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Serie B/Verona Pescara 3:1, che delusione

di Massimo Sanvitale

Era una partita attesa, la sconfitta è deludente perché facilmente spiegabile. La squadra è stata tradita dai suoi limiti più evidenti: un secondo portiere non all’altezza e la mancanza di un centravanti affidabile. Il centrocampo crea affinché l’attacco sciupi. Non basta il solo Mancuso, la sterilità di Monachello, Marras e Antonucci è un problema da affrontare in un solo modo, con il mercato.

 

La partita inizia con le formazioni annunciate. Unica rilevante differenza è rappresentata dalla scelta di Grosso di schierare Ragusa terzino destro. Buona la sua partita, facilitata però dalle caratteristiche del suo avversario Mancuso, non uno che punta in dribbling. Le prime fasi sono veloci e divertenti, con il Pescara che ha due chiarissime occasioni con Mancuso, non preciso e troppo timido sotto porta. Al 14’ arriva il vantaggio del Verona dopo una buona occasione non sfruttata da Lee: Danzi scaglia da fuori un sinistro debole ma preciso, Kastrati non ci arriva perché lento e in colpevole ritardo. Al 32’, Monachello calcia alto un ottimo pallone servitogli da Marras. Al 39’, contatto tra Gravillon e Zaccagni, per l’arbitro è rigore. Molti dubbi, la decisione appare almeno generosa. Di Carmine dal dischetto segna il raddoppio. Ancora Monachello, al 41’, non centra clamorosamente la porta con un facile colpo di testa. L’ultima occasione del primo tempo è targata Verona, con Zaccagni stoppato da Kastrati in uscita.

La ripresa inizia con il terzo gol del Verona: cross di Zaccagni e sfortunata deviazione di Del Grosso nella sua porta. Entra Palazzi per Marras, con Brugman che si posiziona sulla trequarti. Al 14’ ci prova di testa Monachello, para Silvestri. Al 22’ il Pescara accorcia: Machin salta un paio di avversari in area di rigore e serve un buon pallone a Mancuso, che segna il gol biancazzurro. Il Pescara, comunque, non riesce a creare pericoli e anzi l’occasione finale è del Verona, con Di Carmine che prende il palo.

Brutta sconfitta, impensabile creare così tanto e fare un solo gol. L’infortunio di Campagnaro, poi, ha palesato evidenti limiti difensivi. Pillon: “Abbiamo sprecato troppe occasioni. Non abbiamo fatto bene la fase di non possesso. La partita ha messo a nudo tutte le incertezze della squadra. Abbiamo preso tre gol su palla in uscita e questo è inconcepibile. Sono degli errori che stiamo pagando caro e questo non va bene. Dobbiamo tornare ad essere umili e cattivi, meno belli ma più concreti”. Prossimo appuntamento, avversario il Venezia, all’Adriatico il 27 dicembre, quando la situazione in vetta sarà più chiara perché quasi tutte le squadre saranno a 16 partite giocate. Poi, se si vuole aspirare ad altro oltre che alla salvezza – naturalmente alla portata anche con questa squadra – sarà necessario un intervento di mercato.

Tabellino:

VERONA (4-3-3): Silvestri, Empereur, Marrone, Dawidowicz, Ragusa (68' Almici), Danzi (76' Laribi), Gustafson, Zaccagni (84' Henderson), Lee, Di Carmine, Matos A disposizione: Berardi, Chiesa, Caracciolo, Eguelfi, Pazzini, Colombatto, Cissè, Kumbulla, Tupta

All.: Fabio Grosso

PESCARA (4-3-3): Kastrati, Balzano, Gravillon, Scognamiglio, Del Grosso, Memushaj, Brugman, Machin (90' Cocco), Marras (54' Palazzi), Monachello (82' Antonucci), Mancuso A disposizione: Farelli, Scuccimarra, Fornasier, Elizalde, Perrotta, Crecco, Scalera, Del Sole, Ciofani

All.: Giuseppe Pillon

MARCATORI: 14' Danzi , 40' Di Carmine, 50' Del Grosso (aut.), 66' Mancuso

Arbitro: Sig. Minelli (Varese)

Ammoniti: Marrone, Gustafson, Palazzi

 

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