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Alitalia, referendum: i lavoratori votano no al pre accordo

Arrivano i primi risultati del referendum Alitalia dalle sedi di Milano, dove il 'No' stravince.

 

 

A Linate l'intesa siglata tra sindacati e azienda, secondo i dati ufficiali forniti dalla Uilt, è stata bocciata da 698 dipendenti, mentre a dire sì sono stati solo in 153, a cui si aggiungono 7 schede nulle. Percentuali simili anche da Malpensa dove i contrari sono stati 278 contro i 39 favorevoli, le schede bianche sono state 2 e altre 2 quelle nulle. I risultati definitivi, dei circa 12.000 aventi diritto al voto, dovrebbero arrivare in serata. Lo si legge su Adnkronos.

Le urne si sono chiuse alle 16 e l'affluenza, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, si attesterebbe intorno all'87% circa. A fine serata è atteso l'esito della consultazione sul pre accordo tra azienda e sindacati.Intanto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha presieduto a Palazzo Chigi una riunione su Alitalia con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

 

I lavoratori Alitalia sono stati oggi chiamati a votare sul pre-accordo tra azienda e sindacati per i tagli e il nuovo tentativo di rilancio della compagnia.

 

Il no all'accordo potrebbe aprire la strada della messa in liquidazione della compagnia aerea con l'arrivo di un commissario straordinario;



Il sì, invece, avrebbe dato il via alla ricapitalizzazione dell'azienda con l'individuazione di 980 esuberi di lavoratori a tempo indeterminato tra il personale di terra, la riduzione dell'8% della retribuzione di quello navigante e una contrazione da 120 a 108 dei riposi annuali mentre ai nuovi assunti il più leggero contratto 'cityliner' del corto raggio.

 

Il pre-accordo prevede il ricorso a una serie di misure volte a ridurre i costi e ad evitare gli esuberi del personale, in particolare gli esuberi complessivi scendono a quota 1.700 dai 2.037 preventivati mentre quelli del personale a tempo indeterminato si riducono a 80 unità dalle iniziali 1338 ed il taglio al costo del lavoro scende dal 30 all'8%. Tra le altre misure annunciate il superamento dei progetti di esternalizzazione delle aree manutentive e di altre esternalizzazione, il ricorso alla cigs entro maggio 2017 per due anni, l'attivazione di programmi di politiche attive del lavoro, con riqualificazione e formazione del personale, misure di incentivazione all'esodo, miglioramenti di produttività ed efficienza, con un rinvio in azienda per la definizione entro il prossimo mese.

 

I no aprono a crisi ed è possibile prevedere l'apertura di uno scenario di forte instabilità e incertezza sul futuro della compagnia con il rischio di cessazione delle attività.

 

Cgil, Cisl, Uil e Ugl erano per il sì. "L'Alitalia morirà se verrà bocciato il piano.”

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