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Nuova Pescara, ecco le 2 proposte e ora X di D'Alfonso - Video

Merante: "D'Alfonso vuole boicottare la Nuova Pescara". La fusione potrebbe essere per il 1 gennaio 2019, le proposte prensentate questa mattina da Luciano D'Alfonso sono 2, l'altra prevede che il Consiglio regionale su proposta del Presidente della Regione potrebbe fissare entro il 31 luglio 2018 un nuovo termine, se i consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore approvino l’Atto costitutivo dell’Unione dei comuni come indicato nel paragrafo 6. Gradualità del processo di fusione.

 “Tengo a precisare che per me l'ingrandimento è per gli Stati e le regionii”. Una conferenza veloce , durante cui il presidente Luciano D'Alfonso ha preferito non entrare nel merito delle due proposte, sottolineando però, che sono aperte a miglioramenti di Consiglieri regionali, sindaci e imprenditori di Confindustria. Insomma il popolo si è già espresso. Il nome ' Grande Pescara' lascia il posto all'“Istituzione del Comune di Nuova Pescara”. Il nuovo Comune subentra nella titolarità delle posizioni e dei rapporti giuridici attivi e passivi relativi ai Comuni oggetto della fusione ma restano i municipi.

Tre consigli in uno, municipi, differenza tra le due proposte: possibilità di sospensione del processo

Nella prima proposta la fusione avviene dal 1 gennaio 2019. Nella seconda anche prima potrebbe scoccare l'ora X. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge con delibera della Giunta regione, è costituito il Comitato per la fusione, composto dal Presidente della Regione e dai tre Sindaci dei comuni coinvolti, assistiti da funzionari delle rispettive amministrazioni e da esperti. Senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, la costituzione di un’apposita Assemblea congiunta per la fusione (Assemblea costitutiva) cui spetta coordinare e sviluppare il procedimento per la fusione, composta da tutti i membri dei Consigli dei tre Comuni coinvolti, può articolarsi in Commissioni competenti per materia e avvalersi di Comitati tecnici integrati da funzionari comunali ed esperti secondo le modalità definite dal “Programma generale”. In seno all’Assemblea costitutiva è in ogni caso costituita un’apposita commissione per la predisposizione del testo dello Statuto provvisorio del Comune di nuova istituzione. Il processo di riorganizzazione dei servizi, delle funzioni e delle strutture dei tre Comuni preesistenti e di promuovere la stretta integrazione nelle attività che sono di pianificazione territoriale e urbanistica; grandi infrastrutture; ciclo dei rifiuti; ciclo idrico; trasporto pubblico locale; approvvigionamento energetico; promozione turistica; gestione delle reti; logistica del commercio; tutela ambientale; servizi e politiche sociali servizi scolastici. Quanto costerebbe il riordino? Non se ne è parlato. Il progetto prevede: organizzazione del personale e degli uffici; creazione di una centrale unica di committenza e gestione dei contratti; standardizzazione e alla unificazione di reti e sistemi informatici; progressiva integrazione di servizi demografici, polizia locale, riscossione tributi, patrimonio;armonizzazione dei bilanci. La Giunta regionale, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, crea l’Osservatorio del processo di fusione dei Comuni (Osservatorio) per funzionari dei comuni coinvolti dal processo di fusione, professionisti e funzionari regionali. Una sorta di clausola di autodeterminazione del Comune è prevista in una delle due proposte che sospenderebbe il processo di fusione. Quello che distingue il primo e secondo testo è la norma della gradualità della fusione presente nel primo testo, ma non nel secondo, il Consiglio regionale potrebbe deliberare, entro il 31 luglio 2018, la sospensione del processo di fusione, a condizione che i Consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore abbiano approvato alla stessa data lo schema di Atto costitutivo di un’Unione fra i tre Comuni. Entro 60 giorni il Presidente della Regione propone al Consiglio regionale un disegno di legge con nuovo termine. Le forme di partecipazione e di decentramento dei servizi con l’istituzione di municipi provvisti di organi elettivi.

Tutti i consiglieri e eletti, i nominati, incaricati esterni proseguono ad esercitare il mandato fino alla nomina dei successivi. Più fondi regionali ma non si specifica l'entità, la sede rimane il Municipio di Pescara, nella Nuova Pescara.

 

Mercante: “D'Alfonso svela i progetti di legge per boicottare la nascita della Nuova Pescara”

E arrivano i commenti dall'opposizione del M5stelle. “A due anni dal referendum che ha democraticamente ed inequivocabilmente indicato la volontà della maggioranza dei cittadini di costituire la Grande Pescara, il Presidente D’Alfonso ha appena presentato due progetti di legge per boicottarne la realizzazione”. Questo il commento del Consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, dopo aver letto i testi dei due progetti di legge di istituzione del Nuovo Comune di Pescara che “curiosamente - nota Mercante - hanno entrambi la firma degli stessi proponenti: D’Alfonso e i fedelissimi alla linea Mariani, Gerosolimo, Pepe, Berardinetti, Di Nicola, Pietrucci. Già il fatto che manchi la firma dell’Assessore Sclocco, l’unica componente della Giunta eletta a Pescara insieme a D’Alfonso, e che gli altri firmatari siano tutti Consiglieri regionali eletti nella Provincia dell’Aquila, la dice lunga sulla qualità e la genuinità dell’intenzione di d are seguito realmente alla volontà dei cittadini di istituire un nuovo Comune di Pescara più efficiente, più popoloso e meno oneroso per le tasche dei cittadini. Con la solita abitudine di gettare fumo negli occhi, D’Alfonso oggi supera se stesso e arriva a presentare due, confusissimi, progetti di legge: il primo che snellisce relativamente le procedure e fissa la data di istituzione del Comune della Nuova Pescara a decorrere dal 1 gennaio 2019. Salvo che i consigli dei Comuni interessati, Pescara, Montesilvano e Spoltore, abbiano qualcosa da ridire rispetto a ciò che hanno già stabilito democraticamente i loro concittadini. Il secondo progetto di legge, con gli stessi firmatari, rende invece la procedura di Istituzione della Grande Pescara ancora più farraginosa, riempiendola di pareri preventivi, valutazioni, passaggi e scadenze nelle aule comunali con l’intento, evidente, di procrastinare all’infinito la realizzazione di ciò che vogliono i cittadini. Questa operazione non solo è un insulto a tutti pescaresi che, due anni fa, si sono recati alle urne convinti di poter esprimere un parere, così come previsto dalla Costituzione, madenuncia, ancora una volta, la volontà dei Partiti italiani di essere interessati solo alla sopravvivenza dei vari poltronifici, mantenuti esclusivamente per meri calcoli politici e che nulla hanno a che fare con concetti come economicità ed interesse generale”.

 

Catena a Mercante "giocare alla facile propaganda"

"Esprimo rammarico per le dichiarazioni del consigliere Riccardo Mercante, a proposito delle proposte di legge presentate dal Presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso. Mi auguravo e mi auguro tuttora che il suo vero intento fosse dare attuazione al referendum che istituisce la Nuova Pescara, non quello di giocare alla facile propaganda." Così Andrea Catena, consigliere del Presidente della Giunta regionale secondo cui la fusione non può avvenire "dalla sera alla mattina." E ribadisce le parole dette da D'Alfonos questa mattina in conferenza "Allineare le procedure e i linguaggi contrattuali, giuridici, contabili, informatici non è un capriccio dei proponenti ma una necessità oggettiva, che serve ad avere impatto zero sulla vita delle persone e delle imprese. Il nostro obiettivo non è ritardare il processo di fusione ma farlo realmente, a somma positiva per i cittadini, eliminando gli svantaggi che potrebbero derivare da un processo troppo affrettato." Aggiunge "Per questo abbiamo previsto una fase di transizione fino al 1 gennaio 2019, che consentirà di ridare voce ai Comuni, senza la cui collaborazione non ci sarà nessuna fusione, e di armonizzare tutto ciò che va armonizzato sul piano dei dati amministrativi. Partirà da subito invece una progressiva e decisa cessione di sovranità verso organi comuni di decisione tra i tre comuni sull’urbanistica, sul sistema della raccolta dei rifiuti, sulla mobilità, sulla promozione turistica, sulle grandi infrastrutture, sull’approvvigionamento energetico, sulla logistica dei trasporti, sui servizi scolastici, sulla tutela ambientale e del mare e su tutto ciò su cui si può avviare da subito, attraverso il programma per la fusione che sarà approvato entro 60 giorni dopo il via libera alla legge regionale."  "Su tutto questo vogliamo una discussione aperta e libera in Consiglio regionale. Non metteremo camicie di forza e attendiamo il contributo costruttivo e riflettuto anche da parte del consigliere Riccardo Mercante, cui va comunque il nostro ringraziamento per lo stimolo che ha dato alla discussione."

Ultima modifica il Venerdì, 05 Febbraio 2016 18:38
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