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Pescara, all'Adriatico arriva il Pordenone: l'identikit della squadra di Tesser

Dopo la prima deludente uscita stagionale all'Arechi, un 3-1 che suona come un pericoloso campanello d'allarme per il prosieguo della stagione, il Pescara è pronto al debutto casalingo stagionale.

All'Adriatico, però, renderà visita la squadra che ha destato la miglior sensazione nella giornata inaugurale: il Pordenone. La squadra friulana, matricola del campionato cadetto, scende in terra abruzzese forte del 3-0 rifilato al Frosinone di Nesta, compagine che, al pari del Benevento, è una fortissima candidata a staccare il pass per la Serie A. Ed anche i migliori bookmakers, come quelli presenti su https://topscommesse.com/, confermano appieno questa tesi.

Pordenone, calcio pratico e offensivo per stupire anche in Serie B

A guidare i neroverdi in panchina c'è un tecnico navigato ed esperto come Attilio Tesser, vecchia volpe del calcio cadetto italiano, che in terra friuliana ha ottenuto la terza promozione in Serie B dopo quelle di Novara (2010) e Cremona (2017). La "terribile" matricola del campionato cadetto, che secondo alcuni analisti potrebbe ripetere i clamorosi recenti exploit di Spal e Lecce, autrici di un doppio salto dalla Serie C alla Serie A, si basa su un collaudato 4-3-1-2, uno schema che cambia, soventemente, in base alle due fasi.

In quella di possesso, Tesser ama alzare i terzini sulla linea dei centrocampisti, dove gli interni Pogeba e Misuraca sono chiamati a compiti di raccordo difensivi (scalando per proteggere meglio i due centrali e tessere le fila del gioco) e di supporto a Chiaretti, che sulla trequarti gode di massima libertà di movimento. Molto importante, tatticamente, la funzione svolta delle due punte, Sbrizzolo e Curria, che prediligono muoversi per vie centrali e non troppo distanti, al fine di accentrare gli esterni difensivi avversari e creare prezioso spazio per le scorribande sulle fasce di Semenzato e De Agostini, calciatori, quest'ultimi, di fondamentale importanza nello scacchiere tattico friulano.

A differenza di alcune versioni del recente passato, il Pordenone targato Tesser ama alternare, in base alle caratteristiche della squadra avversaria, la costruzione dal basso con la verticalità e il lancio lungo a cercare le punte. Una squadra di chiara impronta offensiva, che però non rinuncia alla concretezza quando serve. Ed un tecnico esperto come Tesser, ha rappresentato indubbiamente un valore aggiunto per i friulani, ottenendo una promozione che i suoi illustri predecessori Tedino e Colucci avevano solo sfiorato. Per oliare al meglio la fase realizzativa, un giocatore chiave è il trequartista, figura al quale Attilio Tesser ha difficilmente rinunciato anche in passato.

Zauri sul banco degli imputati del tracollo salernitano: domenica, servirà un altro Pescara

In fase di non possesso, invece, i neroverdi tendono ad utilizzare il trequartista come primo pressatore del portatore palla avversario, mentre una delle due punte arretra sulla linea dei centrocampisti per creare densità. Un pressing alto condotto in maniera razionale, in cui i movimenti dei giocatori sono estremamente calcolati onde evitare di lasciare troppo scoperta la squadra nella propria metà campo. Non è casuale, quindi, che i friulani prediligano recuperare palla in mediana per poi ribaltare velocemente l'azione, sfruttando spesso i movimenti e il gioco di sponda degli attaccanti, funzionali agli inserimenti delle mezzali e le sovrapposizioni costanti dei terzini.

Per superare una squadra così ben organizzata, servirà un Pescara totalmente differente rispetto a quello visto in campo a Salerno, che ha gettato nello sconforto una fetta consistente dei tifosi bianco-azzurri. La prova offerta al debutto è stata, senza alcun dubbio, deludente, probabilmente peggio di quanto il più pessimista dei tifosi pescaresi potesse immaginare alla vigilia. Ma dopo una sola giornata, è inopportuno, oltre che complicato, emettere sentenze. Sul banco degli imputati è salito Zauri, da molti ritenuto ancora troppo acerbo per poter guidare una nobile compagine della serie cadetta come quella pescarese. La squadra, però, si è stretta attorno al tecnico abruzzese e domenica vendicherà cara la pelle per far ricredere il proprio popolo.


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