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LE STRANEZZE DELLA MITICA BEVERLY HILL

Le stelle di Hollywood

di Lino Manocchia

La “cittadella” della celluloide compie cento anni - Beverly Hill, il “Paradiso “privato” delle stelle, cittadina affiancata a Los Angeles, compie cento anni. L’omonimo hotel, affettuosamente chiamato il “Palazzo rosa” e’ anziano quanto la caotica metropoli californiana.

Piu’ moderni sono i suoi “bungalow” (piccole villette) dove le star stanche del lavoro quotidiano, dell’eleganza, dei diamanti e pellicce, rifocillano le membra, narrano che Kathrine Hepburn un giorno si tuffo’ nella piscina dei bungalow, con l’uniforme da tennis ed Elizabeth Taylor trascorse, nella “alcove” numero 1, sei lune di miele. mentre John Crawford entrava regolarmente nella cittadella a bordo di una Rolls Royce, con chauffeur in livrea, onde consumare il pranzo.

Nel passato ed attualmente, un ottantenne di nome Svend Petersen, da 42 anni tiene cura della magnifica piscina, e conosce tutti gli astri del firmamento hollywoodiano..“Potrei narrare tanti episodi, potrei scrivere diversi volum,” dice Svend e “potrei rivelare tanti aneddoti piccanti, di Esther Williams,Gary Grant,Carol Burnett,Ingrid Bergman, la Principessa Grace(Kelly) e Marilyn Monroe “.

“ In questo angolo di paradiso anche l’italiano Rodolfo Valentino negli anni “20 fece costruire una villa, in Beverly Hill, chiamandola “ Falcon Liar”, (Falcone bugiardo),mentre, piu’ recentemente, Il grande Dino de Laurentiis, vi installo’ il suo impero.”

Lungo l’arco di anni 1960-’70, stando al giudizio di Petersen, Hollywood ha attraversato il periodo d’oro e l’ omonimo hotel, e’ stato al centro delle attenzioni specialmente durante il periodo degli Award tanto che la piscina, ed i bungalow venivano riservati anticipatamente un’anno prima.

Si apprende altresi’ che l’’aitante George Hamilton “coltivava” la sua costante tintarella con miticolosa attenzione,mentre il noto attore inglese Rex Harrison (My Fair Lady), prendeva il sole completamente nudo e se qualcuno bussava alla porta, l’attore si presentava con un fazzoletto col quale copriva i genitali. ”

“Ora non fanno piu’ film della portata di un tempo” commenta mestamente Svend.”.Non si puo’ fare paragoni tra le star odierne e Betty Davis o Joan Crawford.” Il “glamour” e’ svanito.”

Lo storico Mark Wanamaker scrive che tutto ebbe inizio con il tentativo di scoprire l’ olio che pero’ scoppio’ come una bolla di sapone poiche’ scoprirono, invece, fonti d’acqua, e i dirigenti di allora anziche’ proseguire la coltivazione di fagioli tentarono di vendere il terreno.

Nel 1912, finalmente il Beverly Hotel ebbe vita e una diecina d’anni dopo, i primi “clienti” furono Douglas Fairbanks e Mary Pickford, quindi Gloria Swanson.Intanto i 21 “bungalow” diedero l’idea allo scrittore Neil Simon di portare a termine uno screenplay,accoppiandolo ad un affare segreto”, a Warren Beatty di avere “incontri segreti” e alla meravigliosa Marilyn Monroe di alloggiare,molto frequentemente, al numero uno, pur essendo il numero sette il preferito perche’ denominato” Norma Jean”, nome originale della diva. La lista delle celebrita’ e’ estesa e comprende politici,attori , membri della famiglie Kennedy, Elizabet Taylor, Richard Burton,Charlie Chaplin,Spencer Tracy,John Wayne,Henry Fonda,i Duca di Windsor e tanti e tanti altri.

Anche l’eccentrico miliardario Howard Hughes usava riservare 25 stanze alla volta mentre e’ vissuto in un gruppo di bungalow per circa 30 anni. pagando 350 mila dollari l’anno per tale privilegio, Recentemente anche il Sultano di Brunei ha affittato diverse camere di bungalow.

Alcune indiscrezioni rivelano che Clark Gable effettuava i “rendezvous” prima del divorzio, nel bungalow numero 4. Diversi attori iniziarono la loro carriera complice Beverly Hill. Il grande Johnny Weissmuller venne chiamato Tarzan dal un direttore che lo vide tuffarsi nella grande piscina per salvare una bambina, mentre la magnifica Greta Garbo, si “nascondeva” nelle camerette, e John Barrimore si riposava al bar.

Molto utile la presenza dei bungalow di Beverly Hill, senza dubbio, specie per l’uso rituale della festa dopo Oscar con gli interminabili party

Il cronista fu presente alla cerimonia post Oscar in occasione del 50mo anniversario della statuetta d’oro, inviato della Rai, alla quale figuravano, tra I tanti, Brad Pitt, Robert De Niro, Robin Williams, Tony Bennet, Sidney Potier ed altri ancora.

Il Beverly Hill Hotel e’ apparentemente, alquanto modesto: tre piani, seminascosti da ottuagenarie palme e piante di banane. Ricoperto dI stucco color rosa ed una cupola con la bandiera. Originariamente l’Hotel aveva 232 camere e 21 bungalow privatI, ma dopo il rinnovamento del 1995, veniva ingrandito sostanziosamente , riducendo a 194 il numero di camere.

Ogni Bungalow ha almeno una storia da narrare.Il numero 1 sembrava appartenere soltanto a Liz Taylor e Richard Burton ,col cameriere sempre pronto con due bottiglie di Vodka per la colazione, e due per il pranzo,Liza Minnelli gradiva il numero 6,”perche’ libero da drammi umani.” Marlene Dietrich nel numero 10 aveva un letto speciale di 2.5x2.5 metri. Il 14 e 21 erano i bungalow prediletti degli scapoli Warren Betty e Orson Wells.

L’Hotel Beverly Hill non e’,ovviamente, un hotel per impiegati. Le sue stanze richiedono qualcosa come 559 dollari a notte e nell’hotel centrale sino a 15.000$,tutto in virtu’ dei milioni che Hollywood elargisce a piene mani.

Lino Manocchia

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