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Come finisce Batman? Obama, "armi da guerra solo per militari"

Cronaca estera

New Orleans (Stati Uniti), 26 lug. - Barack Obama si e' impegnato pubblicamente a cercare misure impostate sul "buon senso" per introdurre maggiori controlli sulle armi circolanti negli Stati Uniti, in particolare per evitare che finiscano nelle mani di squilibrati e che si ripetano tragedie come la strage nel cinema di Denver.

 

Durante un comizio a New Orleans, il presidente americano si e' ben guardato dal menzionare leggi restrittive o dal proporre provvedimenti specifici in materia, ma ha assicurato di voler comunque "continuare a collaborare con esponenti di ambedue i partiti rappresentati al Congresso, con i gruppi religiosi e con le organizzazioni civiche" in vista di arrivare a un "consenso sulla riduzione della violenza". Violenza che, ha sottolineato lo stesso Obama, "ogni 36 ore ci fa perdere lo stesso numero di giovani che abbiamo perso in quel cinema" della capitale del Colorado.

"Come la maggior parte degli americani", ha proseguito il capo della Casa Bianca, "io sono convinto che il Secondo Emendamento alla Costituzione garantisce a ogni individuo il diritto di portare armi. Penso che tutti riconosciamo le tradizioni relative al possesso di armi, trasmesse di generazione in generazione, secondo cui l'andare a caccia e lo sparare sono parte di un retaggio nazionale molto amato. Credo pero'", ha puntualizzato, "che anche un sacco di possessori di armi siano d'accordo sul fatto che i fucili d'assalto Ak-47 vanno bene nelle mani dei soldati, non in quelle dei criminali, e che il loro posto e' in guerra, sul campo di battaglia, non nelle strade delle nostre citta'".

Obama ha riconosciuto peraltro che la questione e' controversa, e che la ricerca di soluzioni in genere va incontro a ostacoli. "Troppo spesso", ha notato, "certi sforzi finiscono per essere sconfitti dalla politica, dalle lobby, e alla fine dei conti dalla nostra stessa attenzione, che e' attratta da tutt'altro".

Psichiatra riceve troppo tardi taccuino dove era descritta strage

Qualche giorno prima di entrare nel cinema Holmes invio' per posta a uno psichiatra dell'Universita' del Colorado un taccuino, fitto di appunti e disegni esplicativi, in cui illustrava il suo folle proposito: se scoperto per tempo, il contenuto del quaderno avrebbe potuto permettere d'impedire al 24enne esaltato di realizzare il proprio piano.

Purtroppo il destinatario non lo ricevette, se non tre giorni dopo la strage di Denver. Secondo fonti inquirenti riservate, citate dal notiziario on-line 'FoxNews', per circa una settimana la busta con dentro il notes rimase infatti, chiusa e non recapitata, all'interno dell'ufficio posta del Campus Medico 'Anschutz' dell'Universita' del Colorado, situato proprio ad Aurora, il sobborgo alla periferia occidentale della capitale dello Stato Usa ove si e' consumata la carneficina.

Soltanto l'altroieri mattina polizia e Fbi hanno ricevuto la chiamata dello psichiatra, che insegna nell'ateneo e le cui generalita' non sono state divulgate, il quale comunicava loro di aver ricevuto un pacchetto che sembrava provenire proprio dal giovane killer.

In realta', a un esame piu' accurato, risulto' che la busta era stata spedita da qualcun altro, e che non conteneva nulla di particolarmente allarmante

A quel punto furono pero' controllati tutti i colli rimasti inevasi, e ne salto fuori' uno che era proprio quello giusto: la dicitura sul retro indicava come mittente appunto Holmes.

A quel punto gli agenti lo aprirono, e lessero sgomenti che cosa era stato scritto e disegnato sul taccuino. "Era zeppo di dettagli su come avrebbe ucciso un sacco di gente", hanno spiegato le fonti anonime. "C'erano i disegni di quello che avrebbe commesso, schizzi e illustrazioni del massacro". Resta da capire quale fosse lo scopo del giovane killer, se magari 'volesse' lui stesso essere fermato prima di poter colpire. In tal caso, incuria e burocrazia glielo hanno negato, spianandogli invece la via omicida.

Come finisce Batman?

James Holmes vuole sapere come finisce l'ultimo episodio della saga di Batman. Lui, si sa, non l'ha potuto vedere con i suoi occhi perche' ha deciso di aprire il fuoco nella sala poco dopo l'inizio del film. A rivelare l'illegittima curiosita' di Holmes e' il tabloid New York Daily News, citando un testimone che ha ascoltato ieri l'incredibile domanda ("Hai visto il film?, Come finisce?") nell'infermeria del carcere dove e' detenuto. Holmes, non ricevendo risposta dall'agente penitenziario, ha ripetuto la domanda come se nulla fosse una seconda volta ma con lo stesso esito negativo. (AGI) .

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