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Imane Fadil, "esclusa radioattività" dal corpo

Gli esami sul corpo di Imane Fadil, la testimone chiave dei processi Ruby, "escludono la presenza di radioattività".

E' quanto si apprende da fonti mediche. Si tratta di un'importante svolta nell’inchiesta del procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano titolare dell’inchiesta per omicidio volontario contro ignoti per la morte sospetta dell’ex modella che ha svelato il 'Bunga bunga' nella villa dell’ex premier Silvio Berlusconi. Questo dato scientifico fa cadere definitivamente l’ipotesi che Imane Fadil sia morte per avvelenamento da radioattività. Restano in piedi le altre due ipotesi: avvelenamento da metalli o morte per malattia autoimmune. Si legge su Adnkronos.

Il primo sospetto nasce dopo i riscontri emersi dall'analisi di sangue e urine: sono emersi "valori alti, ma non letali" per cinque metalli, tra cui cadmio, cromo, molibdeno e antimonio, "quest'ultimo cento volte superiore" alla norma. Non si può escludere, neppure, una malattia rara, autoimmune, che i medici dell'Humanitas non sarebbero riusciti a diagnosticare, dopo un ricovero durato oltre un mese. Da quanto emerge da fonti mediche, i carotaggi eseguiti sul fegato e sui reni dell'ex modella hanno scongiurato il timore che il corpo di Imane fosse radioattivo, dunque si potrà procedere all'autopsia senza precauzioni eccezionali. Ancora non si conoscono, invece, i risultati della biopsia in merito alla concentrazione dei metalli negli organi. Gli organi, a differenza delle urine e del sangue trasfuso due volte - conservano i livelli di metalli in modo più 'veritiero'. "E' meglio per tutti, per Imane e per la sua famiglia. Alla fine vuol dire che in giro c'è un cattivo in meno" ha detto Paolo Sevesi, avvocato della famiglia della testimone chiave dei processi Ruby. Dopo l'autopsia, prevista nei prossimi giorni, la famiglia potrà finalmente vedere la salma.

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