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Montesilvano. Mercato ittico sempre più vuoto. Mario il pescatore: "il pesce scarseggia"

Presto in consiglio comunale la delibera sul nuovo regolamento del mercato ittico per sperimentare una soluzione della commissione turismo e commercio che allarga ad altri pescatori di comuni limitrofi la partecipazione al bando.

 

La piccola pesca locale, dalle 3 alle 6 miglia, è in difficoltà. Non si riesce più a pescare la quantità di una volta sufficiente da vendere, le ragioni sono diverse. Il Comune voterà presto una delibera sul mercato ittico di Montesilvano che ha le postazioni spesso chiuse. Ecco perchè.

“Siamo rimasti solo in 5 di pescatori montesilvanesi, molti sono morti” spiega Mario Di Pietropaolo, uno dei pescatori del mercatino ittico, “io ho 71 anni, la media dell'età dei pescatori rimasti è 65 anni”. Il mare bisogna conoscerlo, per Mario la regola importante è seguire le stagioni, “è come la terra, l'agricoltura, in inverno non si raccolgono pesche, così il pesce per ogni stagione è diverso”. In autunno, dice, "il pesce si trova ma viene mangiato dai delfini".

Purtroppo la piccola pesca, “quella che prende in corsa il pesce con la rete, il contrario di quella a strascico che è invasiva”, è in seria difficoltà da circa 6 anni. “Il mare è pieno di delfini e sono molto intelligenti, hanno capito che attaccando le reti dei pescatori possono risparmiarsi di correre dietro al pesce, soprattutto in estate”.

E non è tutto, “bisogna sapere che a gennaio, febbraio e marzo il pesce scarseggia perchè l'acqua è troppo fredda e si raccolgono solo le famose lumachine”, meglio conosciute come 'bummalitte'.

Il mercato ittico sul lungomare, intitolato al pescatore Edoardo Mazzone, morto negli anni '80, pensato 20 anni fa, è nato per i pescatori, ma ora sono rimasti in pochi, spesso le postazioni rimangono con la serranda chiusa. Un complesso tanto atteso e inaugurato da soli 4 anni. Così il problema è arrivato in commissione consiliare turismo e commercio guidata da Carlandrea Falcone, per cercare una soluzione. La situazione esige di rivedere il regolamento, la discussione, durata più sedute, si è concertata sulla ricerca di soluzioni per capire a quale figura artigianale o commerciale concedere le postazioni vuote.

Le proposte sono state due: allargare la possibilità a pescatori di altri Comuni di partecipare al prossimo bando per la postazione nel mercatino, oppure integrare con prodotti a km zero, proposta sostenuta da Carlandrea Falcone.

Dopo un'accesa discussione, a vincere è stata la prima proposta.

La proposta di Carlandrea Falcone avrebbe arricchito il mercatino ittico di cibi di qualità e a km zero come il pane, olio, formaggio e altro, prodotti punta di diamante dell'entroterra, offrendo la possibilità, a chi va per comprare pesce fresco, di trovare anche altro. Tra l'altro la tendenza nelle città italiane del gusto, come la vicina Pescara, è quella di offrire la massima qualità all'interno di un solo complesso, per dare manforte ai pescatori.

In ogni caso il regolamento andrà presto in Consiglio Comunale per essere votato dall'intera assise.

Mario Di Pietropaolo avrebbe preferito l'opzione che vede integrare accanto al pescato i prodotti a km zero.

Inoltre nel nuovo regolamento è prevista la vendita, solo in caso di eventi e sagre, di pesce comprato, altra novità che Mario vede con sospetto.

“Il problema potrebbe ripresentarsi - spiega Carlandrea Falcone, imprenditore e esperto di marketing internazionale – perchè se è vero che 4 anni fa molti pescatori dei comuni vicini hanno fatto richiesta di partecipare al bando, potrebbero ora avere, anche loro, le stesse difficoltà della piccola pesca e non trovare sufficiente pesce da vendere”.

In questo caso commenta Falcone, “la mia proposta rimarrebbe il piano B”.

Un buon piano B, talmente buono che dovrebbe essere quello A per proteggere i nostri cari, ultimi e preziosi pescatori montesilvanesi.

 

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