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Valle Giumentina. Alina e la sua vita dura da pastora

di Lucano Pellegrini

Con la compagnia di due amici, sono tornato a fare visita ad Alina.

Il gregge di pecore e capre è aumentato e la speranza è che gli ovini, ora in stato interessante, partoriscano agnellini e capretti. L’autunno a giorni arriva, le giornate si sono accorciate, il latte inizia a scarseggiare.

Il problema è il meteo, ogni pomeriggio piove. La vita della Pastora non cambia. Alina ha dovuto dare da mangiare all’asina, ai polli, alla vacca che causa l’incendio, ha perso le mammelle e quindi non produce il latte. (Dovrà macellarla, ma intanto mangia). Con il forcone, inforcava il fieno e lo trasportava dove c’erano gli animali. Abbiamo raggiunto lo stazzo in valle Giumentina.

Per prima cosa ha allattato una agnellina nata da una pecora anziana, ma sottopeso. Alina con tanto amore la sta nutrendo con il latte di un’altra pecora. Si chiama “Negretta”, e sta lentamente crescendo. Poi ha preparato il pastone per i dieci cani. Ha aperto lo stazzo ed il gregge si è mosso verso praterie verdi. Nuvoloni bassi, qualche goccia di acqua, nessun problema! Alina ha messo a tracolla “l'ombrello da pastore”, molto capiente. Ci siamo salutati, lei resterà sola per la valle sino verso le ore sedici.

Poi il gregge ritorna allo stazzo, mungerà le capre perché le pecore hanno poco latte. È notte torna a casa, saluta i figli, parla con loro e si informa per vedere se tutto va bene, come vanno a scuola, augura la buonanotte. Fa bollire il latte per preparare il formaggio. Se ha ancora forza prepara la RI-COTTA. Poche ore di sonno… ed all’alba inizia un nuovo giorno. 365 giorni sempre la stessa vita, con qualsiasi tempo! Con questo impegno,purtroppo… ha ancora problemi per il pascolo!

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