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Sanità. Liste d'attesa, sempre più abruzzesi rinunciano alle cure

Il segretario Ranieri dopo le polemiche alla Asl di Chieti: "Il problema riguarda tutte le aziende sanitarie abruzzesi. Abbiamo raccolto 18mila firme, la Regione intervenga"

 

PESCARA, 1 luglio - "Quello delle liste d'attesa è un problema che riguarda tutte le Asl abruzzesi. I cittadini devono vedere riconosciuto il loro diritto alla salute: i tempi biblici necessari per eseguire le prestazioni li portano a rivolgersi alle strutture private a pagamento, a pagare attraverso l'intramoenia o, peggio, a rinunciare alle cure. Cgil, Cisl e Uil hanno raccolto ben 18mila firme, con l'obiettivo di sollecitare la Regione Abruzzo in tal senso". Lo afferma il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, commentando la notizia, apparsa oggi sulla stampa, di un noto medico di Chieti che, raccogliendo lo sfogo dei pazienti, ha denunciato l'impossibilità di effettuare prenotazioni per alcune specialità.

"Nell'ambito dello scontro che si è venuto a creare tra il medico e la Asl - afferma Ranieri - non possiamo che sottolineare che quanto denunciato dal professionista è una triste realtà che interessa non solo la Asl di Chieti, ma anche le altre aziende sanitarie abruzzesi. Su questo tema siamo al lavoro da tempo e, insieme agli altri sindacati, abbiamo raccolto 18mila firme di cittadini che chiedono alla Regione Abruzzo di intervenire sulle liste di attesa perché venga loro riconosciuto il diritto alla salute".

"La Regione deve intervenire in fretta, perché i cittadini non ne possono più ed il diritto alla salute deve essere garantito appieno anche in Abruzzo. Assunzioni di personale tecnico e sanitario, investimenti, potenziamento della sanità territoriale, rete e lavoro sinergico con i medici di medicina generale che sono la porta di accesso al servizio sanitario nazionale - conclude Ranieri - sono i punti su cui bisogna lavorare in fretta".

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