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Incendi sul Morrone, "ritardi inspiegabili e intralci burocratici". Questione in Senato

 Marcozzi chiede dimissioni D'Alfonso e elenca lamenta mancanza di mezzi. Wwf contro rimboschimento e fuochi d'artificio.

 

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga 300 ettari in fumo a partire da Campo Imperatore e il Parco della Majella oltre 1200 ettari tra i vari versanti del Monte Morrone, incendio tuttora in corso, ma non sono stati certamente gli unici. Il Morrone brucia da 9 giorni! E sono circa un'altra decina gli incendi dislocati su tutto il territorio regionale. E’ ormai certa la mano dolosa che sta appiccando i fuochi: proprio nel sulmonese sono stati ritrovati gli inneschi dai Vigili del Fuoco durante gli interventi di spegnimento. Ettari ed ettari di Parchi sono andati in fumo, una vera mattanza della fauna che abitava quei boschi. Un danno incalcolabile per la nostra regione

gli interventi di alcuni gruppi politici sulla questione.

De Petris (Si): interrogazione in senato

Interrogazione ed esposto sul disastro ambientale nel parco della Maiella. A provocarlo sono stati i ritardi e le omissioni.

"Il monte Morrone quasi completamente distrutto, oltre mille ettari del parco Nazionale della Maiella incendiati: questo disastro ambientale non dipende solo dalle azioni criminali degli incendiari né dalle condizioni climatiche. Questa catastrofe ambientale dipende soprattutto da ritardi inspiegabili e intralci burocratici che, sommati all'irresponsabile scioglimento del corpo forestale, hanno impedito di domare tempestivamente le fiamme. Senza l'intervento spontaneo dei volontari, il bilancio sarebbe anche più devastante", afferma la capogruppo di Sinistra Italiana Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto al Senato.   "Già il 24 agosto avevamo annunciato un'interrogazione parlamentare urgente e avvertito della situazione gravissima che si era creata a Sulmona. I fatti successivi hanno confermato quanto fondato fosse il nostro allarme. Presenteremo l'interrogazione urgentissima alla riapertura dell'aula e io stessa, con il segretario regionale Daniele Licheri e con il segretario di Sulmona Domenico Cataldo, insieme ad associazioni e a singoli cittadini presenteremo un esposto sui ritardi e le omissioni al tribunale di Sulmona. Quello che è accaduto in questi giorni è troppo grave per restare impunito", conclude la presidente De Petris.

 M5s chiede dimissioni D'Alfonso

Marcozzi torna a chiedere “D’Alfonso rassegni le sue dimissioni.” e condanna lo scioglimento del corpo forestale dello stato, “ha prodotto solo una grande confusione su competenze, mezzi e risorse a tutto vantaggio dei malintenzionati, indebolendo peraltro il servizio anti-roghi. Infatti degli oltre 7.000 forestali, 6.754 sono passati ai Carabinieri, 390 ai Vigili del Fuoco e poche decine alla Polizia di Stato e alla Guardia di Finanza. Una riforma pasticciata che ha delegato ai Vigili del Fuoco l'esclusiva competenza sullo spegnimento degli incendi, un tempo assicurata anche dal Corpo Forestale. È di tutta evidenza che i 390 trasferimenti ai Vigili del Fuoco sono totalmente insufficienti per lo svolgimento di queste importanti attività e lo dimostrano le difficoltà che il nostro Paese e la nostra regione hanno avuto nella gestione degli incendi. Stesse dinamiche si evidenziano nella gestione dei mezzi, dei 32 elicotteri nelle disponibilità della Forestale, 16 sono stati assegnati ai Vigili del Fuoco e 16 all'Arma dei Carabinieri. Un pasticcio in salsa renziana che ha dimezzato la capacità di intervento, considerato che la riforma ha escluso i Carabinieri dalle competenze relative in materia di anti-incendio. “Lo smantellamento (di fatto!) della protezione civile” e indica una povera “ flotta di 28 mezzi per tutto il territorio nazionale che, in questi due mesi estivi, si è dimostrata totalmente inadeguata alla gestione delle emergenze.” mentre la flotta regionale è “inesistente”. A paragone di altre regioni che “hanno investito cospicue risorse per i programmi antincendio, Regione Abruzzo è riuscita a stipulare una sola convenzione, peraltro con notevole ritardo, per la disponibilità di un solo elicottero.”

La cattiva gestione del patrimonio boschivo. “La mancanza di manutenzione e di cure di queste aree aumenta esponenzialmente il rischio di incendi”, la mancata realizzazione di “Viali taglia fuoco” che in caso di incendio riuscirebbero a circoscrivere il fronte del fuoco in micro-aree. La prevenzione e gli strumenti di deterrenza, foto-trappole nei boschi, all’utilizzo di droni per la video-sorveglianza, passando per l’impiego di risorse umane specializzate nel controllo e nella sorveglianza di aree a rischio.

Un sit-in a Pescara per chiedere agli organismi competenti azioni concrete e immediate

WWF “il rimboschimento è una scelta sbagliata: si lasci fare alla natura e ci si organizzi piuttosto perché non possa mai più accadere quello che sta succedendo in questa caldissima estate” 

“Un bosco artificiale si riconosce infatti immediatamente per avere alberi tutti uguali, della stessa altezza e più o meno alla stessa distanza l’uno dall’altro.” Inoltre “c’è bisogno di una riorganizzazione capillare del servizio anti-incendio” e “Le fiere con bancarelle devono trovare spazio nei centri abitati o nelle loro immediate periferie e non sui prati.” In ultimo “ I fuochi d’artificio vanno proibiti “

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