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Montesilvano. Di Stefano si incatena contro l’incubo Grande Pescara

"La nostra città sta per essere cancellata dalla storia e dalla geografia". Consigliere Comunale Gabriele Di Stefano si incatena davanti al comune per manifestare il proprio no alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.

Dopo i referendum 2014 procede l'iter verso la fusione dei tre Comuni.

"Per manifestare il mio NO alla fusione dei comuni nello scellerato progetto Grande Pescara, come annunciato nel corso del Consiglio comunale di Montesilvano del 24/01/2018, domani alle ore 10.30, presso Piazza Diaz, difronte il Palazzo di Città, mi incatenerò." Il consigliere comunale Di Stefano del gruppo misto riflette: "Mentre i residenti di Montesilvano si accingono a vivere la spensieratezza del periodo estivo, mentre bambini e ragazzi festeggiano la chiusura dell’anno scolastico, mentre Montesilvano si addobba di colori per accogliere i turisti, una minaccia, sempre più concreta, pende sulle loro teste come Spada di Damocle: Montesilvano sta per essere cancellata dalla storia e dalla geografia. E ricorda: "Un insediamento umano che affonda le radici nell’impero romano e che è sopravvissuto a due guerre mondiali, sta per essere spazzato via con un colpo di spugna ordito dalla malvagia mano politica che vuole generare la grande Pescara, cancellando Montesilvano, condannandola a diventare la periferia nord di un immenso agglomerato urbano senza anima: il tutto avallato da un referendum confuso che ha raccolto miserrimi voti di approvazione, un referendum fatto senza che fosse spiegata la verità su questo abominio di fusione, senza nessuna informazione precedente che dichiarasse luci e ombre di questo folle piano, il tutto nascosto in quattro schede elettorali."

"La coscienza della popolazione decide ed i politici che sono distanti dalla base, non si rendono conto che solo ora la popolazione prende coscienza di cosa votò quell’infausto giorno al quesito referendario." Sottolinea "Pescara non è nuova a simili esecrabili colpi di mano, avendo divorato prima e cancellato poi, Castellammare Adriatico, un comune che sorgeva sulla sponda nord del fiume Pescara: i comuni sulle due sponde opposte del fiume si fusero nel 1927 e Castellamare Adriatico fu cancellato dalle mappe. Stessa criminale sorte si vuole per Montesilvano e Spoltore, assorbite da un affamata e famelica Pescara che si nutre fagocitando come un cancro i comuni limitrofi a suo vantaggio." "In un momento storico in cui le masse fuggono dalle grandi città per vivere in comuni a dimensione d’uomo, Montesilvano dovrebbe barattare la sua essenza per fare un favore ad altri, auto condannandosi ad un futuro di oblio e miseria sociale." Conclude: "Ora che questa malvagia ombra prende forma è il momento di scendere nelle piazze e nelle strade per far sentire il nostro determinato e irrevocabile NO. La nostra storia, la nostra qualità della vita, la nostra autodeterminazione non sono un regalo da offrire sull’altare di una città che estende i suoi tentacoli disumanizzando e traendo vantaggi autoreferenziali. Ora, prima che la politica crudele e faccendiera ci ponga davanti ad un inesorabile fatto compiuto è il momento di farci sentire, uniti, fieri e determinati per difendere la nostra identità. Non è il momento storico di lanciarsi in scelte come queste della fusione, di fare salti nel buio quando la popolazione vive con drammatica preoccupazione per il futuro. Io sarò in piazza in catene per diffondere questo messaggio ai miei concittadini."

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