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Grande Pescara. Gabriele Di Stefano protesta e si incatena: No a Montesilvano periferia!

Il consigliere Comunale oppone: "Non ci fu abbastanza informazione e si doveva fissare un giorno solo per il referendum, molta gente ora si accorge di cosa sta accadendo, non lo sapeva prima"

"Guatta guatta hanno fatto quello che volevano fare". Lo aveva annunciato da tempo e lo ha fatto, Gabriele Di Stefano si è incatenato davanti alla piazza del Comune per protestare contro una decisione che "cancellerebbe la città di Montesilvano" riducendola a "periferia di Pescara". Un atto simbolico per accendere un faro sulla propria posizione contraria per tante ragionI alla fusione di tre Comuni: Pescara, Spoltore e Montesilvano.

Il responso del referendum del 2014, consultivo (ndr), ha aperto un iter politico nella Prima commissione presieduta dal consigliere Regionale Maurizio Di Nicola e sta per raggiungere, pare, il traguardo, gennaio 2019 l'ora X, la fusione dovrebbe partire. E' fissata la riunione per il 27 giugno.

La burocrazia potrebbe essere a favore di Gabriele Di Stefano, la fusione richiede tempi lunghi, Montesilvano e gli altri due comuni diventarebbero Grande Pescara, unico Comune con 183 mila abitanti comunque numero insufficiente per ottenere quei finanziamenti presentati dai Comitati e partiti a favore. L'obiettivo sarebbe 250mila residenti.

Il comune di Spoltore ha sempre espresso il proprio no. Montesilvano un 'nì", il sindaco Maragno sin dall'inizio favorevole alla cooperazione tra i comuni per i servizi, non ha mai preso una posizione netta e non si è chiuso la strada. Pescara non apre spesso questo discorso, comunque appare poco entusiasta. Certo il cambiamento sarebbe impegnativo.

Chi ha chiesto il referendum sostiene che i cittadini si espressero all'ora e la volontà deve essere ascoltata.

" Il referendum è stato fatto senza informare bene i cittadini che non sapevano neanche di cosa si trattasse", oppone il consigliere comunale Di Stefano, "soprattutto una cosa così importante doveva essere votata in un giorno solo dedicato al referendum e non certo insieme a regionali e comunali." L'ex PD trova "ingiusto" questo modo di procedere e ritiene che non fu sufficiente l'informazione sulle conseguenze di tale scelta.

Così questa mattina ha deciso di incatenarsi ad un albero della piazza del Comune, sotto gli occhi incuriositi di alcuni che hanno fatto cerchio intorno al consigliere battagliero.

Certo è che questo argomento scalda gli animi tra chi è pro e contro. "C'è molta gente che solo ora si accorge di cosa sta accadendo" fa presente Di Stefano, "le ultime votazioni per scegliere un sindaco per ogni Comune si rifaranno nel 2019 e nel 2022 ci sarà la fusione definitiva, noi diventeremo la periferia di Pescara"

Ultima modifica il Domenica, 24 Giugno 2018 09:53
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