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BCE su migranti: "impatto forza lavoro è stato limitato"

Aumentano i flussi di immigrazione verso Germania, Italia e Austria, ma "l'impatto sulla forza lavoro finora è rimasto limitato". Così la Bce. Nei maggiori Paesi dell'Eurozona "gli immigrati hanno un'età media inferiore e un livello di istruzione medio lievemente inferiore rispetto ai cittadini dei paesi ospiti".

La quota di stranieri in età lavorativa (15-64 anni) è più ampia di quella dei cittadini dei Paesi stessi. Questo suggerisce "che l'aumento del numero di lavoratori più anziani all'interno della popolazione in età lavorativa sarebbe stato ancor più pronunciato senza i recenti flussi migratori". L'economia ha continuato a espandersi a un ritmo sostenuto, con un accelerazione superiore alle attese nella seconda metà del 2017". Lo afferma la Bce nell'ultimo Bolettino economico.

"La crisi dei rifugiati - spiega la Bce - ha portato a un notevole aumento dei flussi di immigrazione verso la Germania, l'Italia e l’Austria, ma l'impatto sulla forza lavoro finora è rimasto limitato".

"Le condizioni del mercato del lavoro in Europa sono meno favorevoli per gli immigrati di quanto non lo siano per i cittadini europei - rileva la Bce - l'immigrazione in Europa è spesso associata alla dequalificazione, ovvero gli immigrati trovano impieghi per i quali è necessario un livello di istruzione più basso rispetto a quello in loro possesso. Ciò è di solito ascrivibile alla loro mancanza di qualifiche ed esperienze specifiche per il paese ospite, oltre che al tempo necessario per il riconoscimento dei loro titoli di studio".

Nel corso del tempo, aggiunge l'Eurotower, "la differenza nella distribuzione delle qualifiche fra cittadini e immigrati diminuisce, ma di solito permangono dei divari. Le condizioni del mercato del lavoro meno favorevoli per gli immigrati si riflettono in diversi altri indicatori: ad esempio, la quota di lavoro temporaneo è più elevata, il reddito e il tenore di vita sono inferiori e i risultati ottenuti dai loro figli nell’ambito delle indagini Pisa su conoscenze e abilità sono peggiori".

Per quel che riguarda il grado di integrazione nel mercato del lavoro, osserva ancor al Bce "si è riscontrato che, in Europa, le differenze fra cittadini e immigrati vengono trasmesse alle generazioni successive, o in alcuni casi persino amplificate, mentre ciò non accade negli Stati Uniti. Ciò suggerisce che vi sono margini di miglioramento nell’integrazione nel mercato del lavoro degli immigrati nei paesi europei".

EURO

L'apprezzamento dell'euro sul dollaro "rappresenta una fonte di incertezza da tenere sotto osservazione per le sue possibili implicazioni sulle prospettive a medio termine della stabilità dei prezzi".

RIFORMA DELLE PENSIONI

Secondo la Bce la riforma delle pensioni in Italia, ma anche in altri paesi come Spagna, Germania e Francia ha "innalzato l’età pensionabile stabilita per legge o hanno reso difficile il prepensionamento, con una conseguente spinta al rialzo sui tassi di partecipazione della popolazione in età avanzata" al mercato del lavoro.

Il forte slancio congiunturale, la perdurante riduzione del sottoutilizzo delle risorse e il crescente grado di utilizzo della capacità produttiva rafforzano ulteriormente la fiducia del Consiglio direttivo che "l'andamento dei prezzi convergerà verso l'obiettivo di un tasso di inflazione inferiore ma prossimo al 2 per cento", si aggiunge nel documento.

"I rischi per le prospettive di crescita nell'area dell'euro sono sostanzialmente bilanciati. Da un lato, il forte slancio congiunturale potrebbe dar luogo a ulteriori sviluppi positivi per la crescita nel trimestre a venire. Dall'altro, i rischi al ribasso rimangono principalmente riconducibili a fattori di carattere globale e agli andamenti dei mercati valutari", ribadisce la Bce. 

La soluzione della Bce: è necessario continuare a fornire un grado elevato di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento".

"Mentre si rafforza la convinzione da parte del Consiglio direttivo che l’inflazione evolverà verso il proprio obiettivo - aggiunge l'Eurotower - le spinte sui prezzi interni sono rimaste nel complesso contenute e devono ancora mostrare segnali convincenti di una tendenza al rialzo duratura. Pertanto, è tuttora necessario un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo". La Bce ricorda inoltre che nel mese di "dicembre l'inflazione sui dodici mesi dell'area dell'euro misurata sullo Iapc era pari all'1,4 per cento, in calo rispetto all'1,5 per cento nel mese di novembre, soprattutto di riflesso all'andamento della componente dell’energia".

 

Ultima modifica il Giovedì, 08 Febbraio 2018 17:22
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