Cronaca
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L'esplosione in cui, questa mattina, è rimasto ucciso il carabiniere scelto Manuele Braj in Afghanistan è stata la conseguenza di "un attentato compiuto con il lancio di un razzo dall'esterno della base" di addestramento della polizia afgana ad Adraskan. E' quanto ha detto a Skytg 24 il portavoce del contingente italiano ad Herat, tenente colonnello Francesco Tirino.
tmnews
Braj, 30 anni di Galatina (Lecce) era effettivo al 13° Reggimento "Friuli-Venezia Giulia" ed è deceduto sul colpo. Nella deflagrazione sono rimasti feriti anche altri due militari che non sono in pericolo di vita. Lo riferisce lo Stato Maggiore della Difesa.
I due carabinieri sono effettivi rispettivamente alla Seconda Brigata Mobile di Livorno e al Settimo Reggimento "Trentino-Alto Adige": sono rimasti feriti alle gambe e sono stati successivamente elitrasportati presso l'ospedale militare USA (ROLE 2) di Shindand, dove sono ricoverati non in pericolo di vita, ha precisato lo Stato Maggiore.
La zona dell'esplosione è stata isolata per permettere i rilievi di rito e la ricostruzione della dinamica. I familiari sono stati informati. Braj lascia la moglie, 28enne, e il figlio di 8 mesi.
L'esplosione si è verificata alle 6:20 ora italiana vicino a una garitta di osservazione adiacente al poligono.



