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Montesilvano. Di Stefano: “l’odissea della chiesa di via Giovi”

Gabriele Di Stefano ex consigliere Comunale Montesilvano interroga da cittadino fuori dalle Istituzioni la giunta e il sindaco pro tempore.

 

"Il 07/09/2018 un interrogazione, all’allora Sindaco Francesco Maragno, per conoscere se si intendeva proseguire nelle decisioni della mozione votata il 18/05/2017 con Delibera nr. 13 (votata a maggioranza con 16 favorevoli ed 1 astenuto), mozione che era inerente l’ampliare l’area di via Giovi ai fini della realizzazione del complesso relativo alla nuova Chiesa e Servizi Pastorali" scrive in una nota l'ex consigliere comunale, in elenco nelle liste della Lega.

"A questa precedevano un’infinità di atti e soluzioni per la costruzione del complesso ecclesiale: ne alle prime, ne tantomeno alle ultime, ci furono mai risposte, commenti pubblici che o negassero o condividessero la prosecuzione degli atti necessari. Ad oggi il complesso dei fedeli residenti che usufruiscono della struttura, sono ancora in un capannone, i cui costi vengono pagati con collette e interventi dei fedeli" riferisce.

E interroga, anche se fuori dal consiglio comunale: "Perché tutto si è fermato? Perché, nonostante la maggior parte degli “attori” di quei tempi siano ancora oggi nell’Amministrazione comunale (compreso l’attuale Sindaco) il caso della chiesa di via Giovi non è ancora risolto? Sindaco, vice sindaco e presidente del consiglio comunale attuali erano tre assessori ai tempi degli atti inerenti la chiesa di via Giovi: perché non se ne ricordano? Perché i fedeli sono ancora oggi in una tenso struttura?"

Incalza provocando: "Per approvare la demolizione di villette a due piani per mettervi palazzi di otto piani, tra presentazione del progetto, approvazione e realizzazione non passa un anno: perché la chiesa attende dal comune il terreno residuale da 15 anni? "

Il primo atto è la Delibera nr. 79 del 15/07/2005, ricorda, che ha come oggetto “concessione area in diritto di superficie alla Parrocchia BVM del Monte Carmelo per la realizzazione di una nuova chiesa”, votato all’unanimità, "dopo 15 anni di delibere, atti comunali, interrogazioni e mozioni (presentate dal sottoscritto, tutte favorevoli che vede come attori sempre gli stessi soggetti) non vede ancora la luce".

"Anni addietro, fu portata in processione nel punto dove doveva venire eretta la chiesa una statua della Madonna, fù posata la prima simbolica pietra tra canti e preghiere. Ma davanti al lassismo, alla perniciosa lentezza e inefficienza fraudolenta di chi doveva autorizzare, neanche un miracolo sembra possa ristabilire ordine. E intanto i fedeli pregano in una tenda attendendo la nuova chiesa… " Conclude.

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