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Depp alla ricerca della Verità su Tupac

Nuovo look per l'attore nel film in cui veste i panni di un detective

 

Baffi decolorati, capelli biondicci, così il personaggio di Johnny Depp in City of Lies - L'ora della verità, il suo ultimo film (in sala dal 10 gennaio) in cui interpreta Russell Poole, il detective noto per aver indagato sulla morte dei rapper Tupac Shakur e The Notorious B.I.G., assassinii degli anni '90 tuttora rimasti irrisolti. Al suo fianco, nel ruolo di un giornalista che aiuta Poole nelle ricerche, il premio Oscar Forest Whitaker che torna a recitare con Depp a distanza di trent'anni, dopo il cult di Oliver Stone Platoon. Tra i doppiatori del film, che omaggia Tupac prestandogli la voce, Ghali, giovanissimo ma già affermato fenomeno trap. Tratto dal romanzo candidato al Premio Pulitzer, Labyrinth di Randall Sullivan, City of Lies è un thriller evocativo e provocatorio, basato su fatti realmente accaduti, sul desiderio di giustizia e sulla ricerca della verità sopra ogni cosa. Vent’anni dopo i casi dei rapper, Poole riceve la visita di Jackson, un reporter dell’ABC che a sua volta legò a quel caso il suo unico momento di notorietà e oggi vede smantellate le teorie esposte nel documentario che gli valse un Emmy Award. I due si immergono insieme in una nuova indagine, decisi a smascherare il coinvolgimento della corrotta polizia di Los Angeles. Il film è stato bloccato in via precauzionale negli Stati Uniti, dopo aver avuto gravi problemi produttivi riconducibili anche ad una presunta aggressione subita da Gregg Brooks, ex location manager del film, da parte dell'attore. A dare la notizia era stata The Associated Press: Brooks sosteneva che Depp l'avesse colpito due volte alle costole. Tanto per non farsi mancare guai, Depp starebbe affrontando una causa intentata da due ex guardie del corpo che sostenevano che l'attore non li avesse pagati correttamente e che li avesse messi in situazioni "tossiche". Per di più, l'ex moglie Amber Heard lo ha accusato di averla picchiata. A difenderlo è il regista del film Brad Furman che ha dichiarato: "Johnny Depp è un grande professionista, un meraviglioso collaboratore e sostenitore degli altri artisti. Tratta sempre la troupe e le persone intorno a lui con il più grande rispetto. I film possono causare stress ed eventi irrilevanti vengono spesso ingigantiti. Amiamo tutti le storie... ma qui non c'è nessuna storia di cui parlare. L'ex pirata si è dedicato molto a questa storia: "È una cosa davvero rara che qualcuno possa essere così puro, concentrato e impegnato sul proprio lavoro", ha detto Depp sul suo personaggio. "Non c'è un abbellimento dei fatti. C'è un po’ di licenza cinematografica, ma non c'è alcun tipo di abbellimento. Russell Poole era proprio come lo raffiguriamo. E quando ha la possibilità di riaprire potenzialmente il caso ed esporre la verità, muore. Sì... non c'era niente in questa sceneggiatura che non trovassi affascinante". Depp, che ha ottenuto il ruolo diversi mesi prima dell'inizio delle riprese a metà dicembre 2016, non ha mai avuto la possibilità e il privilegio di incontrare Poole. Tuttavia, ha trascorso del tempo con la sua famiglia, sua moglie e i suoi figli, e dice: "La famiglia Poole è stata fantastica. Non ci potevo credere quando ho visto per la prima volta suo figlio, è il suo gemello. Sembra esattamente suo padre da giovane. Questo mi ha reso un po' nervoso, ad essere onesti, nell'assumere questo ruolo e nel farlo bene".

In particolare Depp spiega il legame con Violetta Wallace, la madre 65enne di Notorious B.I.G., un'altra vittima di questa ingiustizia. "Non ha avuto informazioni, niente. È una donna molto orgogliosa, con un’incredibile dignità e integrità, intelligenza e disinvoltura. Lei non ha paura di nulla. Vorresti aiutare questa donna a voltare pagina". "Ad oggi, Voletta Wallace non sa ancora cosa sia successo - perché ha perso suo figlio?", si chiede Depp con rabbia e frustrazione. "Ecco perché ho fatto il film - mi sento così legato a ciò che rappresenta. La corruzione c’è... ed è ovunque. Poole aveva un'assoluta dedizione per Voletta Wallace, la mamma di Biggie, fino al giorno della sua morte. Lei e il Detective Poole erano molto, molto legati. Le ha sempre promesso di trovare l'assassino di suo figlio. E ci ha provato fino alla morte".

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