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Pescara, game over

Si infrange il sogno promozione per il Delfino, sconfitto all’Adriatico dal Verona (0-1) nel ritorno della semifinale playoff.

 

Uscirà dalla sfida tutta veneta tra Cittadella e Verona il nome della terza squadra promossa in serie A. Purtroppo il Pescara non ce l’ha fatta, ma i biancazzurri possono prendersela solo con se stessi per il mancato successo: i padroni di casa, a cui (dopo lo 0-0 in trasferta) sarebbe bastato un pareggio, hanno infatti pensato solo a distruggere le trame degli avversari, senza mai tentare di imporre il proprio gioco. Così la gara l’hanno fatta gli scaligeri, scesi in campo più determinati e aggressivi.

Proprio un mese fa (era il 27 aprile) avevamo criticato l’atteggiamento troppo difensivo di mister Pillon in occasione del match tra Pescara e Verona in campionato. In quell’occasione gli ospiti avevano osato inserendo nella ripresa un attaccante in più (Pazzini) e il tecnico pescarese aveva risposto immediatamente schierando un quinto difensore al posto del bomber Mancuso, col risultato di far arretrare il baricentro della propria squadra e di subire dopo solo due minuti il gol dei veneti.

Ieri il copione si è ripetuto alla perfezione: ingresso di Pazzini come terzo attaccante (67’), contromossa di Pillon al 70’ con il quinto difensore Campagnaro in campo al posto di una punta (Sottil, uno dei migliori fino a quel momento) e dopo solo due minuti l’ingenuo fallo da rigore di Scognamiglio su Di Carmine, con il penalty trasformato successivamente dallo stesso attaccante scaligero.

Sotto di un gol il Pescara ha provato finalmente a fare la sua gara (Pillon ha dovuto reinserire una punta, Bellini, al posto di Crecco) e incredibilmente i biancazzurri hanno sfiorato il pareggio prima con Mancuso e poi proprio con Bellini all’ultimo secondo, aumentando di fatto i rimpianti per ciò che poteva essere e che invece non è stato. Davvero un peccato, anche perché, out Palermo e Benevento, il Delfino avrebbe trovato in finale il Cittadella, con il conseguente vantaggio di disputare il match di ritorno in casa (e teoricamente sarebbero bastati due pareggi per conquistare la serie A).

Ma il tutto è stato vanificato da un atteggiamento iniziale troppo rinunciatario e dalla scelta, davvero scellerata, di chiudersi con cinque difensori con mezza ripresa ancora da disputare. Purtroppo la lezione del mese scorso non è servita e lo sbaglio si è ripetuto: errare è umano, ma perseverare è diabolico.

 

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Balzano, Bettella, Scognamiglio, Pinto (18' Del Grosso); Memushaj, Brugman, Crecco (74' Bellini); Sottil (70' Campagnaro), Mancuso, Marras. All.: Pillon.

VERONA (4-3-3): Silvestri; Faraoni, Dawidowicz, Empereur (21' Bianchetti), Vitale; Henderson, Gustafson, Colombatto (67' Pazzini); Laribi (56' Lee), Di Carmine, Matos.  All.: Aglietti.

Arbitro: sig. Abbattista di Molfetta.

Marcatore: 73' rig. Di Carmine.

Note: ammoniti Colombatto, Henderson, Del Grosso, Di Carmine; espulso al 92' Scognamiglio per doppia ammonizione; spettatori 11.165 per un incasso di 142.198 €.

Ultima modifica il Lunedì, 27 Maggio 2019 12:09
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