolore della perdita della madre, tre settimane fa. Luciano Bentenuto pezzo grosso canadese, capo dei servizi segreti, ex politico canadesse, direrttore della magistratura, favorirà alcuni scambi culturali con i settantamila abruzzesi residenti in Canada e la Regione Abruzzo.

 Bentenuto si trova in Abruzzo grazie alla promessa fatta a sua madre deceduta proprio tre settimane fa. Parla fluente italiano misto a slang abruzzese che lo rende molto simpatico. Si commuove mentre riferisce il motivo della sua visita in Italia e esprime l'attaccamento alla terra d'origine.

Luciano Bentenuto, ex parlamentare canadese di origine abruzzese e direttore generale dell’intelligence canadese, attualmente riveste anche l’incarico di direttore generale della magistratura del Canada. Bentenuto è nato a Montreal 53 anni fa, i genitori erano del Pescarese, la mamma Concetta Divello, originaria di San Valentino e il papà Corrado Osvaldo di Torre de' Passeri. Oltre all’assessore Di Matteo sono intervenuti i componenti del Cram Abruzzo Franco Smargiassi, Luciano Monticelli e Lorenzo Berardinucci e i rappresentanti dell’Osservatorio regionale dell’emigrazione.

Nella Sala Corradino D’Ascanio del Consiglio della Regione Abruzzo in piazza Unione, si è svolto questa mattina un incontro tra l’assessore all’Emigrazione Donato Di Matteo che lo ha omaggiato con un libro sulle tradizioni contadine e una cravatta con lo stemma della Regione.  Nel pomeriggio è stato ricevuto dal sindaco di Torre de’ Pesseri Piero Di Giulio e in serata si recherà nel Comune di San Valentino, dove ad aspettarlo ci sarà il sindaco Antonio Saia, che ha organizzato un incontro con alcuni familiari della madre di Bentenuto. Prima di arrivare in Abruzzo è stato in Calabria dove ha ricevuto una laurea honoris causa in Criminologia. “31 anni fa venni a Pescara trascorrendo un’intera estate al mare con una zia pescarese - ha spiegato il capo degli 007 -. Ho un bellissimo ricordo dell’Abruzzo e questa è la mia casa. Venni in Italia da giovane, ma erano gli anni del terrorismo e mio padre per paura mi fece rientare subito in Canada. Da un po’ di tempo sia in Canada che in giro per il mondo racconto le tante cose buone che riguardano gli abruzzesi emigrati in America, per sfatare luoghi comuni e testimoniare il loro fondamentale contribuito alla crescita sociale ed economica dei Paesi che li hanno accolti. All’inizio della mia carriera ho fatto tanta fatica per il mio cognome italiano, mi sono dovuto impegnare due volte di più, ma sono riuscito a farmi strada grazie alla testardaggine abruzzese, ma questa è una storia comune a tanti emigranti”. 

Ultima modifica il Lunedì, 01 Febbraio 2016 16:37
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