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D'Annunzio. L’Innocente di Luchino Visconti al Mediamuseum

lunedì 1° marzo (giorno della ricorrenza dell’ottantesimo dalla morte), alle ore 17.30 al Mediamuseum di Pescara

 

Organizzata dalla Fondazione Tiboni per la cultura, dall’Associazione Culturale Ennio Flaiano, dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani e dalla Cineteca Nazionale, con la collaborazione del Comune di Pescara, del Conservatorio Luisa D’Annunzio e della Scuola di Teatro del Mediamuseum, si terrà la proiezione della copia restaurata del film L’Innocente di Luchino Visconti. La proiezione sarà preceduta dai saluti di Carla Tiboni, presidente della Fondazione Edoardo Tiboni e da una breve tavola rotonda alla quale prenderanno parte Caterina D’Amico, preside della Scuola Nazionale di Cinema, che ha dedicato molti anni allo studio dell’opera di Luchino Visconti ed è autrice di importanti saggi e volumi dedicati al regista, anche in rapporto alla madre Suso Cecchi D’Amico, co-sceneggiatrice del film L’innocente; Gerardo Di Cola, storico del cinema, che parlerà del ruolo del doppiaggio nel film di Visconti; del musicologo Franco Zennaro, che si soffermerà sulle musiche originali del film di Mannino e Dante Marianacci, presidente del Centro Nazionale di Studi Dannunziani, che farà da moderatore. Il film di Visconti, l’ultimo dei quattordici da lui realizzati, è del 1976, diretta dal regista in carrozzella, affetto da una grave malattia. Morì subito dopo aver visionato il primo montaggio del film, al quale successivamente furono apportate alcune lievi modifiche sulla base delle indicazioni raccolte da Suso Cecchi D’Amico. Protagonisti del film sono Giancarlo Giannini, che interpreta il ruolo di Tullio Hermil, e Laura Antonelli, nei panni di Giuliana Hermil. Fanno inoltre parte del cast, tra gli altri, Rina Morelli, Massimo Girotti, Didier Haudepin, Marie Dubois, Marc Porel e Jennifer O’Neill. Gian Luigi Rondi, che prima della realizzazione era molto scettico, quando vide il film ne scrisse una entusiastica recensione ravvisandovi che i modi scenici e i silenzi rappresentavano delle espressioni più importanti delle parole, tipici dei procedimenti di Anton Cechov, in cui le allusioni hanno maggior valore delle dichiarazioni, un capolavoro insomma del quale una parte fondamentale del merito andava alla sceneggiatura di Suso Cecchi D’Amico. Come è noto L’innocente racconta la storia di intrighi amorosi: Tullio Hermil non riesce a tenere nascosta la relazione clandestina con la contessa Teresa Raffo, già vedova, alla moglie Giuliana. I due non hanno rapporti da anni a causa della salute cagionevole della donna. Anche Giuliana è attratta da un altro uomo, finisce per cedergli e rimane incinta. A questo punto la gelosia riconduce Tullio tra le braccia della moglie, ma una volta venuto a conoscenza della gravidanza, tenta di imporle l’aborto. La donna non accetta, quindi a Tullio non rimane che sopprimere “l’innocente”. A differenza di ciò che accade nel romanzo, in cui Tullio sopravvive al suo crimine, nel film si ribalta la situazione, come pure la narrazione stessa, non affidata, come nel testo dannunziano, al suo protagonista, Tullio Hermil. Ingresso libero

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