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Transrealismo. Guadagnuolo celebra Leonardo Da Vinci

un'opera per i 500 anni del genio .

 

Si legge in una nota di Calogero Rotondo: Correva l’anno 1452 e il 15 aprile ad Anchiano nel piccolo paese toscano di Vinci (Fi) veniva al mondo un figlio illegittimo che chiamarono Leonardo di Ser Piero d’Antonio; morto il nonno Antonio, tutta la famiglia si trasferì a Firenze e da lì nel 1468 il giovane adolescente Leonardo, l’allievo della bottega di Verrocchio, divenne il genio di numerosi capolavori artistici tra cui: la “Madonna del Garofano” (1473) oggi nella pinacoteca di Monaco; la “Vergine delle Rocce” (1483) al Louvre di Parigi; il dipinto “La dama con l’ermellino” (1488-90) nel Museo Czartoryski di Cracovia; la decorazione del Castello sforzesco di Milano per le nozze di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona (1489-90); il famosissimo disegno delle proporzioni ideali del copro umano “L’Uomo vitruviano” (1490); il ritratto di dama “La belle Ferronniére” (1490-95) al Louvre di Parigi; l’affresco del “Cenacolo” (1495); la “Battaglia di Anghiari” (1506) e la “Gioconda” (1503-06), considerato il ritratto con valore universale più noto del mondo e tuttora orgoglio del Louvre di Parigi. Al servizio e al soldo dei Borgia nel 1502, come architetto e ingegnere militare, nel 1513 venne chiamato dal re Francesco I nella sua residenza francese di Amboise, dove si occupò, fino alla sua morte nel 1519, anche di progetti idrologici per alcuni fiumi della Francia. Il 2 maggio 1519 ricorrono i Cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo, sepolto in Francia nella Loira ad Amboise nella chiesa di San Fiorentino. In previsione di grandi esposizioni e di numerosi incontri artisti chiara documentazione; insomma fu un “Uomo Universale” perché oltre ad indagare su alcuni problemi di architettura, di meccanica dei fluidi, acustica, balistica e di fisica ottica e statica, i suoi studi riguardarono anche la scienza, la pittura, l’urbanistica, l’ingegneria e l’idraulica; infatti, fu un uomo che interrogò tutto come si evince dai suoi libretti in cui scrisse spesso sicché il Vasari scrisse: “Dovunque, l’animo volse alle cose difficili”. Una delle immagini più belle di Leonardo è quella di Raffaello che nel suo affresco del 1509-10 “La Scuola di Atene” rappresentò il filosofo ateniese Platone, con il volto di Leonardo, che regge il dialogo platonico il “Timeo” e alza il dito verso l’alto per indicare l’idea del pensiero, il Bene. Se si volesse fare un “focus” sull’installazione-scultura che Guadagnuolo dedica a Leonardo si può dire che la stessa oltre ad essere straordinaria e un’opera che si colloca nell’ambito dell’arte transrealista; è straordinaria perché, essendo distante dalle turbolenze e dalle tradizionali iconografie artistiche contemporanee, rappresenta un “unicum” artistico per l’originalità dell’allestimento dell’opera e per il modo nuovo e insolito di rappresentare l’artista da Vinci ancora giovane adolescente; infatti, Leonardo, comunemente, viene raffigurato come nel disegno a sanguigna del celebre autoritratto del 1515 ossia con un volto di un uomo vecchio, con lunghi capelli e lunga barba e con lo sguardo duro e con un'espressione molto seria. L’opera si colloca nel Transrealismo perché la tecnica artistica con cui l’installazione è stata realizzata si distingue per una forma di “visionarietà” che non è “errar della mente” ma capacità di creare immagini fantastiche e di forte impatto visivo, superando la realtà e trascendendone le esteriorità; pertanto, capacità artistica e fantasia creativa che, pur richiamando lontane ascendenze leonardesche attraverso simboli, tra scienza e natura, diviene arte transrealista la cui trasfigurazione si concreta in un’opera che in un certo modo anche se oltrepassa la realtà e il tempo sembra fermo, assicura tuttavia il messaggio di un genio artistico attraverso un linguaggio artistico-simbolico che imbriglia richiami leonardeschi e realtà di oggi ossia come si è detto “passato e presente si fondono per creare un nuovo transreale connubio artistico”.

Guadagnuolo, legando passato e presente, con la sua intuizione di creare in un unico tempo è riuscito a rendere sublime non solo la sua arte transrealista ma anche il valore del “tempo” perché ha artisticamente assemblato e incastonato in un tutt’uno, e come se il tempo si fosse fermato, i quattro simboli che caratterizzarono la scienza e la pratica del genio di Leonardo: il volo dell’uccello, l’aeroplano, il sapere e la provetta. Ma v’è di più! Guadagnuolo con grande eccellenza artistica nella sua opera ha trasfigurato richiami leonardeschi con una tonalità di colore bianco e nella visione olistica dell’installazione con l’unica eccezione del libro rosso che, posto alla base della scultura, diviene simbolo di sapienza su cui poggia la vita e la sua evoluzione. Se si osserva l’installazione nella sua struttura e nella tonalità coloristica emerge non solo un’opera unitaria negli esiti formali ma anche una sensazione di mistero; tuttavia, il libro rappresenta contro l’ineluttabilità del tempo la continuità della sapienza, l’oggi; infatti, fino a quando ci sarà la scienza e la trasmissione della sapienza si parlerà di Leonardo e del suo ingegno di indagatore della natura e della scienza. Guadagnuolo, ha saputo, superando le apparenze della realtà, ancora una volta, rappresentare la realtà, con la sua intelligenza e verve artistica transrealista, grazie alla sua capacità di evocare con la sua installazione tutte quelle riflessioni che conducono l’osservatore verso un viaggio nel passato e nel mondo artistico, scientifico e naturalista di Leonardo; sono riflessioni e considerazioni che permettono di conoscere, tra curiosità e spirito scientifico, l’arte di un genio che fu indagatore della natura e scienziato anticipando, come abbiamo detto, invenzioni e moderne scoperte utili all’uomo di oggi per l’insegnamento che lascia: unire le forze dell’uomo a quelle della natura come per esempio fece nel perseguire l’obiettivo, tra tecnica e utilità, delle sue macchine filatrici e dei suoi telai. Ci fa piacere affermare che l’opera transrealista di Guadagnuolo si può inscrivere eccellentemente in una dimensione artistica internazionale sia per l’universalità delle opere e l’ingegnosità di Leonardo sia per l’intelligenza del pittore e scultore Guadagnuolo di essere in maniera dialettica artista transrealista e di impeccabile arte con un linguaggio universale. Inoltre, l’opera, pur non sconfinando nell’astrazione, si presenta con un’immagine che, trascendendo dalla realtà, garantisce all’osservatore una comunicazione sociale e non merceologica, stimolando quel quid di richiamo partecipativo e visivo per conoscere il linguaggio universale del genio da Vinci, che concretò le sue conoscenze ed esperienze attraverso la curiosità, lo spirito scientifico e le sue continue domande su tutto. La scienza e la pratica infatti per Leonardo erano indissociabili: < … Quelli che si innamorano della pratica senza la scienza sono come il nocchiero che monta sulla nave senza il timone o la bussola, e non ha mai la certezza di dove va.>. Concludendo, l’installazione-scultura “Leonardo adolescente: Dal volo degli uccelli all’aeroplano” oltre a essere straordinaria è un’opera transrealista che, caratterizzata da una poetica che oltrepassa la realtà, costituisce esemplarmente una testimonianza del Transrealismo del maestro di Caltanissetta Guadagnuolo. Infatti, il Transrealismo rappresenta, come si legge in una nota di Guadagnuolo, l’ultima avanguardia che chiude il Novecento e apre il XXI secolo “interpretando le istanze del mondo culturale e della comunicazione massmediale in funzione del tempo storico che viviamo”. È cosi che in numerosi eventi e diversi contesti artistici, dall’inizio nel nuovo secolo ad oggi, si sono attivati non solo momenti di riflessione sulle avanguardie nazionali ed internazionali ma anche di confronto artistico-culturale per una diversa ideazione del binomio tempo-spazio estetico e, in particolare, della trasfigurazione della realtà che cambia nella nostra società non escludendo nelle diverse elaborazioni-teorizzazioni e produzioni di opere transreali non solo il concetto di “oltrepassare le esteriorità della realtà” ma anche della “trans-temporalità” dell’opera d’arte. L’arte di Guadagnuolo è poesia visiva; è arte-poesia, ricca di ricerca artistica interiore, capacità creativa e sperimentazione continua, che affascina e coinvolge per il pregnante significato e perché si attualizza continuamente sotto l’aspetto culturale e etico; e sicuramente la nuova opera-scultura di Guadagnuolo, dedicata in occasione delle celebrazioni leonardesche 2019 al talento universale di Leonardo, attrae non solo per il linguaggio simbolico-artistico ma anche perché, rispetto ai clichés tradizionali di riproduzione artistica, rappresenta l’”Uomo Universale” da Vinci in modo nuovo e originale nella sua grandezza artistica e genialità di uomo di scienza.

Ultima modifica il Lunedì, 18 Febbraio 2019 18:22
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