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Abruzzo. Una giornata bucolica con Alina la pastora

Confidando nel bel tempo, Alina la pastora sta ancora a far pascolare le pecore in Valle Giumentina (700 m) nel Parco Nazionale della Maiella.

L’erba è sufficiente ed essendo umida le pecore bevono di meno. Giornalmente nascono gli agnelli, dopo la gravidanza di circa 150 giorni, (da metà giugno a metà novembre). Infatti, quando le giornate si accorciano e le temperature diventano più fredde, inizia il processo riproduttivo della pecora. Mi sono trovato alla nascita di un agnello, barcollando ha cercato di alzarsi e mentre la madre lo puliva con la lingua, ha cercato immediatamente il latte, il colostro, molto nutriente.

Alina lo ha preso in braccio ancora con la placenta.

Ho trascorso una giornata bucolica, che è iniziata alle ore nove, con l’apertura dello stazzo, per far uscire le pecore. Le mamme non volevano lasciare gli agnelli, (ce ne sono undici, ma il numero aumenta giornalmente). Devono uscire per brucare l’erba, perché si deve formare il latte. Il cane pastore avanti, fa da “apripista”, conosce il sentiero e il gregge lo segue. La giornata è stupenda, fa caldo e la valle è impreziosita dalla neve che copre le cime della Maiella. Di lato, la montagna del Morrone. 

Ci sono molte querce e le ghiande, (il frutto), sono molto gradite alle pecore, perché è dolce. Camminiamo, parliamo e se il gregge si allontana o va fuori sentiero, Alina con frasi e suoni gutturali, li richiama. I cani velocemente riuniscono il gregge. Un paio di giorni fa, mi ha raccontato Alina, un lupo ha bloccato una pecora incinta di due agnelli, in un vano di una vecchia costruzione abbandonata. Le ha staccato le orecchie, mordendo le zampe posteriori e i fianchi, (non pubblico le foto perché fanno impressione)! Attirati dal belato, Alina ed i cani si sono precipitati sul luogo, il lupo ha lasciato la preda, ma la pecora era malridotta.

Alina ha cercato di tamponare il sangue, l’ha caricata sulla macchina e di corsa al veterinario. Purtroppo non è sopravvissuta, neanche i due agnelli. Mi ha raccontato un’altra storia, quando ha salvato un agnello, che appena partorito non succhiava il latte. L’ha messo vicino al focolare, gli ha dato il latte con il biberon ed ha iniziato a succhiare, si è alzato.

Lo ha riportato allo stazzo, però lo ha coperto con una canottiera per proteggerlo dal freddo. Insomma, devi fare da mamma, veterinario, devi saperti arrangiare. Intanto il gregge brucava, le capre si allungavano lungo i rovi per mangiare le foglie, non temendo le spine. Alle ore quindici, senza una sveglia, un segnale, il gregge unito, ha cambiato direzione, dirigendosi verso lo stazzo, dove siamo arrivati, mentre il sole tramontava. La temperatura si è abbassata immediatamente. All’improvviso l’ululato minaccioso del lupo. Alina mi ha tranquillizzato… ha sentito il belare delle pecore, ma non attaccherà, ci sono tanti cani! Sono rimasto emozionato nel vedere gli agnelli che si sono attaccati alle mammelle delle loro mamme, perché affamati. Succhiavano golosamente il latte.

La giornata non è ancora terminata, Alina deve pensare ai cavalli, li ha presi e li ha portati ad abbeverarsi alla fonte. Poi pensa agli animali da cortile, anche loro devono mangiare. L’ho lasciata ancora così occupata nel lavoro giornaliero, tutti i giorni, anche con la nebbia, il vento, la pioggia, la neve, il freddo.

Anche se Alina ha subito il meteo avverso a gennaio 2017 quando, per la troppa neve le pecore sono tutte morte ed a gennaio 2018, una mano omicida, la cattiveria umana, ha dato fuoco alla stalla. Tutte le pecore sono morte bruciate. Alina non si è arresa, gli agnelli nascono e la vita continua!

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