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BankItalia, debito pubblico: diminuito di 4,4 miliardi

lo spread sfonda i 290, ai massimi da tre mesi.

 

A marzo il debito delle amministrazioni pubbliche è diminuito di 4,4 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.358,8 miliardi. Lo rileva la Banca d’Italia nel bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”.

Il fabbisogno del mese (20,2 miliardi) è stato più che compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (22,4 miliardi); inoltre gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno nel complesso ridotto il debito di 2,3 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è diminuito di 4 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 0,4 miliardi. Il debito degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 28,7 miliardi, in aumento dello 0,8% (0,2 miliardi) rispetto al dato dello stesso mese del 2018. Nel primo trimestre 2019 le entrate tributarie sono state pari a 92,2 miliardi, in aumento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Situazione diversa per lo spread tra Btp e Bund tedeschi, sale a 290 punti base. Il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi continua la sua graduale risalita dal livello di 250 punti base a cui si era stabilizzato a inizio maggio. Il rendimento del decennale italiano, alle 15.30, è al 2,77%, in crescita rispetto al 2,74% della chiusura di ieri. "Il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee", afferma il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria, commentando l'andamento del differenziale dei nostri titoli di Stato, definendo il nervosismo "ingiustificato perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo sono quelli proposti dal governo stesso e approvati dal parlamento con il Documento di economia e finanza".

"Il governo - conclude il ministro - è al lavoro perché questi obiettivi siano raggiunti nel quadro di una politica di sostegno alla crescita e all'occupazione". Il rialzo dello spread la spaventa? "No", è il commento del vice premier Matteo Salvini.

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