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Benevento Pescara 2 1, una sconfitta meritata.

Il Pescara crolla per due reti ad una al Vigorito di Benevento, al termine di una partita giocata male. Poco conta che la rete della vittoria campana arrivi nel finale, la squadra di Bucchi ha meritato la vittoria per occasioni create.

 

Il primo tempo inizia con le formazioni annunciate, Pescara ancora una volta con il 4-3-1-2. Le fasi iniziali vedono i biancazzurri provare a fare la partita, sfruttando la verticalità di Mancuso. Le opportunità maggiori, tuttavia, sono di marca beneventana. Al minuto 2’, ci prova Insigne con il sinistro a giro, palla fuori non di molto. Poco più tardi, Bandinelli crossa nel mezzo, dove Coda non arriva per un soffio. Il Benevento, con il passare dei minuti, sembra prendere in mano la partita ed alza sensibilmente il proprio baricentro. Al minuti 25’, Ciofani colpisce goffamente e volontariamente il pallone in area con la mano. Su segnalazione dell’assistente, l’arbitro Marini concede un giusto calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Coda, il quale calcia forte ma a lato. Al 40’, Brugman dal limite pesca Mancuso con un filtrante da fuoriclasse, il centravanti non aggancia e lascia sfumare una grande occasione per i suoi. Al 41’, ci prova Letizia con il destro, pallone fuori di poco. Sul finire della frazione, arriva il vantaggio campano: i biancazzurri perdono una palla banale in uscita e permettono a Coda di calciare a rete, Fiorillo è battuto anche a causa di una sfortunata deviazione di Gravillon.

La ripresa inizia senza cambi e con il Benevento che prosegue nel suo buon forcing, sebbene privo di idee rilevanti. Al 4’, ci prova Bonaiuto di testa, palla sulla traversa e poi sul fondo. Mister Pillon al 10’ inserisce Capone per un pessimo Marras. Sia chiaro, il numero 19 biancazzurro non ha alcuna colpa, se non quella di interpretare – con certissima dedizione – un ruolo non suo. Al 15’, Mancuso si libera del suo marcatore ma il pallone rimane sotto il corpo e il tiro ne risente in potenza e precisione. Al 22’, un involontario ginocchio di Capone libera dalla mischia Mancuso, il quale si ritrova ad un metro dalla porta avversaria e segna il momentaneo pareggio. Pillon comprende il ruolo del caso nel risultato e sostituisce Monachello con Campagnaro, passando ad una difesa a cinque. La mossa del mister non basta a far demordere il Benevento, che al 36’ colpisce un clamoroso palo con Coda. Il gol della vittoria arriva al minuto 41’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo – sulla concessione del quale esistono fondati dubbi – dove Volta viene lasciato solo da Gravillon e libero di colpire a rete. La reazione del Pescara è troppo debole e confusa per definirsi tale. L’arbitro fischia tre volte.

È d’obbligo dire che la prestazione si pone in linea con le tre precedenti, dove, però, gli avversari erano di diversa ed inferiore levatura. La differenza tecnica tra le due squadre si è oggi palesata in tutta la sua evidenza. A costo di apparire pedanti e ripetitivi, il 4-3-1-2 non è un modulo per questo Pescara, poiché ha il solo effetto di depotenziare le sue armi di contropiede e manovra sugli esterni. A questo si aggiunga che il mercato, anche oggi assente dal campo, ha consegnato a Pillon una rosa strettissima e dunque una panchina incapace di incidere.

Tabellino:

BENEVENTO (3-5-2): Montipò, Volta, Tuia, Caldirola, Maggio, Buonaiuto (60' Viola), Crisetig, Bandinelli (77' Asensio), Letizia, Coda (87' Del Pinto), Insigne

PESCARA (4-3-1-2): Fiorillo, Ciofani (76' Melegoni), Gravillon, Scognamiglio, Balzano, Memushaj, Brugman, Crecco, Marras (55' Capone), Mancuso, Monachello (70' Campagnaro).

Marcatori: 44' Coda (B); 67' Mancuso (P); 86' Volta (B);

Ammoniti: 61' Crisetig (B); 79' Campagnaro (P); 94' Caldirola (B)

Arbitro: Valerio Marini di Roma

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