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Strage di Strasburgo: fornitura armi attentato, in arresto due persone

Ieri la notizia, sale a cinque il numero delle vittime dell'attentato al mercatino di Natale di Strasburgo. L'ultima persona che ha perso la vita a causa dell'attacco è Barto Pedro Orent-Niedzielski, 35 anni, a cui il terrorista aveva sparato in fronte. A seguito dell'attentato, il 35enne era rimasto in coma.

Oggi la notizia, due persone sono sotto ordine di custodia perché sospettate di aver fornito le armi per l'attentato di Strasburgo del 11 dicembre ad opera di Cherif Chekatt. La procura di Parigi cerca un terzo uomo per la fornitura delle armi.

Era Bartek per gli amici, l'uomo colpito in mezzo alla fronte a brucia pelo quella sera, dal terrorista Chekatt. La vittima era in compagnia di Antonio Megalizzi, morto tre giorni fa per una ferita simile. Cittadino di Starsburgo, ma originario di Katowice, in Polonia, come Antonio Megalizzi raccontava alla radio l'Europa. Bartek era con Antonio quella sera al mercatino di Natale di Strasburgo. Come lui il coma e poi la morte.

E' la quina vittima.

Quella sera i ragazzi erano andati con Clara Rita Stevanato e Caterina Moser, le due studentesse venete universitarie a Parigi, al mercatino dopo una giornata di lavori all'europarlamento. Si trovavano sotto al ponte del Corbeau, quando il killer ha iniziato a sparare sulla folla. Le due giovani donne sono riuscite a scappare. Antonio a Bartek diverso destino, entrambi colpiti alla testa. A Strasburgo Antonio aveva trovato alloggio proprio a casa di Barto.

"Il suo cuore si è fermato dopo cinque giorni di coma profondo" ha raccontato una persona che ha parlato con la mamma di Bartek, Dorota Odent, a Le Monde. La decisione di non staccare le macchine per consentire a tutti gli amici di andare a salutarlo.

E una fila lunghissima, ininterrotta, di amici si è formata per andare a dirgli addio, riferiscono diversi testimoni, prima della drammatica decisione di staccare la spina. "Cittadino del mondo" Bartek era di Strasburgo, impegnato e attivo in molte cause tra cui quella Lgbt, la cultura Yiddish e per le radio libere, parlava molte lingue e voleva aprire un ostello linguistico nella città francese.

Intanto i genitori di Cherif Chekatt, l'autore del gesto terroristico, hanno espresso le loro condoglianze ai familiari delle quattro vittime e hanno confermato che il loro figlio sosteneva l'Isis. Abdelkrim Chekatt e Rouadja Rouag, divorziati, sono stati rilasciati sabato sera senza alcuna incriminazione dopo essere stati interrogati a lungo dall'Antiterrorismo. In un'intervista a France 2, il padre franco-algerino del 29enne ha detto di essersi sentito "morire" quando ha scoperto che l'autore dell'attacco era suo figlio. Abdelkrim si era presentato spontaneamente in un commissariato di Strasburgo quando ha sospettato che Cherif potesse essere coinvolto nella strage. "Gli ho detto che se lo localizzavano avrei tentato di convincerlo ad arrendersi", ha spiegato. Il padre ha raccontato di aver visto per l'ultima volta Cherif tre giorni prima dell'attentato e di aver provato invano a chiamarlo dopo la notizia della strage.

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