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Riforma pensioni: quota 100 assente ingiustificato nella manovra di bilancio

 di Simone Merlonetti

La scadenza per la presentazione della Manovra di Bilancio era fissata per questo week-end e con ciò ora si attende la decisione da parte del Parlamento. Nel testo definitivo però mancano due punti, per evitare eccessivi sgravi economici, come il Reddito di Cittadinanza e la quota 100 della riforma delle pensioni.

La riforma delle pensioni quindi è stata una mossa accantonata per il momento e che non dà spazio alla risoluzione delle problematiche attuali che il sistema previdenziale italiano presenta, ma in cosa consisterebbe questa riforma? E’ l’evidente volontà del governo Conti di superare definitivamente la legge Fornero, intervenendo sulla flessibilità per quelle categorie di lavoratori che oggi non ne possono beneficiare per l’uscita dal mercato del lavoro.

Ecco i cambiamenti.

Dal 1 Gennaio 2019 le lavoratrici donne andranno in pensione alla stessa età degli uomini e l’accesso alle pensioni di vecchiaia sarà permessa con almeno 20 anni di contributi versati e con la seguente età anagrafica: -67 anni nel 2019 e nel 2020 -67 anni e 3 mesi di età nel 2021 e 2022 -67 anni e 4 mesi nel 2023 e 2024 -68 anni dal 2031 in poi. Un’ altra condizione da soddisfare per coloro che non hanno versato contributi prima del 1996 e vedono quindi l’applicazione del metodo di calcolo solo contributivo è che l’assegno pensionistico previsto deve essere superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale che nel 2028 è pari a 453 euro.

Qualora la condizione non possa essere soddisfatta, per andare in pensione sarà necessario il requisito contributivo di vecchiaia che aumenterà a partire dal 2019. Per quanto riguarda le pensioni anticipate, non è prevista un’età specifica per accedervi poiché è sufficiente aver maturato il requisito minimo contributivo che nel 2018 è: -42 anni e 10 mesi per gli uomini -41 anni e 10 mesi per le donne. Mentre nel 2019 il requisito minimo è più alto, subendo l’aumento di 5 mesi della legge Fornero e perciò per accedervi bisogna aver versato almeno: -43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini -42 anni e 3 mesi per le donne.

Nella riforma delle pensioni della Manovra di Bilancio definitiva manca come detto all’appello proprio la Quota 100.

Pare non manchi però nella Manovra la Quota 41, la possibilità di permettere a tutti i lavoratori di poter andare in pensione una volta raggiunti i 41 anni di versamento contributi a prescindere dall’età e non più di 2,3 anni di contributi figurativi.

La Quota 41 però è un ritorno al passato in quanto prima della legge Fornero la pensione anticipata era conseguibile a 40 anni di contributi ( mentre con la legge Fornero è a 43).

Altra novità potrebbe essere la proroga dell’opzione donna 2019, la quale consente alle donne lavoratrici dipendenti e autonome nate nell’ultimo trimestre del 1958 e che siano in possesso di determinati requisiti contributivi di accedere alla pensione anticipata accettando però che il calcolo dell’assegno della pensione avvenga solo con il metodo contributivo con conseguente penalizzazione in termini monetari.

Requisiti anagrafici: per le dipendenti pubbliche avere 57 anni e 7 mesi; per le donne autonome avere 58 anni e 7 mesi. Requisito contributivo: aver versato almeno 35 anni di contribuzione. A fronte di ciò non sono mancate speculazioni come la riformulazione della Quota 100 ( diventa Quota 104, 64 anni età minima ed anni di versamenti contributi 40) o la Quota 41 che può diventare Quota 42 e via dicendo.

Ciò che comunque è una certezza è che il sistema pensionistico vada analizzato e corretto. Dati ISTAT del 31 Agosto 2017 risaltano che uno degli effetti negativi della legge Fornero è il 51% dei nuovi occupati dal 2013 sono over 50 ed allo stesso tempo chi di questa fascia d’età si ritrova senza un posto di lavoro fatica a ritrovarlo. E’ evidente come questo quadro possa essere lesivo per la forza lavoro più giovane, la quale si trova ostacolata per metà dei posti occupati.

Le statistiche mondiali danno l’Italia come secondo Paese più vecchio al mondo, sorge pertanto la necessità di cambiamento e rinnovamento.

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