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Tria, pace fiscale per far emergere i sommersi

''Pace fiscale non significa varare nuovi condoni ma pensare a un fisco amico del contribuente, che favorisca l'estinzione dei debiti''.

Lo afferma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione nella commissione Finanze del Senato. ''In Italia gli oneri amministrativi per i contribuenti sono già molto elevati - rileva -. La loro presenza spesso finisce con favorire le attività sommerse e le organizzazioni produttive informali''.

 Quanto alle previsioni su PIL, quelle più recenti degli organismi internazionali per il 2019 ''indicano un rallentamento dell'economia dei principali Paesi europei, pur mantenendo tassi di crescita ampiamente positivi, che evidentemente avrà effetti anche sull'economia italiana''. Secondo il ministro ''nell'anno in corso è ancora possibile conseguire una crescita non lontana da quella programmata''. Si legge su Adnkronos.

Sono in arrivo novità per l'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive. Il ministro, alla domanda se all'interno della riforma strutturale del fisco c'è anche l'Irap, risponde: ''Certo. Si tratta di un'imposizione che non ha mai goduto del mio favore, da un punto vita della logica economica. Deve rientrare nel pacchetto della riforma che si sta studiando''.

Poi la flat tax. La task force istituita per attuare il programma di governo ha ''l'obiettivo di analizzare i profili di gettito e distributivi del sistema in vista della definizione della flat tax, in un quadro coerente di politica fiscale e in armonia con i principi costituzionali di progressività dell'imposta. Principi che, invece, l'attuale strutture dell'Irpef fa difficoltà a garantire'' dice il ministro dell'Economia in audizione al Senato.

Per il titolare di via XX Settembre ''in Italia occorre ripristinare condizioni di stabilità e certezza per attrarre investimenti esteri e per sostenere i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese''. Per raggiungere questi obiettivi, secondo Tria, ''è necessario adottare azioni strutturali fortemente orientate a: rendere la tassazione più favorevole alla crescita, perseguire la semplificazione degli adempimenti, migliorare la tax compliance, preparare il terreno alla riduzione della pressione fiscale''.

 Tria parla anche del reddito di cittadinanza. ''Non costa'', dice il ministro, sarà finanziato con ''strumenti di welfare già esistenti''. Il costo della misura, precisa, ''non può essere considerato addizionale ma in parte sostitutivo'' di altre misure. Si dovrebbe quindi parlare di ''costo differenziale'' che dipenderà ''dal disegno specifico della norma'' che introdurrà il reddito di cittadinanza.

 

Ultima modifica il Martedì, 17 Luglio 2018 18:02
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