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Montesilvano/Pentothal, Luigi Di Fonzo racconta Andrea Pazienza. Intervista.

 Sabato 23 giugno alle 18 alla Biblioteca comunale a cura del Ccet.

 

Andrea Pazienza, il mio nome è Pentothal”, edito da Ianieri, è un libro di Luigi Fonzo, giornalista e scritore, insieme al collega Pierpaolo Di Simone. Il volume ripercorre l'opera dell'ater ego dell'artista sullo scenario degli anni della contestazione dei movimenti giovanili del '77 e degli “Anni di piombo”.

Pazienza è nome molto caro alla città di Pescara, nato a San Benedetto del Tronto nel 1956, frequentò l'Istituto d'arte Misticoni prima di partire per il DAMS di Bologna. Cominciò a disegnare, tra l’estate del 1976 e i primi mesi del 1977, “Le straordinarie avventure di Pentothal”, la storia di un talentuoso artista ventenne, studente a Bologna, diviso tra i sogni creati dalla sua immaginazione, i disagi della vita universitaria e le turbolenze del Movimento bolognese. Un'autobiografia a fumetti, la “prima, splendida e insuperata opera d’arte di Andrea Pazienza”, come la definì Oreste Del Buono, il direttore delle riviste Linus e Alter che nel marzo del 1977 iniziò la pubblicazione delle prime tavole. Il successo fu immediato. Pazienza venne acclamato come il caposcuola del nuovo fumetto italiano, e Pentothal divenne icona del Movimento del ’77 e riferimento di un'intera generazione. Morì a Montepulciano nel 1988.

A distanza di 30 anni, Luigi Di Fonzo racconta l'artista e il personaggio d'esordio Pentothal. Abbiamo fatto alcune domande aal'autore.

Perché un libro su Andrea Pazienza?

Su invito dell’editore Mario Ianieri, e insieme al collega Pierpaolo Di Simone, si è voluto approfondire a 60 anni dalla nascita il genio artistico di Pazienza, partendo proprio dalla sua opera prima (pubblicata) di cui tra l’altro di lì a poco si sarebbe ricordato il quarantennale: Le straordinarie avventure di Pentothal. Tenga conto che per chi ha vissuto gli anni Settanta rileggere Pentothal vuol dire rivivere i disagi di una generazione ignorata dalla politica e dalla cultura ufficiale. Quasi come oggi.

Come potrebbe essere raccontato, oggi, il mondo di Penthotal?

Il mondo di Pentothal era il mondo onirico, conflittuale, travagliato, incongruente di Andrea Pazienza, un genio che a soli 20 anni non aveva già più nulla da dimostrare. Come ha scritto Simone Angelini nella sua prefazione all’opera completa realizzata dal gruppo L’Espresso, sarebbe stato bello vedere come Pazienza avrebbe raccontato da vicino il mondo di oggi non con un pennarello, ma magari con uno smartphone.

Perché il fumetto, le illustrazioni riescono a catturare l'attenzione più di altri mezzi di comunicazione?

Il fumetto - ma nel caso di Andrea direi il disegno artistico che si trasforma in cronaca, poesia, storia, autobiografia, sfogo a seconda del racconto - è come la musica e spesso non ha bisogno di molti strumenti e intermediazioni. Se a un musicista è sufficiente una chitarra e un marciapiede per esprimersi, ad Andrea erano sufficienti un pennarello e una superficie più o meno bianca, carta o muro che fosse. Sono le emozioni di chi fruisce questo tipo di arte a renderla universale, anche dopo tanti anni. È già successo con i personaggi di Hugo Pratt, o con la musica prog in Asia.

Luigi Di Fonzo presenta il libro domani, sabato 23 giugno, dalle ore 18, all'interno della biblioteca comunale di Montesilvano 'E. Agostinoni'. L'incontro, promosso e curato dal 'Comitato Cultura e Territorio', al suo quinto appuntamento da maggio e finalizzato alla valorizzazione della biblioteca comunale, è aperto a tutti, con ingresso gratuito.

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